Tassazione degli immobili all’estero: imposte e obblighi fiscali

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Doppia tassazione, imposte successorie differenti, obblighi dichiarativi e imposizione delle plusvalenze immobiliari: sono molteplici i profili da tenere in considerazione per l’ottimizzazione degli investimenti degli immobili all’estero

Indice

La tassazione degli immobili all’estero rappresenta un tema di crescente rilevanza nel contesto della globalizzazione economica. Con l’aumento degli investimenti transfrontalieri e della mobilità internazionale, molti individui e imprese si trovano a gestire patrimoni immobiliari in più giurisdizioni.

Approfondiamo la questione con una panoramica delle principali questioni legate alla tassazione degli immobili posseduti all’estero, esaminando le normative italiane e internazionali, nonché le implicazioni fiscali per i proprietari.

Normativa italiana sulla tassazione degli immobili all’estero: cos’è l’Ivie

Per i residenti fiscali in Italia, il possesso di immobili all’estero comporta l’obbligo di dichiarazione e il pagamento di imposte specifiche. La legge italiana prevede infatti l’Imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie), introdotta con il Decreto Salva Italia del 2011. L’Ivie è calcolata sull’1,06% del valore dell’immobile come determinato dall’autorità fiscale estera o, in mancanza di tale valore, sul valore di acquisto o sul valore di mercato.

Redditi derivanti da immobili all’estero: come inserirli nel modello di dichiarazione dei redditi

Oltre all’Ivie, i residenti fiscali italiani devono includere nel proprio modello di dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF) eventuali redditi derivanti dagli immobili siti all’estero, come canoni di locazione o plusvalenze da vendite. Questi redditi sono soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) secondo le aliquote progressive previste dal sistema fiscale italiano.

Convenzioni internazionali e doppia imposizione

Per evitare la doppia imposizione, ovvero l’applicazione di imposte sia nello Stato di residenza del proprietario sia nello Stato dove è situato l’immobile, l’Italia ha stipulato numerose convenzioni internazionali. Questi trattati stabiliscono criteri per la distribuzione dei diritti di imposizione tra i paesi coinvolti e spesso prevedono meccanismi di credito d’imposta.

Tassazione dei redditi immobiliari all’estero secondo il Modello Ocse

Per quanto riguarda i redditi derivanti da immobili all’estero si deve prendere a riferimento l’art. 6 del modello Ocse, che prevede che i redditi derivanti da beni immobili devono essere tassati nello Stato in cui sono ubicati detti immobili. Tale statuizione va intesa non nel senso di esclusività della tassazione in uno Stato, ma al contrario che il reddito da immobili esteri deve essere assoggettato a tassazione sia nello Stato della fonte del reddito, sia nello Stato di residenza fiscale del beneficiario.

Meccanismi di credito per imposte estere

In questo caso le Convenzioni internazionali prevedono che la doppia imposizione venga attenuata attraverso l’applicazione di un credito per imposte estere nel Paese di residenza fiscale. Ad esempio, se un immobile situato in Francia genera redditi tassati in Francia, l’imposta pagata in Francia può essere detratta dall’Irpef dovuta in Italia.

A livello internazionale, le norme fiscali variano notevolmente da un Paese all’altro. In alcune giurisdizioni, come gli Stati Uniti, i residenti fiscali sono tenuti a dichiarare i redditi globali, compresi quelli derivanti da immobili all’estero. In altri Paesi, le imposte possono essere molto più favorevoli, incentivando così gli investimenti immobiliari stranieri.

Strategie di pianificazione fiscale e strumenti di ottimizzazione fiscale per proprietari di immobili all’estero

La complessità delle normative fiscali internazionali rende essenziale una pianificazione fiscale attenta per chi possiede immobili all’estero. La consulenza di esperti in fiscalità internazionale può aiutare a ottimizzare la struttura degli investimenti, riducendo il carico fiscale complessivo e garantendo la conformità alle leggi di tutte le giurisdizioni coinvolte.

Ad esempio, l’uso di entità legali specifiche, come trust o società holding, può offrire vantaggi significativi in termini di tassazione e protezione patrimoniale. Tuttavia, tali strategie devono essere adottate con attenzione per evitare il rischio di sanzioni per evasione o elusione fiscale.

La tassazione degli immobili all’estero è un campo complesso e dinamico, influenzato da normative nazionali e internazionali in continua evoluzione. Per i proprietari, è fondamentale comprendere i propri obblighi fiscali e adottare una strategia di pianificazione fiscale adeguata, anche in sede successoria.

Solo così è possibile sfruttare appieno le opportunità offerte dagli investimenti immobiliari globali, minimizzando al contempo i rischi e i costi associati alla tassazione e al trasferimento in via ereditaria degli immobili.

In un mondo sempre più interconnesso, la gestione efficace della tassazione e della trasmissione degli immobili all’estero rappresenta una sfida cruciale per gli investitori e una componente essenziale della loro strategia finanziaria complessiva.

di Edoardo Tamagnone

Fondatore dello studio legale Tamagnone Di Marco e di Wealth Trust srl, società di consulenza dedicata alla
pianificazione patrimoniale per famiglie e imprese. Specializzato in ambito internazionale, ha conseguito il
master in Diritto tributario, in wealth management e in diritto dei trust. Si occupa di gestione di patrimoni,
anche detenuti all’estero, trust, successioni internazionali, passaggio generazionale e corporate
governance.

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