- Elon Musk possiede circa il 13% di Tesla, il colosso automobilistico statunitense, per un valore di 143 miliardi. È inoltre amministratore delegato di SpaceX, la società privata di razzi e veicoli spaziali da lui fondata, di cui detiene circa il 42%
- Larry Ellison, il co-fondatore di Oracle e ora presidente, ha visto la sua fortuna salire di 101 miliardi di dollari mercoledì. L’incremento ha portato il suo patrimonio totale a 393 miliardi di dollari, superando quello di Musk. Poi, la marcia indietro
Elon Musk riconquista lo scettro di uomo più ricco del mondo. Dopo che Oracle ha alzato il velo suo risultati trimestrali, oltre le aspettative, il suo co-fondatore e attuale presidente Larry Ellison ha visto la sua fortuna salire di 101 miliardi di dollari mercoledì, toccando i 393 miliardi complessivi e superando quella del patron di Tesla, secondo il Bloomberg Billionaires Index. Si tratta del più grande balzo giornaliero mai registrato dall’indice. Poi, la nuova marcia indietro, a favore di Musk. Ma quanto vale attualmente il suo patrimonio e ciascuno dei suoi asset?
Qual è il patrimonio attuale di Elon Musk
Musk è a tutti gli effetti l’uomo più ricco al mondo, in vetta alla classifica di Bloomberg dei miliardari con un patrimonio personale di 384 miliardi di dollari. Possiede circa il 13% di Tesla, il colosso automobilistico statunitense, per un valore di 143 miliardi di dollari. È inoltre amministratore delegato di SpaceX, la società privata di razzi e veicoli spaziali da lui fondata nel 2002, di cui detiene quasi il 42% per 136 miliardi di dollari. Si stima tra l’altro che il miliardario controlli il 33% di XAI Holdings, nata dalla fusione tra X (la “nuova” Twitter, acquistata per 44 miliardi di dollari nel 2022) e la sua startup di intelligenza artificiale xAI (lanciata nel 2023). La sua quota nella holding vale 23,4 miliardi di dollari.
Tesla è la principale fonte di ricchezza di Musk
Guardando ai numeri, risulta evidente come Tesla sia l’asset di maggior valore di Musk, anche se ha a lungo “pagato” l’esposizione politica del miliardario. Quanto invece alla guerra commerciale avviata da Donald Trump, secondo il New York Times, il colosso di Musk potrebbe in realtà uscire vincente. Questo perché i siti produttivi delle auto vendute da Tesla negli Usa sono localizzati in California e Texas, ragion per cui sarebbero immuni alle nuove tariffe. Almeno in parte: è chiaro che i costi di produzione potrebbero parzialmente aumentare, se si considerano le componenti importate dall’estero.
I più ricchi di sempre: Musk e gli altri miliardari
Ellison, 81 anni, occupa attualmente la seconda posizione del Bloomberg billionaires index, con un patrimonio da 383 miliardi di dollari all’11 settembre 2025, in crescita di ben 191 miliardi da inizio anno. Chiude il podio dei più ricchi del pianeta Mark Zuckerberg di Meta, con un patrimonio di 264 miliardi di dollari (+56,9 miliardi year to date). C’è poi Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, con un patrimonio di 252 miliardi di dollari (+12,8 miliardi da inizio anno). E ancora Larry Page, ex amministratore delegato di Google, che vanta una fortuna da 210 miliardi di dollari, in aumento di 41,5 miliardi da gennaio.
Come ha fatto Elon Musk a diventare così ricco
Nato in Sudafrica da padre ingegnere e madre nutrizionista, a 17 anni Musk si trasferì in Canada. Dopo essersi laureato in fisica ed economia all’Università della Pennsylvania, si è iscritto all’Università di Stanford, per poi abbandonare gli studi pochi giorni dopo. Nel 1995 creò Zip2, una piattaforma editoriale online venduta quattro anni dopo per oltre 300 milioni di dollari. Parte di quella somma fu reinvestita per creare X.com, una piattaforma per servizi finanziari online. Si tratta di una delle prime iniziative del futuro miliardario nel settore del fintech che nel 2000 si evolverà dando vita a PayPal, venduta poi a eBay per 1,5 miliardi di dollari.
Fino ad arrivare a SpaceX e un anno dopo a Tesla, co-fondata il 1° luglio del 2003 insieme a J.B. Straubel. Tesla è diventata la casa automobilistica più “preziosa” al mondo nel luglio del 2020, portando Musk a ottenere lo scettro di uomo più ricco a livello globale all’inizio del 2021. Da ricordare infine la sopracitata offerta da 44 miliardi di dollari per l’acquisto di Twitter nell’aprile del 2022, poi ottenuta nell’ottobre dello stesso anno. Il noto social network fu infine ribattezzato “X” nell’aprile dell’anno successivo.
Musk nel club dei trilionari in un decennio
E il suo “tesoretto” potrebbe continuare a lievitare. Secondo uno studio condotto da Oxfam e presentato in occasione del World economic forum, in calendario a Davos dal 20 al 24 gennaio, entro il prossimo decennio cinque persone diventeranno trilionarie. Per chi occupa le posizioni apicali della piramide sociale globale, il 2024 è stato di fatto un anno particolarmente favorevole: la ricchezza complessiva dei miliardari è salita tre volte più velocemente rispetto all’anno precedente. Più precisamente, i miliardari hanno visto crescere le proprie fortune al ritmo di 2 milioni di dollari al giorno. Se poi ci si focalizza sui 10 miliardari più ricchi al mondo, si parla di una crescita media di circa 100 milioni di dollari ogni 24 ore.
In fila per ottenere lo scettro di trilionario c’è appunto Musk, che solo tra novembre 2023 e novembre 2024 ha osservato il suo patrimonio gonfiarsi in termini reali del 31%. Per non parlare di Zuckerberg che, nello stesso periodo, ha conosciuto l’incremento più marcato su base annua (+69%) nella top10 dei più ricchi al mondo. Un probabile candidato allo status di ultra-ricco dal patrimonio superiore ai 1.000 miliardi di dollari è poi Bezos, che ha legato il suo boom di ricchezza all’innovazione tecnologica e in particolare all’intelligenza artificiale come molti dei suoi “colleghi”. Intanto, un altro dato evidenziato da Oxfam è che se uno dei 10 miliardari più ricchi al mondo vedesse evaporare il 99% della sua ricchezza, continuerebbe a essere un miliardario.
Quante persone vivono sotto la soglia della povertà
Il tutto mentre la Banca mondiale stima che la quota di individui che vivono sotto la soglia di povertà (6,85 dollari al giorno) sia rimasta piuttosto invariata rispetto al 1990, ovvero poco più di 3,5 miliardi di persone. “Le disuguaglianze non sono né casuali né ineluttabili”, si legge nell’introduzione di Oxfam. “Sono il risultato di scelte politiche che hanno prodotto negli ultimi decenni profondi mutamenti nella distribuzione di risorse, dotazioni, opportunità e potere tra i cittadini”. Cambiare rotta è un imperativo, sebbene l’attuale contesto politico renda l’obiettivo difficile da raggiungere, esorta l’organizzazione non governativa. Un contesto al quale “va con urgenza contrapposto un sussulto politico per l’uguaglianza”, prosegue l’ong. “Nel nome di un futuro più giusto per tutti”.
(Articolo aggiornato l’11 settembre 2025)

