Il 2024 ha segnato un traguardo importante per Carmignac, società di gestione patrimoniale che ha festeggiato il suo 35° anniversario. Edouard Carmignac, fondatore e presidente, ha colto l’occasione per condividere una riflessione profonda sulle sfide e opportunità future, invitando i professionisti della finanza a prepararsi a un mondo in rapido cambiamento. Dalla necessità di innovazione tecnologica alla crescente rilevanza delle analisi geopolitiche, le sue parole offrono spunti preziosi per affrontare i prossimi decenni.
Il bilancio di 35 anni di innovazione
“Carmignac nacque dall’ambizione di rendere accessibili buoni investimenti al maggior numero di persone, abbattendo le barriere geografiche e di asset class”, ricorda Edouard Carmignac, evidenziando come l’indipendenza e l’approccio attivo abbiano guidato la crescita dell’azienda. Oggi Carmignac opera in 15 paesi, con 60 professionisti degli investimenti che gestiscono 40 fondi e 26 strategie.
Tra i traguardi più significativi, spiccano l’adozione di strategie innovative come l’integrazione di derivati nel 2002, l’accesso al mercato cinese nel 2014 e l’introduzione del private equity attraverso un fondo Evergreen. Queste iniziative riflettono una visione orientata al lungo termine e una capacità di anticipare i cambiamenti del mercato.
“Pur essendo costantemente alla ricerca di modalità per migliorare i nostri prodotti e le nostre competenze, alcune caratteristiche che ci hanno contraddistinti nel 1989 sono valide ancora oggi: la nostra ’indipendenza, che abbiamo preservato, che molti dei nostri concorrenti hanno perso, ci ha consentito di continuare a coltivare il nostro stile di gestione attiva, il nostro approccio incentrato sulle convinzioni, l’allineamento di interessi con i clienti, il mandato di gestione dei risparmi dei clienti nel lungo termine, e la trasparenza che mostriamo in tutte le circostanze”.
Un futuro carico di sfide e opportunità
Guardando al futuro, Carmignac pone l’accento su tre aree cruciali: geopolitica, tecnologia e cambiamento climatico. L’inizio del nuovo mandato presidenziale di Donald Trump, rappresenta un punto di svolta.
“Molti lo considerano una minaccia enorme, soprattutto in Europa – afferma il patron della casa di gestione parigina -e certamente le sue ripetute prese di posizione sulla transizione climatica sono inquietanti. Tuttavia, queste legittime preoccupazioni non dovrebbero far passare in secondo piano il suo sostegno significativo al contesto degli investimenti negli Stati Uniti, attraverso minore regolamentazione, riduzione della spesa pubblica e un’Amministrazione favorevole alla tecnologia”.
In Europa, la rigidità normativa e le difficoltà economiche, come quelle dell’industria automobilistica, richiedono una risposta pragmatica.
“Esistono semplicemente troppe regole, leggi sul lavoro che non vanno mai a vantaggio dei più bisognosi, un’estrema ingenuità riguardo al commercio globale, e dibattiti infiniti per trovare compromessi sul minimo comune denominatore. Per anni, io ed altri abbiamo auspicato un risveglio collettivo. In questa direzione andava il mio ultimo appello questa primavera per la nomina di Mario Draghi a Presidente della Commissione Europea. Il sistema previdenziale costituisce un buon esempio. Nessuno crede sul serio che i tradizionali sistemi pensionistici europei finanziati dai lavoratori attivi siano sostenibili”.
“Cosa stanno aspettando i nostri politici? L’assenza di coraggio e le ciniche mosse politiche ci hanno portati sull’orlo della bancarotta collettiva”, ammonisce Carmignac, indicando la necessità di riforme strutturali, tra cui l’adozione di sistemi pensionistici a capitalizzazione.
Un appello al pragmatismo
“Di conseguenza, per investire con successo nei prossimi 35 anni sarà necessario non solo scegliere titoli interessanti da una prospettiva bottom-up, ma anche tenere conto di un’analisi geopolitica approfondita. Abbiamo tutti la sensazione che la crescita mondiale sia destinata a rallentare in prospettiva futura. I paesi con una scarsa governance politica rimarranno indietro. Già si stanno esercitando forze differenziali sulla crescita: Stati Uniti contro Europa, India contro Cina, Argentina contro Brasile”. Questa visione a lungo termine, combinata con un approccio flessibile e innovativo, può offrire un vantaggio competitivo agli investitori.
Tecnologia e mercati emergenti: una promessa per il domani
“Per tutta la mia vita ho avuto fiducia nel potenziale di crescita dei mercati emergenti e nella tecnologia. Continuo ad averla, e forse ora più che mai”, sottolinea Carmignac. L’ascesa dell’intelligenza artificiale sta rivoluzionando i settori economici, ampliando le opportunità e ridefinendo le strategie d’investimento. Per i gestori patrimoniali, abbracciare la tecnologia non è più un’opzione, ma una necessità.
Sebbene le sfide per gli investitori si moltiplichino, Carmignac si dichiara ottimista sul futuro: “Confido pienamente nel fatto che faremo la nostra parte, consentendovi di cogliere le molteplici opportunità future”. Un messaggio chiaro per un decennio che si prospetta complesso, ma ricco di opportunità per chi saprà interpretarlo.

