ViBi Venezia e il velluto multicolore della Laguna

3 MIN
Due donne dai lunghi capelli scuri indossano abiti floreali e trasparenti in una stanza illuminata con porte bianche, tende colorate e scarpe esposte alla finestra. Una donna è seduta mentre l'altra è in piedi accanto a lei, entrambe guardano la telecamera.

È entrata nel suo undicesimo anno di vita ViBi Venezia, colorata creazione imprenditoriale delle sorelle Viola e Vera Arrivabene Valenti Gonzaga. Un progetto nato (quasi) per gioco dalle richieste di amici e conoscenti e che ha trovato nel suo sviluppo la dolcezza delle memorie d’infanzia

Indice

Articolo pubblicato sul numero 85 del magazine We Wealth nella sezione "Women"

“Pensavo fosse uno scherzo”

La primavera 2017 è appena iniziata quando Vogue UK paparazza Kate Moss con un paio di fiammanti furlane ViBi Venezia. Una scelta derivante da un accordo commerciale, un gift? Nulla di tutto ciò. Sono un acquisto privato dell’ex modella, da sempre indiscussa icona di stile. Viola Arrivabene Valenti Gonzaga, che quelle scarpe le co-produce con la sorella Vera, non può crederci, la sua azienda esiste da meno di due anni: alza il telefono e domanda di taggare il suo brand. Proprio grazie a quel post, il Financial Times le chiede un’intervista. “Pensavo fosse uno scherzo”, ci racconta mentre è in viaggio di lavoro verso Dubai, “al telefono scoppiai a ridere”. Fortuna del principiante? Mica tanto: il marchio è stato l’unico citato da Lauren Bezos nell’intervista rilasciata a Vogue prima del suo matrimonio con il patron di Amazon lo scorso giugno 2025.

Due donne in abito bianco si rilassano su una gondola ViBi Venezia a Venezia, con un gondoliere dietro di loro mentre galleggiano lungo il canale. Entrambe indossano scarpe a righe e cappelli, godendosi la giornata di sole.
Da sinistra a destra: Viola e Vera Arrivabene Valenti Gonzaga mentre calzano il modello "Gondola". Tutte le foto sono cortesia di ViBi Venezia

L’America è un mercato in cui le due imprenditrici credono molto: vi sono presenti nelle vetrine più prestigiose, come quelle di Bloomingdale’s.

Come nasce ViBi Venezia? Dai gondolieri alla prima capsule collection

ViBi Venezia è il frutto di incoscienza giovanile, positivi incroci relazionali e capacità concreta di tradurre sogni e idee giocose in realtà. È un ponte di sorellanza e amicizia che dalle calli veneziane più recondite varca i confini dell’Italia. La furlana dal canto suo è una deliziosa scarpina nobile di velluto, dall’origine povera e tenace. Nata in Friuli Venezia Giulia dall’inventiva di chi voleva recuperare scampoli di stoffa e vecchi copertoni di bicicletta, conquista il cuore dei gondolieri veneziani nel XIX secolo: la gomma non fa scivolare, il tessuto non rovina lo smalto della gondola. Negli anni ’10 del nuovo millennio, diventa calzatura d’elezione di chi ama un abbigliamento ricercato, radicale e chic, non privo di riferimenti culturali e geografici.

Un cappello di paglia con un largo nastro rosso si trova su uno scaffale bianco accanto a scarpe Mary Jane gialle, scarpe ViBi Venezia nere e scarpe di velluto a coste viola.
Le Mary Jane Doge

Intercettano il trend nascente le sorelle Viola e Vera Arrivabene Valenti Gonzaga: quelle scarpine introvabili che calzavano i loro piedini di bimbe veneziane gliele domandano amici, conoscenti, amici di amici… Donarle, e all’occorrenza cambiarle, diventa insostenibile. Germoglia allora l’idea di farne una capsule collection. Yoox – a conoscenza del progetto grazie a un’amica – la contatta per creare una collezione natalizia da vendere sulla nota piattaforma di e-commerce fashion. È il momento in cui Viola comprende di dover coinvolgere Vera, allora di stanza a Londra per gli studi universitari. Correva l’anno 2015.


Una persona con le unghie dipinte, che indossa anelli e braccialetti, siede su un divano blu. Indossa mocassini di velluto rosso ViBi Venezia e un completo di piume. Le gambe sono incrociate e le mani poggiano sulle gambe e sul divano.
Il modello "Rialto"

“Tutto è iniziato quasi per gioco”

“All’epoca io lavoravo per Karla Otto (la notissima PR di moda, ndr)”. La sorella è entusiasta dell’idea, ci vuole provare: “Eravamo giovanissime, io avevo 21 anni, Vera 19. Tutto è iniziato quasi per gioco. Comunque siamo sempre state molto legate a questo genere di scarpe, nostra madre ce le faceva indossare da bambine. Il nostro immaginario ha origine sul ponte di Rialto, dove troneggiava una bottega che era la versione veneziana dell’Apecar, piena zeppa di furlane multicolori”.


Un soggiorno elegante con divano verde, tappeto a righe bianche e rosse, pareti blu, luci a sospensione in oro e rattan, scrivania nera con sedia, piante in vaso e tende rosse e oro ispirate a ViBi Venezia. Uno specchio è appeso alla parete.
Gli interni della boutique milanese di ViBi Venezia

L’inizio è una coincidenza fortunata di eventi, poi inizia il lavoro vero: “Pian piano ci siamo accorte che non tutti necessariamente capiscono il grande lavoro che c’è dietro a questa scarpa. Per esempio, non tutti sapevano che la furlana originale non conosce destra e sinistra: solo con l’uso se ne dà la forma. Una delle prime modifiche che dunque si sono rese necessarie per il grande pubblico è stata proprio quella di produrle già in forma, modificandone la suola. Non è un concetto pop, fare scarpe senza la destra e la sinistra. Ma, detto fra noi, quelle vecchie furlane sono bellissime. Anche se ormai indosso solo la loro versione raffinata, le ViBi”.


Una persona in pantaloni color lavanda con dettagli di perline solleva le gambe, mostrando i mocassini ViBi Venezia in velluto rosso. Lo sfondo è caratterizzato da un'arte murale ornata e classica con figure dipinte e dettagli in oro.

Cosa vuol dire “ViBi”?

A proposito, ‘ViBi’ per cosa sta? “Sta per ‘Viola’ e ‘Bibi’, che è il soprannome di mia sorella Vera” (il nomignolo di Viola è Lola, scopriamo durante l’intervista). Quali sono stati i principali ostacoli burocratici all’inizio? “Inizialmente siamo partite con una società inglese, essendo basate entrambe a Londra. Nel primo anno abbiamo fatto un piccolo investimento, con l’aiuto dei nostri genitori. Grazie ai primi guadagni siamo riusciti a ripagarlo subito, il primo anno. In seguito alla Brexit, siamo tornate a casa. Al di là degli oneri, le nostre radici italiane ci hanno richiamate qui. E grazie al sostegno di persone che hanno creduto nel nostro progetto, abbiamo riaperto la Srl in Italia, usufruendo al meglio, quando li vincevamo, dei molti bandi dedicati all’imprenditoria giovanile e femminile”.


Due poltrone a righe, una rossa e una blu, si trovano accanto a un tavolo rotondo con una lampada. Alle loro spalle, scaffali con scarpe e oggetti decorativi di ViBi Venezia. Il locale ha pavimenti in legno e un arredamento colorato ed eclettico.
Dettaglio degli interni del punto vendita di Milano, in via del Carmine

Una piccola rivoluzione

L’interesse nei confronti del vostro prodotto è sempre vivace? “Grazie al lavoro svolto negli ultimi 10 anni, abbiamo una base clienti molto solida; inoltre, proprio per la tipologia di scarpa, il cliente tende a comprarne più paia per stagione. Senza dimenticare che nel frattempo abbiamo espanso l’offerta: sono nate le Mary Jane, le gym, le loafer, le zeppe”. La prima vera rottura del marchio rispetto alla tradizione è stata l’aver differenziato scarpa destra e scarpa sinistra. A livello cromatico e materico invece? “La furlana tradizionale è solo in velluto. Noi fin da subito abbiamo iniziato a lavorare con materiali e colori diversi, dal cashmere ai broccati, allo shearling, ai cotoni, denim, canvas. Lavoriamo quasi qualsiasi tipo di materiale. Poi periodicamente, cambiamo”.


Scaffali con cornici rosse espongono varie scarpe colorate, cappelli, pantofole ViBi Venezia, cristalleria, vasi e oggetti decorativi, tutti ordinatamente disposti in singoli scomparti su uno sfondo azzurro.

Il velluto però è il vostro continuativo? “Si. I velluti sono la nostra timeless collection”. Personalizzazioni? “Si: al momento solo per ordini bespoke. Per eventi, matrimoni, collaborazioni. Per esempio quella con Cipriani, che ha il logo sul lato destro del tallone”. Il sapiente utilizzo delle collab è uno dei tratti distintivi del brand: aumenta la desiderabilità dell’oggetto, mentre la sua trasversalità amplia il bacino della clientela. Fra le più importanti: Luisa Beccaria, Emilia Wickstead, Markarian, Saloni, Scholl. Cos’è che i clienti amano maggiormente? “I grandi classici. I nostri cavalli di battaglia restano la furlana blu, rossa, nera e giallo ocra (la Doge) nonché le Mary Jane nere, verdi, rosse e blu”. Quanti siete in azienda? “Otto. Gli artigiani invece sono operativi fra Friuli, Marche, Lombardia e Puglia: non producendo un solo modello, occorrono diverse abilità”.


I nuovi progetti (e qualche sogno)

Le proprietarie siete voi due? “Si, abbiamo la quota di maggioranza; una piccola quota è di un nostro prezioso collaboratore che ci aiuta con lo sviluppo prodotto”. Sogni per il futuro? “Uno lo abbiamo esaudito con l’inaugurazione nel giugno 2022 del nostro primo negozio a Milano, in piazza del Carmine. Sta andando molto bene. L’altro sta per realizzarsi: con la nostra piccola società abbiamo comprato un negozio sul ponte di Rialto: dovremmo aprirlo entro febbraio. Abbiamo dovuto sottoscrivere un prestito e stiamo lavorando con la soprintendenza per farci approvare il progetto. Pensare che la piccola ViBi Venezia sia riuscita a fare un acquisto del genere, è una soddisfazione! Ora dobbiamo proseguire nel nostro buon lavoro per riuscire a ripagarlo nel più breve tempo possibile, come sempre fatto. Ogni tappa non è mai un punto d’arrivo, è un nuovo punto di partenza.

Personalmente, credo che se tu credi fortemente al tuo sogno, al tuo progetto, se ci metti l’amore e l’impegno necessari e continui per la tua strada, lo realizzerai. Nel nostro caso, credo che forse da qualche parte ci sia una stellina ci vuole tanto bene. Io e Vera siamo due donne, due sorelle cresciute insieme, migliori amiche. Abbiamo vissuto insieme finché Vera per prima non si è sposata. Io sono la parte creativa dell’azienda, lei quella finanziaria: ci completiamo perfettamente. ViBi è il nostro primo bambino, nato da un magnifico mix di fortuna – perché quella c’è stata – e bravura, nel senso di perseveranza”.


Due donne in una stanza elegante, entrambe con abiti a stampa floreale. Una è seduta su una sedia con scarpe rosa ViBi Venezia; l'altra è in piedi accanto a lei con le braccia incrociate e indossa scarpe bianche. La stanza ha pavimenti in legno, una porta bianca e decorazioni colorate.
Da sinistra, Vera (seduta) e Viola in piedi. 

Domande frequenti su ViBi Venezia e il velluto multicolore della Laguna

Qual è stato l'evento inaspettato che ha segnato un punto di svolta per ViBi Venezia nel 2017?

Nel 2017, Vogue UK ha fotografato Kate Moss con un paio di furlane ViBi Venezia, un acquisto privato dell'icona di stile. Questo evento ha colto di sorpresa Viola Arrivabene Valenti Gonzaga, co-produttrice del brand, che inizialmente pensava fosse uno scherzo.

Come è nata l'idea di creare ViBi Venezia e quali sono state le sue origini?

ViBi Venezia è nata quasi per gioco, ispirata dal mondo dei gondolieri e dalla tradizione veneziana. L'idea si è sviluppata da un'intuizione che ha portato alla creazione della prima capsule collection.

Cosa significa il nome 'ViBi' e quale significato porta con sé?

Il nome 'ViBi' deriva dalle iniziali delle fondatrici, Viola e Vera. Questo nome racchiude l'essenza del brand, legato alla loro collaborazione e alla loro visione.

In che modo ViBi Venezia ha rappresentato una 'piccola rivoluzione' nel settore?

ViBi Venezia ha introdotto una nuova prospettiva nel mercato, reinterpretando un classico della tradizione veneziana con un tocco moderno e di stile. Questo ha segnato una piccola rivoluzione nel modo di concepire le calzature tradizionali.

Quali sono i piani futuri e le aspirazioni per ViBi Venezia?

Il brand guarda al futuro con nuovi progetti e sogni ambiziosi. Sebbene i dettagli specifici non siano menzionati, l'articolo suggerisce una continua evoluzione e crescita per ViBi Venezia.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.