Inizia la quarta rivoluzione nell’agricoltura, come investire

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Di fronte a una costante crescita della popolazione e a un inesorabile calo delle risorse naturali, si fa più urgente il problema del cibo. Lazard Asset Management prevede una quarta rivoluzione dell’agricoltura che farà maturare nuove opportunità di investimento

Che sia dicembre, febbraio o agosto, nei supermercati è sempre possibile trovare le fragole e, come loro, molti altri frutti e verdure fuori stagione. Ma forse è arrivato il momento di pensare all’impatto che le abitudini alimentari hanno sul pianeta prima di inserire un nuovo prodotto nel carrello della spesa. Il settore agricolo, infatti, è il terzo per emissioni di gas serra, causandone il 14%, preceduto solo dal settore manufatturiero (23%) e quello energetico (21%), secondo l’Eurostat. Un dato molto preoccupante, soprattutto in un’ottica futura in cui la popolazione crescerà arrivando a 9,7 miliardi entro il 2050, secondo le stime delle Nazioni Unite. Questo significa che il settore agricolo dovrà rispondere a una domanda di cibo sempre più elevata e sempre più sofisticata.

“Storicamente, all’aumento del reddito corrisponde generalmente la domanda per pasti a elevato consumo di risorse, come l’introduzione di un’elevata quantità di carne, al posto dei legumi”, sottolineano da Lazard Asset Management, secondo cui i tempi sono maturi per una nuova rivoluzione agricola. Di fronte a queste sfide imminenti, sarà fondamentale trasformare e innovare il settore agricolo, così da poter sfamare l’intera popolazione e, contemporaneamente, renderlo resiliente al meteo sempre più estremo.

L’innovazione nei campi, arriva l’AgTech

Stiamo entrando nella quarta rivoluzione agricola, cosa cambierà? Sarà una la parola chiave: AgTech, ovvero l’unione tra agricoltura (Ag) e tecnologia (Tech). Si tratta di un mercato in rapida crescita che offre grandi opportunità per gli investitori che decidono di tuffarsi in questo nuovo segmento: nel 2021 gli investimenti in questo comparto sono arrivati a valere 51,7 miliardi di dollari, con una crescita dell’85% rispetto all’anno precedente, come sottolineato dal 2022 AgFunder AgriFoodTech Investment Report, e queste cifre non sono che destinate ad aumentare, grazie anche agli investimenti da parte di multinazionali e aziende quotate.

Le opportunità legate all’AgTech vanno ben oltre la classica e standardizzata visione dei prodotti agricoli, non si tratta solo di fertilizzanti o prodotti chimici: “Si parte dall’approvvigionamento alimentare e comprende la produzione delle proteine del futuro, l’alimentazione umana e animale, fino a includere anche lo spreco alimentare”, spiega Mier.

I nuovi sistemi informatici giocano un ruolo fondamentale in questo campo, infatti potrebbero dare il via all’automatizzazione della coltivazione e all’agricoltura di precisione, che renderebbero questo settore più produttivo, con un uso minore di fertilizzanti, acqua ed energia.

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L’aumento della richiesta di carne è un tasto dolente non più evitabile. Se negli stati sviluppati sembra che la domanda si sia assestata e stia quasi indietreggiando, sicuramente non si può dire lo stesso dei paesi emergenti, a causa della crescita della classe media. Mier ritiene che qui il picco non sia ancora stato raggiunto, ma quando arriverà creerà una pressione distruttiva e, a qual punto, trovare una soluzione alternativa non sarà più solo una possibilità, ma una necessità.

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