Successioni internazionali: come ottimizzare eredità e tasse

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Un piccolo modello di casa in legno è posto tra una pila di banconote da cento dollari e una calcolatrice. Sotto di loro, dei blocchi di legno compongono la parola "tassa". Il riferimento va alla Participation exemption (Pex) e alle plusvalenze.

Le successioni internazionali sono sempre più comuni in un mondo globalizzato. In questo articolo, vengono esplorate le strategie migliori per ottimizzare il passaggio generazionale, ridurre le tasse e gestire al meglio eredità e beni su più giurisdizioni

Indice

Le complessità delle successioni internazionali

Le successioni internazionali presentano elementi di collegamento con più giurisdizioni (spesso extra-Ue) e rappresentano una delle aree più complesse del diritto successorio.

Numerose sono le questioni giuridiche che possono emergere in sede di eredità, in particolare con riferimento alla determinazione della legge applicabile, della competenza giurisdizionale e della tassazione dei beni ereditari, richiedendo una pianificazione patrimoniale anticipata e strategie personalizzate.

Le complessità connesse alle successioni internazionali e al passaggio generazionale di grandi patrimoni e imprese familiari sono sempre più frequenti, in considerazione della costante globalizzazione dei mercati e della crescente mobilità di high net worth individual (Hnwi) che decidono di investire all’estero (ad esempio in paradisi fiscali) o di trasferire la propria residenza in Italia alla luce dei vantaggi fiscali introdotti a partire dal 2017.

Il ruolo della pianificazione patrimoniale

In questo contesto, la pianificazione patrimoniale assume un ruolo strategico attraverso cui realizzare un efficace passaggio generazionale del patrimonio agli eredi, prevenire possibili contenziosi successori e, a seconda dei casi, sfruttare vantaggi fiscali. La pianificazione patrimoniale, infatti, non solo favorisce la protezione degli asset, ma permette di valutare ex ante le peculiarità normative delle diverse giurisdizioni coinvolte, evitando possibili conflitti di leggi e problematiche legate alla doppia imposizione fiscale.

Gli strumenti per la successione

Tra i vari strumenti di pianificazione patrimoniale messi a disposizione dal nostro ordinamento, alcuni dei più utilizzati sono:

  • Testamento internazionale, che consente al testatore di scegliere la legge applicabile alla propria successione, indipendentemente dal Paese in cui risiede al momento della morte. Tale strumento può dunque semplificare notevolmente il trapasso generazionale del patrimonio, evitando possibili controversie tra gli eredi rispetto ai diritti ereditari;
  • Trust, uno strumento di origine anglosassone introdotto in Italia dalla legge di ratifica della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, sempre più utilizzato da note famiglie imprenditoriali italiane per disciplinare le dinamiche successorie e il passaggio generazionale delle loro imprese. Tale istituto consente infatti al disponente (settlor) di conferire nel trust i propri beni affidandoli alla gestione di un trustee secondo le condizioni stabilite nell’atto istitutivo, potendo così garantire una gestione innovativa del patrimonio grazie alla sua flessibilità e duttilità;
  • Patti di famiglia, tramite i quali è possibile attuare il trasferimento del patrimonio senza intermediazione di un soggetto gestore e che, in alcuni casi, possono soddisfare l’esigenza dell’imprenditore di programmare non solo il passaggio generazionale, ma anche la continuità aziendale;
  • Donazioni che, se pianificate in modo strategico, possono offrire vantaggi fiscali e limitare il rischio di futuri conflitti tra gli eredi.

La legge applicabile alle successioni internazionali

Uno dei temi centrali nelle successioni internazionali è la determinazione della legge applicabile. Il Regolamento (Ue) n. 650/2012 in materia di successione ha semplificato la trasmissione dei patrimoni connotati da profili di transnazionalità, individuando una legge unica applicabile all’intera successione, indipendentemente dalla natura e dalla collocazione dei beni ereditari in diversi Stati membri o Paesi extra-Ue.

Il Regolamento (applicabile a tutti i Paesi dell’Ue, a eccezione dell’Irlanda e della Danimarca) è caratterizzato dalla sua applicazione universale, individuando la legge applicabile anche ove sia quella di un Paese extra-Ue e stabilisce quale criterio generale per la regolamentazione della successione quello della residenza abituale del de cuius al momento della morte.

Tuttavia, sono frequenti i casi in cui la determinazione della residenza abituale non sia agevole (in particolare quando il de cuius abbia risieduto in diverse giurisdizioni negli ultimi anni di vita). In questi casi, la valutazione globale delle circostanze di vita del defunto, necessaria per determinare la legge applicabile alla successione, apre la strada a possibili contenziosi tra gli eredi. Per questa ragione, il Regolamento ha previsto la possibilità per il testatore di scegliere espressamente la legge che dovrà disciplinare la sua successione, al fine di garantire una maggiore certezza nella pianificazione successoria e tutelare adeguatamente i diritti degli eredi. La redazione di un testamento internazionale con espressa indicazione della legge applicabile alla futura successione è dunque uno strumento efficace per assicurare il rispetto della volontà del testatore e limitare il rischio di possibili conflitti tra gli eredi.

Proteggere il patrimonio e la continuità familiare

La gestione strategica delle successioni internazionali è essenziale per preservare e rafforzare il patrimonio familiare e imprenditoriale. In un contesto globale, in cui le normative successorie e fiscali variano notevolmente tra le diverse giurisdizioni interessate, è fondamentale prevenire frammentazioni patrimoniali, conflitti legali e perdite economiche che potrebbero minare la stabilità finanziaria e compromettere le relazioni tra gli eredi.

Una pianificazione patrimoniale strategica può non solo prevenire costosi e lunghi contenziosi ereditari, ma anche ridurre significativamente il rischio di doppia imposizione fiscale in conformità alle normative dei Paesi interessati, proteggendo il valore complessivo del patrimonio trasmesso.

Rivolgersi tempestivamente a consulenti legali esperti in materia di wealth management internazionale può rappresentare una scelta strategica per ottimizzare la trasmissione degli asset e delle imprese familiari, garantire la protezione del patrimonio e gestire il passaggio generazionale in modo armonioso, preservando così la ricchezza familiare per le generazioni future e assicurando che la volontà del de cuius venga rispettata in ogni circostanza.

Ritratto illustrato in bianco e nero di Vincenzo Donadio, senior associate di Hogan Lovells Studio Legale, con camicia a righe, giacca e cravatta. L'uomo ha i capelli corti e scuri e la barba, e sorride leggermente, guardando direttamente l'osservatore.

di Vincenzo Donadio

Senior associate dello studio legale Hogan Lovells, si occupa di contenzioso commerciale e civile, compliance e white collar crimes. Assiste altresì high net worth individuals, enti no profit e università in contenziosi ereditari, spesso con profili cross-border. Specializzato in wealth management, supporta i propri clienti nella pianificazione successoria e nel passaggio generazionale, offrendo soluzioni per proteggere e valorizzare i grandi patrimoni.

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