Napoli, Venezia, Roma. Sono le tappe del percorso collezionistico di An Italian Collecting Journey: 16th–20th Century Paintings and Decorative Arts, l’asta di antiquariato con cui Sotheby’s Italia il 25 e il 26 settembre 2025 – con la fondamentale collaborazione di Open Care – ha raggiunto un nuovo record nel nostro paese. La più antica casa d’aste al mondo ha infatti totalizzato con questa raccolta “italianissima” per gusto e composizione 4,1 milioni di euro, quasi il doppio rispetto alle stime pre-asta, fissate nella forchetta 2 – 2 ,8 milioni.
Con un tasso di vendita del 94%, record di Sotheby’s Italia per una collezione di singolo proprietario, l’appuntamento ha visto una partecipazione vivace e diffusa, con almeno tre rilanci per ogni lotto. I collezionisti sono accorsi numerosi (in presenza o da remoto) dall’Europa agli Stati Uniti, fino all’Asia e al Medio Oriente. Il 16% degli offerenti acquistava per la prima volta da Sotheby’s. «Gli straordinari risultati di questa sera confermano la forza e l’universalità del linguaggio artistico italiano», ha commentato Francesco Morroni, senior director senior director works of art, furniture, ceramics di Sotheby’s Italia, sottolineando la capacità di queste opere di restituire potentemente l’essenza dell’identità italiana e di emozionare un pubblico ampiamente internazionale, «coniugando con armonia varietà e coerenza».
Nelle parole di Mario Tavella, presidente per l’Europa e presidente di Sotheby’s Francia: una raccolta privata capace di raccontare, con coerenza e varietà, l’anima estetica della penisola: «Un ritratto dell’Italia in tutta la sua ricchezza e diversità – un’esplorazione dell’identità attraverso l’arte, dove la virtuosità incontra l’immaginazione».
I capolavori di antiquariato che hanno scritto il record storico di Sotheby’s Italia
Diversi lotti di punta hanno celebrato la città di Napoli. Innanzitutto, la Veduta di Piazza San Marco di Giovanni Battista Cimaroli: il nuovo proprietario se l’è aggiudicata a 177.800 euro – più del doppio della stima. Poi, la Veduta di Mergellina e del Palazzo Donn’Anna di Pietro Fabris, passata di mano alla stessa cifra.

Pietro Fabris, (attivo a Napoli negli anni 1756–1779) "Napoli, veduta di Mergellina e del Palazzo Donn'Anna sullo sfondo, con pescatori che tirano su il loro pescato e figure che conversano"
Grande successo anche per la coppia di nature morte di Carlo Magini, salita a 165.100 euro, quasi tre volte la stima più alta, e per la natura morta di uva in un cesto della cerchia di Caravaggio, aggiudicata a 139.700 euro, oltre tre volte la valutazione iniziale.
Accanto ai dipinti, hanno brillato anche opere decorative e oggetti rari. Una figura in porcellana di Capodimonte raffigurante un soldato mutilato ha sorpreso raggiungendo 82.550 euro (più di cinque volte la stima massima). Un set di quattro poltrone lignee genovesi del XVIII secolo invece ha superato di oltre quattro volte la previsione, tagliando il traguardo a 69.850 euro.
I lotti napoletani hanno scaldato il cuore dei collezionisti per la loro preziosità drammatica. Accanto alle tele con scene di vita quotidiana di popolani e pescatori, sotto l’occhio dell’onnipresente (e onnipotente) Vesuvio, tavoli in scagliola, porcellane raffinate e variegate preziosità. Fra queste, un cofanetto in piqué d’oro e tartaruga, insieme ai celebri lavori in corallo di Trapani (27.940 euro, oltre cinque volte la valutazione il calice dorato), tutte testimonianze della straordinaria abilità artigiana che rese la città un centro ammirato in tutta Europa.
Dopo Napoli, Venezia, ponte fra Occidente e Oriente
È inevitabile che una raccolta di antiquariato degna di questo nome includa l’eleganza della Serenissima. Fra i lotti di quest’asta, si annoverano le specchiere ottagonali veneziane del XVIII secolo (25.400 euro, sette volte la stima) nonché la maiolica rinascimentale del Maestro Domenego.

Maiolica veneziana
L’opulenza di Roma, e non solo
Nessuna collezione sull’Italia poteva prescindere dalla Città eterna. In questo caso, ne facevano parte: Bronzi ispirati a Canova, sculture in biscuit di Giovanni Volpato e argenterie derivate dai disegni di Giuseppe Valadier. Tutti lotti che mostrano quella passione per l’antico che, tra Settecento e Ottocento, ridefinì i canoni dell’arte moderna.

Giovanni Volpato
Hanno transitato sul rostro anche opere simbolo dell’eleganze di Firenze e Torino, come lo stemma in terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia con l’emblema della famiglia Pitti, o le figure in marmo attribuite a Giovanni Bonazza.

Per il record di Sotheby’s Italia, un guizzo inatteso
Il “viaggio in Italia” si è chiuso con un approdo nel Novecento: Il vasaio di Vincenzo Gemito, bronzo datato 1927 che riecheggia l’antichità pur nella sua modernità, e La Venatoria – Trasporto del Daino, vaso Richard Ginori disegnato da Gio Ponti dopo il 1928. Qui, il design contemporaneo dialoga con l’iconografia storica. Quale omaggio più adeguato al gusto italiano?

