La 19th Old Master & 19th Century Paintings and Sculpture di Sotheby’s Londra
Il primo luglio, Sotheby’s Londra ha ospitato la Old Master & 19th Century Paintings and Sculpture, realizzando un totale di 37,8 milioni di pound ed evidenziando una solo apparente contraddizione del mercato dell’arte. I risultati sono stati infatti nel complesso positivi, raggiungendo anche picchi elevati quali la scultura neoclassica in marmo The Hamilton Laocoön (1817) di Auguste-Jean-Marie Carbonneaux, venduta per 13,6 milioni di pound (contro una stima compresa tra i 2 e i 3 milioni).

Auguste-Jean-Marie Carbonneaux, The Hamilton Laocoön (1817)
In copertina: Sandro Botticelli, La Vergine e il Bambino con il giovane San Giovanni Battista, 2.530.000 sterline, Sotheby’s, dettaglio
La fascia intermedia non brilla
Nonostante questo, sfogliando i cataloghi d’asta è chiaro come i lotti di fascia intermedia facciano fatica a spendere di luce propria. Il Rembrandt Let the Little Children Come Unto Me (1627 ca.), interessante perché lascia intravedere il processo creativo dell’artista (essendo incompiuto), non ha particolarmente colpito l’interesse della sala, vendendo aggiudicato per 8 milioni di pound (esattamente entro la sua stima d’asta bassa). I collezionisti sono sempre più disponibili a “lottare” per Old Master di alto livello, ma meno coinvolti quando si parla di opere di media taglia. Questa tendenza – che non è da associarsi ad una crisi degli Old Master stessi – evidenzia invece un cambiamento di interesse in tutto il mercato dell’arte.
Un mercato dell’arte sempre più polarizzato
Questa tesi viene infatti confermata anche dal più recente Global Art Market Report di Art Basel e UBS, che ha registrato una crescita del mercato dell’arte globale 2025 del 4%, totalizzando 59,6 miliardi di dollari. Andando a guardare i singoli segmenti del mercato, però, scopriamo che quest’ultimo è stato particolarmente polarizzato. La crescita degli incanti – che ha segnato un incremento del 6% rispetto al 2024, raggiungendo i 24,8 milioni di dollari – è stata sostenuta quasi esclusivamente dal segmento superiore del mercato.
Le opere vendute oltre il milione di dollari sono aumentate in valore del 21% (e i lotti aggiudicati del 15%), mentre quelle sopra i 10 milioni sono cresciute del 20%. Le vendite sotto i 50.000 dollari rappresentano invece il 95% dei lotti venduti nell’intero mercato (pur essendo in calo del 2% rispetto al 2024), lasciando dunque alle opere di fascia intermedia tra i 50.000 e 1 milione di dollari uno spazio decisamente ridotto, visualmente assimilabile alla parte centrale di una clessidra.
Anche fra gli old master i collezionisti puntano ai lotti trofeo, unici ed irripetibili
Elisabeth Lobkowicz, direttrice e specialista del dipartimento Old Master Paintings di Sotheby’s, ha spiegato che le opere che hanno più successo in asta oggi sono quelle con condizioni straordinarie, una provenienza conosciuta e con un forte impatto visivo. Sono dunque opere percepite come “uniche”. Riflettendo sull’ultima asta della casa d’incanti londinese, diversi esperti hanno concordato sulla tendenza del mercato volta a trovare i “lotti trofeo” (in parte provenienti dai cambi di generazione nelle famiglie di collezionisti a livello internazionale) anche nel mondo degli Old Masters. Claudia Jiménez, partner e head di Whiters Art Advisory, ha inoltre sottolineato come le nuove generazioni di compratori siano particolarmente attenti al valore delle opere su cui investire.
Gli Old Master – con la loro ormai lunga storia – sono sopravvissuti alla prova del tempo, a differenza dell’arte contemporanea. Comprare un quadro di un maestro blue-chip con oltre 500 anni di storia offre una sicurezza che il lavoro di un giovane artista contemporaneo non può dare. Infine, anche Philip Hoffman, presidente e fondatore del The Fine Art Group, ha confermato che molti collezionisti oggi stanno passando da una categoria artistica ad un’altra. «Ci sono collezionisti “seri” di Old Master, ma molto pochi. E’ una situazione in continuo peggioramento per la parte intermedia e bassa del mercato» ha dichiarato.
Al momento dunque, il contesto appare chiaro: il mercato dell’arte non premia più solo il nome dell’artista, ma la capacità dell’opera di distinguersi come “irripetibile”. In un clima economico caratterizzato da maggiore prudenza negli investimenti, i collezionisti sembrano preferire opere costose ma di alta qualità, forzando le case d’asta a ridefinire le proprie strategie di lungo periodo.

