L’artistar Maurizio Cattelan è stato fra i premiati della diciassettesima edizione del Marmomac di Verona il 24 settembre 2025, nella categoria Best Communicator Award. Un riconoscimento doveroso, dopo l’utilizzo da parte dell’artista del marmo di Carrara in occasione della sua mostra Seasons, in programma a Bergamo fino al 26 ottobre. La motivazione ufficiale gli ha assegnato il premio perché: «Le sue opere rappresentano non solo un momento di riflessione sulla ciclicità della vita e della storia, sulle trasformazioni dell’individuo e della società, ma sono frutto di una straordinaria sinergia tra intuizione artistica e tecnologia robotica avanzata, capace di suscitare un forte impatto comunicativo e simbolico». Solo che sul palco del The Plus Theatre di Verona Cattelan no ci è mai arrivato. Vi ha mandato in sua vece una testa di marmo, scolpita – per l’occasione – da Litix, azienda leader nella robotica applicata alla scultura e presente a Marmomac.

«Non potendo essere lì di persona, ho deciso di mandare la mia testa scolpita da un robot. Mi sembra il modo più comodo di essere presente, senza rischiare di fare un discorso troppo lungo», è stato il comento dell’artista, diffuso tramite registrazione vocale nel momento in cui compariva la sua testa. L’artista è notoriamente molto timido.
Gli altri premiati alla fiera del marmo oltre a Maurizio Cattelan
Menzione speciale anniversary per l’artsita Yuri Ancarani, l’unico premiato per un lavoro svolto 15 anni fa, ma che ancora oggi impatta nel panorama artistico mondiale. Presentato alla 67esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il suo cortometraggio “Il Capo” – realizzato interamente nelle cave di Gemeg – «ha saputo cogliere con forza espressiva e poetica l’essenza del lavoro estrattivo, mettendo in luce la dimensione umana, materiale e identitaria del marmo e di chi lo estrae».
Per l’edizione 2025 Marmomac ha scelto di dedicare al suo film “Il Capo” una programmazione quotidiana, trasmessa proprio sullo schermo del The Plus Theatre. «Sono convinto che l’arte resti il linguaggio più avanzato della comunicazione. Sono quindi ancora più orgoglioso di questa menzione, che – insieme alla proiezione del mio cortometraggio in tutti i giorni della manifestazione – ha davvero celebrato il senso del lavoro che tutti noi portiamo avanti», ha commentato lo stesso Ancarani.
Premiato, invece, per la sua installazione “Crash” l’architetto altoatesino Hannes Peer, «capace di spostare la funzione della pietra naturale da puramente decorativo ad elemento narrativo dinamico e capace di evocare fragilità, impatto e trasformazione». Peer ha ritirato il premio in presenza rivelando quanto è forte per lui il legame con il marmo: «Mi hanno definito l’apostolo del marmo. Il marmo è una materia che ho voluto rendere dinamica proprio con questo progetto. Ho trasformato le superfici, ne ho fatto wallpaper, sperimentandone la tridimensionalità».
Per Paolo Stella, lifestyle influencer e direttore creativo di @suonarestella, è stata la prima volta alla manifestazione: «Per me il marmo è materia d’elezione e con i miei progetti mi sono divertito a rispondere con il design ad alcune mie fissazioni legate all’home decor. Essere in una fiera come questa, per un appassionato di pietra naturale, è come per un bambino stare in un parco giochi».
Le imprese espositrici e la giuria
Per la sezione Exhibitor, hanno ricevuto il premio Verzu, DDChem e I Conci. Menzione speciale IUSVE assegnata a Furrer.
La giuria era composta da Silvia Nani, design editor del Corriere della Sera, Manuela Mimosa Ravasio (La Repubblica), Alessandro Mauro Rossi (direttore di Forbes Italia) e Aurelio Chinellato, professore di Exhibition Design dello IUSVE.

