Funghi, lombrichi e gli altri insospettabili alleati dell’economia

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Piante e animali, dai funghi alle lucertole, sono fondamentali per la produzione di medicine, cibo e abbigliamento. La biodiversità rappresenta una risorsa vitale per le aziende e quindi per l’economia. Molto più di quello che si possa immaginare

Non solo le api di cui si sente spesso parlare. Ma anche lombrichi, lucertole, funghi e lavanda rappresentano il futuro dell’economia. Può essere difficile immaginare come questi piccoli animali e fiori possano rappresentare una risorsa così importante per il sistema economico, ma nella realtà dei fatti è proprio così. Basta pensare che oltre la metà del Prodotto interno lordo globale dipende proprio dalla natura e dai “servizi” che offre spontaneamente, secondo il World Economic Forum. Un potenziale enorme, dunque, di cui però si fa fatica a prendere coscienza. Ecco perché, ancora oggi, “alcune attività commerciali non dispongono di pratiche di gestione adeguate, causando la perdita di biodiversità e il degrado degli habitat, minacciando la nostra prosperità futura”, avvertono da Lombard Odier Investment Management (LOIM), che lancia un allarme: ridurre la qualità e la disponibilità delle risorse naturali, ovvero la biodiversità, ha e avrà un enorme impatto sull’economia. L’aumento poderoso dei prezzi di alcune materie prime ne è una conseguenza diretta e prova lampante.

Dalla terra all’economia è un attimo

La natura può aiutare l’economia in diversi settori, offrendo la spinta necessaria per riprendersi. Qualche esempio? Oltre all’agricoltura, in cui il legame terra-economia è evidente, Laura Garcia Velez e Madeleine Philips, quantitative analyst di LOIM, indicano il settore sanitario: i principi contenuti in antibiotici, aspirina, trattamenti per il cancro al seno e per il diabete sono tutti di origine naturale.

La penicillina, scoperta casualmente in un laboratorio di Londra, ha inaugurato 80 anni fa l’era degli antibiotici, un mercato che vale 37,35 miliardi di dollari a livello globale (dati 2020) e che potrebbe arrivare a valerne 45,30 entro il 2028, secondo le stime di Market Research Report. L’aspirina, invece, un farmaco di uso comune derivante dalla corteccia e dalle foglie del salice, ha un giro di affari non indifferente: nel 2020 questo mercato valeva 2,17 miliardi di dollari e con un trend di crescita regolare (un CAGR del 2,4%, secondo il Global Aspirin Market forcast).

Il primo farmaco antitumorale a raggiungere i massimi livelli di mercato nel 1997 era, anche in questo caso, di origine naturale: il paclitaxel deriva infatti dalla corteccia del tasso del Pacifico. E anche gli animali che potrebbero fare più paura, in quanto velenosi, sono in realtà fondamentali. Nella saliva del mostro di Gila, un particolare tipo di lucertola velenosa, vi è infatti l’exenatide, un farmaco utilizzato per il trattamento del diabete di tipo 2. Anche in questo caso si tratta di un mercato molto ampio, che nel 2021 ha raggiunto i 12,7 miliardi di dollari ed è previsto crescere del 6,1% annuo al 2028.

Il settore sanitario non è però l’unico a beneficiare della biodiversità. Se si pensa all’agricoltura, avere suolo e risorse d’acqua non è sempre sufficiente: è necessario che il terreno sia sano e questo dipende da una infinità di forme di vita sotterranee, dai batteri ai piccoli insetti, senza dimenticare lombrichi e talpe. I suoli sani non solo favoriscono un migliore sviluppo del raccolto, ma assorbono e trattengono meglio l’acqua, riducendo così i rischi di inondazioni e siccità. E naturalmente non dimentichiamo delle api. Secondo le stime del FAO negli ultimi cinquant’anni il volume della produzione agricola che dipende dall’impollinazione animale si è quadruplicato, significa che da 235 fino a 577 miliardi di dollari di prodotti alimentari deriva proprio da questo.

In conclusione

Semplici esempi che dimostrano la forte interconnessione tra economia e natura. “La conservazione e il ripristino della biodiversità possono offrire notevoli opportunità commerciali, tra cui la redditività a lungo temine, il risparmio sui costi e l’aumento dell’efficienza, nonché nuovi prodotti e servizi”, tutti aspetti fondamentali per un’azienda e quindi da tenere in considerazione sul fronte investimenti. Come? “I temi di investimento sulla biodiversità includono biomateriali, materiali performanti, soluzioni idriche, imballaggi sostenibili ed eco progettazione”, suggeriscono Velez e Philips.

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