America Latina: 3 motivi per cui vale la pena investirci

Da continente quasi dimenticato ed escluso dai portafogli per la sua innata instabilità politica ed economica, il Sud America sta tornando ora alla ribalta. Perché puntare sull’America Latina?

650 milioni di abitanti e 20 Paesi diversi, una capitalizzazione di mercato di oltre 2 mila miliardi di dollari che considerano più di 4 mila società. Di cosa stiamo parlando? Chiaramente dell’America Latina, un universo immenso che offre grandi opportunità di investimento, anche se spesso è ignorato dagli investitori, soprattutto a causa dell’instabilità politica ed economica. Ma è ancora così?

Il cambiamento dell’equilibrio geopolitico che sta sconvolgendo l’Occidente con una guerra in Europa, una situazione sempre più complicata nel Mediterraneo allargato e le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Cina, sembra stia facendo tornare il Sud America alla ribalta.
Mentre la guerra ha paralizzato l’Ucraina e congelato le operazioni russe, i produttori latinoamericani hanno preso la palla al balzo diventando tra i principali esportatori di materie prime. Mentre i rapporti economici e di scambio tra il Dragone e l’Aquila diventano sempre più frastagliati, l’America Latina è diventano il +1 preferito degli States.
Se a questo si aggiunge anche il fatto che lo scorso anno la regione ha potuto vantare uno dei mercati azionari più forti al mondo, con l’indice MSCI Latin America che ha registrato un rendimento del 25,1% in dollari, superando anche l’MSCI World che è arrivato a fatica al 24%, dovrebbero essere chiare le opportunità che quest’area nasconde.

Xavier Hovasse, Fund Manager e Head of Emerging Equities di Carmignac, ha selezionato tre motivi principali che hanno determinato la performance della regione, strizzando un occhio anche al futuro.

1) Inflazione alle stelle? Non più

Non è una novità il fatto che molti paesi dell’America Latina hanno dovuto affrontare un’inflazione enorme, che è arrivata a toccare le tre cifre. Tra tutti, è emblematico il caso dell’Argentina dove lo scorso gennaio si è arrivati ad un’inflazione del 254%. Eppure, prestando più attenzione, ci sono chiari segnali di un cambiamento di rotta.


Abituati a convivere con una inflazione alta da anni, molti banchieri centrali dell’area si sono mossi in anticipo, imponendo una politica monetaria molto aggressiva già durante la pandemia. Proprio per questo il picco è stato toccato ormai un anno fa e, da allora, è iniziata la discesa, fino a tornare ai livelli del 2021, mettendo in una posizione di vantaggio i titoli dell’America Latina.

Inoltre, dopo più di un decennio, il dollaro sta perdendo il suo slancio. Il primo effetto è stato quello di un rapido aumento del prezzo delle esportazioni, mettendo così i Paesi latinoamericani in una situazione favorevole.

2) Anno di elezioni: nuovo contesto politico favorevole

Uno delle preoccupazioni principali degli investitori, che li ha spesso tenuti lontani dal Sud America, era la forte instabilità politica che contraddistingueva l’area. Eppure con le nuove elezioni l’aria sta cambiando.
In Brasile, “le preoccupazioni per il presidente di sinistra Lula Da Silva si sono attentate dopo che il Congresso di centro destra ha attenuato i controlli per garantire il proseguimento della politica monetaria di Paulo Guedes, il precedente ministro delle finanze”, spiega l’esperto.


Guardando all’Argentina, i mercati hanno accolto con favore la vittoria di Javier Milei, sperando che il neo-presidente imponga una politica monetaria più rigida, così da migliorare i fondamenti economici del Paese.


Infine, in Messico la stagione elettorale è ancora nel vivo, con entrambi i candidati che però promettono di sfruttare la nuova posizione di favore del Paese, che sta sostituendo la Cina come partner commerciale preferito degli Stati Uniti.

3) Valutazioni interessanti

Nel giro di poco tempo i titoli legati all’America Latina hanno iniziato a mostrare valutazioni molto interessanti, sia rispetto agli altri paesi emergenti, che su un piano più ampio.
“Il rapporto prezzo-utili (P/E) a 12 mesi dell’America Latina, pari a 9,0x, è appena sceso al livello più basso dal 2008 e si confronta positivamente sia con la media dell’indice MSCI EM più ampio, pari a 11,4x, sia con quella dell’indice S&P 500, pari a 20,3×3”, riassume Hovasse.
Se questo dovesse continuare, i titoli legati a quest’area finiranno per sovraperformare i titoli degli emergenti offrendo: valutazioni interessanti, un contesto economico di crescita e un ambiente politico sempre più stabile.

Conclusioni

I mercati emergenti rappresentano un universo molto complesso e in rapida trasformazione. In tal senso, guardare al di là dell’Asia potrebbe essere il modo migliore per tenere un alto livello di diversificazione. Ma perché proprio l’America Latina? Beneficiaria diretta di cambiamenti strutturali, come il trasferimento di alcuni impianti di produzione americani, nuova fioritura economica, rinnovata stabilità politica, produttore di metalli verdi, fondamentali per lo sviluppo delle nuove tecnologie rinnovabili. Insomma, il Sud America sembra avere tutte le carte in regola per diventare uno dei protagonisti nel prossimo futuro.

DISCALIMER
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