2023, la Cina volta pagina. Tempo di metterla in portafoglio?

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Con le economie del Blocco Atlantico ancora alle prese con inflazione e lo spettro di una recessione, gli investitori volgono lo sguardo ad Oriente, in particolare alla Cina. Vediamo perché con gli esperti di Carmignac

L’Anno del Coniglio potrebbe far saltare di gioia gli investitori dei mercati cinesi. I grandi interrogativi, che negli ultimi due anni hanno favorito un atteggiamento di cautela, tenendosi alla larga dagli asset cinesi, sembrano infatti aver trovato una risposta positiva, lasciando spazio a incoraggianti previsioni. Con gli esperti di Carmignac vediamo quali sono le conseguenze per i mercati e per gli investitori.

Il dietrofront dei legislatori cinesi

A partire dall’8 gennaio 2023, Pechino ha revocato la politica zero-Covid, riaprendo di fatto la sua economia con effetti positivi sui consumi e sul mercato del lavoro interno, così come per le catene di approvvigionamento dell’economia globale. Il Partito Comunista ha inoltre deciso di sostenere il settore privato, allentando la stretta sulle grandi imprese tecnologiche e sul mercato immobiliare, alimentate rispettivamente da ragioni politiche e dallo scandalo Evergrande.
“La riapertura anticipata della Cina, il progressivo allentamento delle normative e il chiaro orientamento del governo a favore dello sviluppo della crescita – spiegano gli esperti di Carmignac – ci portano a ritenere che l’economia cinese possa rimettersi in movimento nel 2023, anche se la velocità della riapertura potrebbe causare alcune difficoltà nel breve termine. Ci attendiamo che il PIL cinese possa riprendere a salire nel secondo trimestre per attestarsi su un dato annuo di circa il 5,0%, il che farebbe della Cina l’unica grande economia mondiale a registrare un’accelerazione della crescita del PIL”.

Cina vs Usa, il confronto non preoccupa i mercati

Per quanto concerne invece il rapporto con gli Stati Uniti, i timori legati a una possibile invasione di Taiwan, intensificatisi all’indomani della aggressione russa dell’Ucraina, si sono rivelati infondati, e nemmeno la gestione del recente incidente del pallone spia sembra lasciar intendere un’escalation tra Washington e Pechino. Ma non è tutto: rimanendo infatti all’interno del braccio di ferro tra la prime due economie del mondo, il Public Company Accounting Oversight Board statunitense ha promosso i bilanci del primo lotto di aziende cinesi, ottenendo al contempo la garanzia da Pechino di poter condurre ulteriori ispezioni. Il rischio di delisting di società cinesi dalle borse americane quindi sarebbe rinviato al 2025.

3 ulteriori buoni motivi per guardare a Oriente

Ma le ragioni che rendono il mercato cinese un target privilegiato nel 2023 non sono finite.
Nonostante infatti le dimensioni e le condizioni attuali del mercato azionario cinese (il secondo al mondo dopo quello statunitense), le azioni cinesi sono ancora sottorappresentate nei portafogli e negli indici azionari globali: basti pensare che all’interno dell’MSCI All Country World le società americane superano quelle cinesi di oltre 17 volte. “Con una capitalizzazione di oltre 19mila miliardi di dollari, è evidente che non può essere trascurato dagli investitori oggi”.
Ancora, guardando alle dinamiche di scambio, “l’indice MSCI China viene scambiato a un PER (rapporto prezzo/utili) di circa 11, di poco inferiore alla sua media decennale, mentre le azioni globali si scambiano a un PER di circa 15. Inoltre, ravvisiamo una tendenza positiva anche per gli utili. Contrariamente agli Stati Uniti, dove si prevede un rallentamento degli utili aziendali, le società cinesi dovrebbero registrare utili in miglioramento”.
Infine, l’equity cinese può essere un efficace strumento di diversificazione del portafoglio in termini di esposizione geografica, vista la bassa correlazione con altri mercati azionari. “Inoltre – concludono gli esperti di Carmignac – la società cinese è sempre più digitalizzata, urbanizzata, innovativa e attenta alla sostenibilità, tutti cambiamenti strutturali dai quali gli investitori azionari possono trarre vantaggio attraverso gli investimenti tematici”.

In conclusione

“In Carmignac, siamo convinti che un approccio selettivo e de-correlato dagli indici sia essenziale per intercettare le opportunità di investimento più promettenti, in particolare nel grande mercato azionario cinese”.

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