BMW 3.0 CSL, l’imBATtibile Batmobile

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Una classica BMW 3.0 CSL coupé gialla con strisce da corsa nere è parcheggiata all'interno su un pavimento di cemento, vista da un'angolazione bassa. L'auto presenta uno stile vintage e una targa europea con la scritta "ST 732H".

Con le sue linee estreme, l’anima da corsa e un carico simbolico che ha attraversato i decenni, la BMW 3.0 CSL è molto più di una vettura sportiva: è un manife- sto su quattro ruote, capace di fondere arte, tecnica
e passione, lasciando un segno indelebile nella storia dell’automobilismo e dell’immaginario collettivo

Indice

Alla scoperta della magica BMW 3.0 CSL.

Una vettura irrealistica, iperbolica, con appendici aerodinamiche esagerate, addirittura nemmeno omologabili per andare su strada. Doveva essere venduta senza le più appariscenti estremità, il deflettore ad ala sul tetto e l’enorme alettone posteriore, che erano riposte nel bagagliaio pronte per essere montate in pista o su strade non presidiate dalle forze dell’ordine. Una volta installate trasformavano la vettura in qualcosa di molto simile ai veicoli di fantasia guidati dai supereroi, tanto da meritarsi l’appellativo di Batmobile, pur non essendo mai apparsa in tale veste in alcuna storia dell’uomo-pipistrello.

“La più estrema evoluzione della BMW 3.0 CSL”


Era la più estrema evoluzione della BMW 3.0 CSL, versione da corsa delle 3.0 CS e CSI, coupé sportive appartenenti alla serie E9, facenti parte della famiglia “New Six”, composta da vetture equipaggiate da una nuova generazione di motori 6 cilindri. Le coupé E9 nascono come semplice evoluzione della coupé 2000 C poi divenuta CS, una elegante sportiva disegnata dal BMW Design Studio diretto da Wilhelm Hofmeister, che la caratterizzò con la sua firma: il disegno dei finestrini posteriori che formava una piega ad angolo nella parte bassa dei sottili montanti, conferendo dinamismo e armonia al tutto. Quel motivo, denominato in Germania “gomito di Hofmeister”, non era del tutto un’esclusiva BMW, ma era talmente ricorrente ed immancabile sulle vetture di questa marca da risultare in definitiva un elemento distintivo, al pari del doppio rene ancora oggi presente sulla calandra di tutte le vetture della Casa.

Una classica BMW 3.0 CSL coupé argentata è parcheggiata su una strada con uno sfondo di montagne azzurre e un cielo pallido.

Verso il perfezionamento del design


Sulla 2000 C/CS il doppio rene era talmente protagonista da occupare in altezza tutto il frontale ed era contornato da due grandi fari orizzontali; il corpo vettura era filante e slanciato anche perché privo dei montanti laterali, il che conferiva grande luminosità, mentre la coda era protesa all’indietro, specularmente al frontale, e anche in questo caso con fanaleria orizzontale. La vettura riscontrò un certo successo, ma il suo merito maggiore fu quello di aver costituito la base per la successiva serie E9, improntata sulla scocca delle 2000 la cui silhouette fu sottoposta però alla cura Michelotti, cioè del designer che dagli anni ’50 definì lo stile dell’intero marchio, tracciando le linee di quasi tutte le auto del periodo.


Su un corpo vettura allungato di pochi centimetri, per rendere la linea più agile e snella, Michelotti ridisegnò il frontale, prevedendo una mascherina a listelli neri con 4 fari circolari al posto di quelli rettangolari e con al centro il classico doppio rene ridimensionato, riconducendo così la vettura al family feeling della berlina E3, da egli stesso create ed anch’esse appartenenti alla famiglia New Six.

Il motore sei cilindri in linea


Mediante l’innesto del motore 6 cilindri in linea, nacque così la 2800 CS, l’elegante e lussuosa coupé che, pur essendo il risultato di una sapiente combinazione di parti di diverse vetture, riuscì ad esprimere una forte personalità, che si svilupperà poi anche nelle evoluzioni 3.0 CS, CSI, CSL, nonché nella più economica 2.5 CS, tutte varianti che si differenziavano per cilindrata, potenza ed alimentazione. Il motore era progressivo, fluido nell’erogazione ed eccezionalmente elastico e, nonostante la massa importante, consentiva alla vettura, a trazione posteriore e con sospensioni indipendenti, prestazioni di prim’ordine.


Grazie anche ad un cambio morbido, ad un assetto stabile e a una tenuta sicura, la guida era precisa, piacevole e avvincente, anche se nelle versioni più potenti una certa tendenza sovrasterzante la rendeva a volte impegnativa. L’equilibrio generale e le prestazioni elevate offerte dalla più performante vettura del Gruppo, la 3.0 CS, indussero la BMW a capitalizzare tale vocazione sportiva nelle competizioni, ove all’inizio degli anni Settanta si rendeva necessario arginare lo strapotere degli avversari nel Campionato Europeo Turismo.

La “cura dimagrante”


La vettura venne sottoposta a una drastica cura dimagrante, con l’impiego di alluminio per cofani e porte e di plexiglas per finestrini posteriori e lunotto, con la sostituzione dei paraurti con altri più sottili e l’eliminazione di pannelli fonoassorbenti, vetri elettrici, servosterzo, per un alleggerimento complessivo di oltre 130 chili. L’auto, contraddistinta anche da due pinne sui parafanghi anteriori e da codolini cromati sui passaruota, fu denominata CSL (ove la “l” sta per “leicht”, cioè leggera in tedesco) e andò al di là di ogni più rosea previsione, conquistando in oltre mille gare ben sei campionati europei (dal ‘73 al ‘79), di cui due addirittura “postumi”, cioè successivi alla cessazione della produzione.


Questo il bottino complessivo delle CSL, conquistato con il concorso della prima versione a carburatori, della seconda a iniezione ed infine con la “Batmobile”, attraverso un graduale e inarrestabile incremento di cilindrata e potenza, raggiungendo i 3,5 litri la prima e gli 800 cavalli la seconda. La configurazione della “Batmobile” era davvero smodata: il sottoscocca venne parzialmente carenato, i paraurti eliminati e vennero installati un grande spoiler anteriore, il deflettore sul tetto e lo smisurato alettone posteriore; la fiancata era per la prima volta percorsa da strip rosse, azzurre e blu che diverranno tipiche della divisione Motorsport, anche se per la verità la primissima versione della CSL fu predisposta con la collaborazione degli specialisti del preparatore esterno Alpina.

La BMW 3.0 CSL, musa di Alexander Calder e Frank Stella


L’essere la prima BMW contraddistinta dalla rinomata “M” non rappresentava però l’unico primato. La CSL fu anche non solo la prima, ma pure la seconda “BMW Art car”, il noto progetto artistico che ha permesso la creazione di una collezione di autovetture BMW elaborate da artisti di fama mondiale. L’esponente di arte cinetica Alexander Calder e il minimalista Frank Stella interpretarono le prime due Art car, l’uno conferendole una livrea multicolore, l’altro, in estremo contrasto, pensandola in bianco e nero, con effetto carta millimetrata; entrambe le vetture furono schierate al via in due edizioni della 24 Ore di Le Mans.


Un’auto così importante sia per la storia della Casa, sia per quella delle competizioni in genere non poteva rimanere solo ed esclusivamente un ricordo. Dopo un primo esperimento del 2015, con la presentazione della 3.0 CSL Hommage Concept ispirata alla progenitrice, nel 2022 è finalmente apparsa la definitiva nuova 3.0 CSL, risultato della rielaborazione in chiave moderna, ma con grande spazio lasciato all’innovazione tecnologica, dei concetti e degli elementi estetici tradizionali BMW.


La nuova CSL, basata sulla M4 CSL, reinterpretava il concetto di leggerezza mediante l’utilizzo estensivo del carbonio, e riproponeva il 6 cilindri in linea (sia pure dotato di ben 560 cavalli), il cambio manuale, la trazione posteriore e le doppie ali posteriori, sul tetto e sul bagagliaio. Prodotta in soli 50 esemplari, praticamente a mano, era venduta su prenotazione per una cifra vicina ai 750.000 euro, ma sembra che già nel 2025 uno di questi sia stato posto in vendita da un fortunato possessore per circa 1 milione di euro.

Quanto costa oggi una “Batmobile”?


Delle oltre trentamila coupé E9 prodotte dal ‘68 al ‘76, invece, solo 1265 sono state declinate nell’ambitissima versione CSL, di cui appena 167 nell’esclusiva variante Batmobile; tutte apprezzatissime dai collezionisti. Oggi dai circa cinquantamila euro di quotazione per le versioni d’attacco, si arriva ai centomila per le 3.0 CSI, per raggiungere i 300.000 per le CSL carburatori o iniezione e superare i 500.000 per la rarissima “Batmobile”.

Domande frequenti su BMW 3.0 CSL, l’imBATtibile Batmobile

Quali erano le caratteristiche principali che rendevano la BMW 3.0 CSL così particolare?

La BMW 3.0 CSL si distingueva per il suo design iperbolico con appendici aerodinamiche esagerate, tanto da non essere completamente omologabile per l'uso stradale. Alcune delle sue estremità più appariscenti, come il deflettore ad ala sul tetto e l'alettone posteriore, venivano fornite separatamente per l'installazione in pista o su strade non sorvegliate.

Come veniva gestita la questione dell'omologazione stradale per la BMW 3.0 CSL?

Per ovviare ai problemi di omologazione, la BMW 3.0 CSL veniva venduta senza le appendici aerodinamiche più estreme. Queste, come l'alettone posteriore e il deflettore sul tetto, erano incluse nel bagagliaio per essere montate in un secondo momento.

Qual è il soprannome con cui è conosciuta la BMW 3.0 CSL?

La BMW 3.0 CSL è popolarmente conosciuta con il soprannome di 'Batmobile', a causa del suo design estremo e delle appendici aerodinamiche.

Quali artisti hanno tratto ispirazione dalla BMW 3.0 CSL?

La BMW 3.0 CSL ha rappresentato una musa ispiratrice per artisti del calibro di Alexander Calder e Frank Stella, influenzando il loro lavoro.

L'articolo fornisce informazioni sul valore attuale di una BMW 3.0 CSL?

Sì, l'articolo pone la domanda 'Quanto costa oggi una Batmobile?', suggerendo che il valore attuale di una BMW 3.0 CSL è un argomento di interesse.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Pier Angelo Roncaccioli

Avvocato per formazione, collezionista per passione, appassionato d’arte e antiquariato, esperto di automobili e motoleggere d’epoca

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