Les grâces naturelles di René Magritte sarà il lotto di punta della prossima attesa asta serale di arte surrealista The Art of the Surreal di Christie’s, in programma per il 5 marzo 2026 a Londra (si tiene ininterrottamente dal 1989). Nella stessa collezione privata da inizio 2000, l’opera ha una stima nell’intorno dei 6.500.000 – 9.500.000 pound.

Dipinta nel 1961, la tela – già esposta al Magritte Museum di Bruxelles fin dalla sua apertura nel 2009 – rappresenta una potente espressione della fascinazione di René Magritte per la metamorfosi e i paradossi visivi. L’opera reitera uno dei motivi più riconoscibili e di successo dell’artista: il fantastico “uccello-foglia”, una forma ibrida sospesa tra due stati dell’essere, catturata proprio nel momento della trasformazione.
Magritte, le opere dedicate all’uccello-foglia
René Magritte ha realizzato 18 tele dedicate a questo tema nel corso della sua carriera, fatto non inusuale per l’artista. Lo esplorò per la prima volta in una serie di dipinti a olio e gouache nei primi anni ’40, a partire da L’Ile au Trésor (1942); probabilmente quest’ultima opera si ispirava alla vista di una voliera dalla finestra di casa sua al 135 Rue Esseghem di Bruxelles. Dopo quasi due decenni, con Les grâces naturelles torna sul soggetto con rinnovata attenzione e intensità, realizzando una delle due più grandi sue opere che presentano il cosiddetto “uccello-foglia”.
La metamorfosi e una queta carica surreale
Magritte non combina i due elementi distinti foglie – uccelli: è piuttosto attratto dalla tensione dello stato intermedio, in cui il cambiamento si sviluppa gradualmente e rimane irrisolto. È questa sensazione di sospensione che conferisce agli uccelli-foglia la loro quieta carica surreale, oscillando tra una quiete radicata e la possibilità del volo.
In quest’opera in particolare, gli uccelli-foglia non si trovano in un paesaggio aperto. Si stagliano invece contro uno sfondo denso e piatto di fogliame meticolosamente dipinto in una tonalità indaco-blu. Sono rami di ippocastano, capaci di comprimere lo spazio e interromperne la profondità (astuzia che Magritte impiegò in diverse opere di questo periodo, sia per il suo effetto decorativo che per la sua risonanza concettuale).
In primo piano, un uccello apre le ali. È inevitabile per chi guarda non immaginare il momento successivo della scena: il volatile riuscirà finalmente ad abbandonare la sua forma vegetale o rimarrà per sempre legato alla terra? La domanda – come sempre in Magritte, resterà senza risposta. Esiste anche una versione scultorea di Les grâces naturelles, concepita da Magritte e fusa nel 1967. Nel 2024 Christie’s l’ha venduta, stabilendo un record mondiale d’asta per una scultura dell’artista, 3,68 milioni di dollari. Spetta in ogni caso a René Magritte il record assoluto per un’opera d’arte surrealista (oltre 120 milioni di dollari per una versione de L’impero delle luci).

“Librare il mistero della realtà”
«All’inizio degli anni ’60, René Magritte si trovava a riflettere sulla sua vita e carriera, ripensando le opere precedenti che riteneva fossero poeticamente più forti, rivelatrici di nuovi significati attraverso sottili reinterpretazioni», spiega Olivier Camu, vicepresidente, per l’arte impressionista e moderna di Christie’s. Per esempio, «in Les grâces naturelles, ritorna a uno dei suoi motivi di maggior successo, l’“uccello-foglia”, sfidando, come sempre, le nostre visioni consolidate delle cose quotidiane – in questo caso alberi, uccelli e foglie – librando così il mistero della realtà. Siamo felici di presentare questa straordinaria opera nella prossima asta serale The Art of the Surreal, un momento fondamentale della nostra Marquee Week di marzo 20/21».
The Art of the Surreal Evening Sale, parte della 20th/21st Century Art London Marquee Week, è l’unica grande asta internazionale interamente dedicata al Surrealismo, ai suoi precursori e alle sue influenze.

