Enpaia: strategia prudente tra bond e pmi

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Foto di Roberto Diacetti, dg di Fondazione Enpaia

Tra volatilità e incertezza, il dg Diacetti spiega a We Wealth la strategia della Fondazione Enpaia: focus su bond investment grade, equity e pmi, con oltre 410 milioni investiti e rendimento atteso di circa il 3,5%

Indice

Tra tensioni geopolitiche e mercati più selettivi, gli istituzionali tornano a privilegiare liquidità, qualità e flussi stabili. In questo nuovo contesto, Roberto Diacetti, dg di Fondazione Enpaia, spiega a We Wealth come bilanciare rendimento, rischio e sostenibilità.

Diacetti, se guardiamo alle scelte più recenti, su quali asset class e settori si stanno concentrando oggi i nuovi investimenti di Enpaia?

Nei primi mesi del 2026, complice l’incerto contesto geopolitico internazionale, i nuovi investimenti si stanno concentrando su asset liquidi in emittenti azionari, già detenuti in portafoglio, e in emissioni obbligazionarie governative investment grade a breve-medio termine.

Negli ultimi 12-18 mesi avete modificato in modo significativo l’asset allocation? Quali sono stati i principali cambiamenti e cosa li ha guidati?

Per l’anno 2025 è stata confermata la stessa asset allocation strategica del 2024 e pertanto non sono state apportate modifiche sostanziali alle strategie d’investimento, consentendoci di chiudere il bilancio con un utile netto di oltre 27 milioni. Si sono privilegiati investimenti nel mercato corporate e governativo investment grade e nell’equity, in interventi di aggiustamento tattico di copertura oltre a parziali prese di profitto. Gli investimenti in strumenti alternativi e in economia reale, avendo pressoché raggiunto i limiti regolamentari, non sono stati implementati in misura importante.

Quali sono le principali direttrici su cui state puntando per generare rendimento nei prossimi anni?

Oggi, stante le tensioni geopolitiche, l’incertezza delle aspettative e la conseguente volatilità dei mercati, è ancora più importante valutare il rapporto rischio rendimento, privilegiando quegli investimenti che generano regolari proventi, quali quelli in emittenti azionari strategici, che da un lato dimostrano costanza e redditività e dall’altro assicurano, con la presenza dello Stato nel capitale, una garanzia di solidità nel lungo termine.

Ci aspettiamo inoltre che gli investimenti nei private market in essere in portafoglio, avendo alcuni raggiunto una discreta maturità e già iniziato le prime redemption, diano un buon contributo al rendimento nei prossimi anni.

Sono in corso di valutazione alcuni interventi mirati in economia reale, in particolare quelli destinati ad aziende di riferimento del settore agricolo (mission related) che possono generare ricadute positive non solo sulla redditività della Fondazione ma anche sulla platea degli iscritti.

Abbiamo inoltre contribuito all’iniziativa del Fondo Nazionale Strategico Indiretto, strumento congiunto di Mef e Cdp per il consolidamento del mercato quotato mid e small cap italiane, attraverso la sottoscrizione di 4 fondi specifici.

Riteniamo importante questo nostro posizionamento che da un lato garantisce buone prospettive di redditività per la Fondazione, dall’altro ricopre un ruolo fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell’economia delle pmi del nostro Paese. Alcuni investimenti in pmi sono stati effettuati o implementati anche direttamente come in Masi, Gpi e Novamarine, andando a sommarsi a quelli in economia reale già in essere, per un totale di oltre 410 milioni, esclusi gli immobili di proprietà della Fondazione.

Che tipo di rendimento vi aspettate oggi dal portafoglio?

Per quest’anno ci aspettiamo un rendimento di circa il 3,5%, in linea con le previsioni contenute all’interno del documento di Asset liability management, tenendo conto dei flussi contributivi, delle prestazioni e dei costi di funzionamento della struttura, che ci consente di raggiungere la piena sostenibilità dell’Ente (funding ratio > 1).

(Articolo tratto dal magazine n. 90 di We Wealth di maggio 2026)

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Domande frequenti su Enpaia: strategia prudente tra bond e pmi

Quali sono le principali asset class e settori su cui Enpaia sta concentrando i suoi nuovi investimenti nei primi mesi del 2026?

Nei primi mesi del 2026, Enpaia sta orientando i suoi nuovi investimenti verso asset class e settori che offrono maggiore stabilità e qualità, in risposta all'incerto contesto geopolitico internazionale. La strategia mira a bilanciare rendimento, rischio e sostenibilità in questo scenario di mercato.

Quali sono le direttrici principali che Enpaia sta seguendo per generare rendimento nei prossimi anni?

Le principali direttrici per generare rendimento nei prossimi anni si concentrano sulla prudenza, privilegiando liquidità, qualità e flussi stabili. Questo approccio è volto a navigare un contesto di mercati più selettivi e tensioni geopolitiche.

Che tipo di rendimento si aspetta Enpaia dal suo portafoglio nel contesto attuale?

Enpaia si aspetta un rendimento che sia frutto di un attento bilanciamento tra rischio e sostenibilità. La strategia prudente adottata mira a garantire flussi stabili e a preservare il capitale in un mercato selettivo.

Sono stati apportati cambiamenti significativi all'asset allocation di Enpaia negli ultimi 12-18 mesi?

L'articolo suggerisce che, in risposta alle tensioni geopolitiche e a mercati più selettivi, gli istituzionali come Enpaia stanno tornando a privilegiare liquidità, qualità e flussi stabili. Questo implica una possibile revisione dell'asset allocation per adattarsi al nuovo contesto.

Quali fattori hanno guidato le recenti scelte di investimento di Enpaia?

Le recenti scelte di investimento di Enpaia sono guidate principalmente dall'incerto contesto geopolitico internazionale e dalla necessità di operare in mercati più selettivi. La priorità è data alla liquidità, alla qualità degli asset e alla stabilità dei flussi di rendimento.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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