La serata del 18 novembre 2025 a New York da Sotheby’s ha regalato anche l’emozione della quotazione del wc in oro di Maurizio Cattelan, il cui nome è America. Come previsto, esattamente pari alla quotazione del metallo giallo 18k: circa 10 milioni di dollari, che con le usuali commissioni d’asta sono diventati 12,1 milioni di dollari. In questo caso dunque non c’è stata nessuna sorprendente operazione speculativa. Ma chi ha acquistato l’opera?
A poche ore dall’aggiudicazione, si è fatto vivo chi ha acquistato il wc d’oro di Cattelan
Con un post trionfante, la catena di musei dedicati alle stranezze “Ripley Believe It Or Not!” ha postato sulla pagina Instagram di aver acquistato la peculiare opera e di essere perciò “flush with excitement”. Letteralmente: “inondata dall’eccitazione”, con un doppio senso linguistico legato alla parola “flush”, che si riferisce allo sciacquone. Il water closet in oro – perfettamente funzionante – diventa così l’opera più costosa della collezione Ripley, nonché “l’unico esemplare esistente della scultura”. Il riferimento è infatti al furto dell’opera gemella, avvenuto nel 2019 nel monumentale Blenheim Palace (qui nacque Winston Churchill) nel Regno Unito, dove era esposto prima che i ladri lo svitassero indisturbati per portarselo via all’alba. La catena di musei, fondata nel 1918 dal collezionista di stranezze Robert Ripley (1890-1949), appartiene attualmente al Jim Pattison Group.
Le sedi più note del museo sono a New Yor, Londra, Amsterdam.
Chi è il veditore?
A consegnare il wc a Sotheby’s per la vendita, è stato il miliardario collezionista e proprietario della squadra di basket newyorkese dei Mets Steve Cohen, che lo aveva acquistato dalla galleria Marian Goodman nel 2017. A quanto pare, voleva disfarsene e basta. Sotheby’s ha infatti confermato, prima della vendita, che l’opera non aveva alcuna offerta irrevocabile e che sarebbero state accettate come forma di pagamento pure le criptovalute. Durante l’esposizione pre asta, la scultura è stata installata all’interno di un bagno privato nella nuova sede di Sotheby’s al Breuer Building. L’installazione in questo caso non ha previsto però alcuna possibilità di uso della stessa, a differenza di quanto avvenuto durante la prima esposizione di “America” al Guggenheim, dove oltre 100.000 visitatori si erano messi in fila per provarla.
Cosa farà il nuovo acquirente della scultura
Cosa ne sarà adesso del prezioso sanitario, critica corrosiva al capitalismo americano? Sempre nel post Instagram, la proprietà del museo fa sapere che ha in mente di “esporre la scultura in tutta la sua gloria”. Sulla possibilità invece di permetterne l’utilizzo, è più reticente, annunciando di stare “considerando le possibilità”. Tuttavia, “una tale opportunità richiede una seria pianificazione e qualcuno di abbastanza coraggioso affinché tutto fluisca nella giusta direzione”. Il riferimento a “flush”. Di nuovo.

