Tenero e ribelle. Il maglione di Diana con la pecora nera batte Carrie

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Regina è divenuta Camilla, ma le quotazioni d’asta relative ai suoi effetti personali non fanno che aumentare, consolidando la sua leggenda. Dai gioielli più preziosi ai capi di vestiario quotidiani è più che mai Diana mania, anche se in asta c’è Sarah Jessica “Carrie” Parker. L’ultimo record da Sotheby’s

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L’asta di Sotheby’s dedicata alle icone della moda si è chiusa incoronando regina Lady D. (1961-1997): il suo inimitabile maglioncino puntellato di candide pecorelle (tranne una, nera) ha conquistato la vetta delle aggiudicazioni con 1.143.000 dollari. Un risultato che supera nettamente la valutazione pre asta, fissata a 80.000 dollari, ma forse non insperato: la presenza del capo nel catalogo d’asta Fashion Icons (online dal 31 agosto al 14 settembre 2023) aveva subito suscitato grande interesse nel mondo dei collezionisti. 


Tutte le foto sono cortesia di Sotheby’s

Il giocoso maglioncino rosso e bianco con un tocco di nero fu creato dalle stiliste britanniche Sally Muir e Joanna Osborne, all’epoca sconosciute. Il fatto che la futura principessa scegliesse di indossare durante una gara di polo del principe Carlo – era il 1981 – una loro creazione regalò al loro marchio, Warm & Wonderful, notorietà planetaria. Ancora oggi è possibile acquistare dal luxury brand, per poco più di 300€, una riedizione di quel maglioncino 100% cotone, ma non solo: ancora nel 2020 la Rowing Blazers di Jack Carlson stringeva un accordo con Muir e Osborne per poter usufruire della licenza di produzione del Black Sheep Sweater, acquistabile dunque anche da RB. Una eco che ha superato i 40 anni di durata.

Il risultato d’asta del lotto si colloca in un trend che cavalca il crescente (o mai sopito) interesse intorno a tutto ciò che riguarda la principessa Diana Spencer e la sua vita da moglie di colui che sarebbe diventato nel 2022 re Carlo III, con l’amante di una vita, Camilla al suo fianco. Prima di quest’asta, il capo di Lady D. che aveva raggiunto la maggior cifra (604.800 dollari) di aggiudicazione era stato un abito da lei indossato e venduto, sempre da Sotheby’s, nel gennaio 2022. 

Pure all’inizio di quest’anno, le lettere che Diana scrisse a due cari amici parlando del suo divorzio sono state aggiudicate per l’equivalente di quasi 175.000 dollari in una vendita organizzata da David Lay auctioneers a Penzance in Cornovaglia, Inghilterra. Anche Kim Kardashian ha preso parte all’entusiasmo collezionistico, dando battaglia (e poi vincendola) per aggiudicarsi a 197.453 dollari il pendente noto come Croce di Attallah, gioiello “punk” ricoperto di ametiste e diamanti che Diana indossò nel 1987 a un gala di beneficenza.

Il secondo lotto più caro della Fashion Icons settembrina di Sotheby’s stato sempre un abito di Lady D., una mise da sera in velluto e taffettà a firma dello stilista britannico Murray Arbeid. Fra i 10 lotti venduti figurano anche il fermaglio vintage del XIX per capelli indossato da Sarah Jessica Parker in Sex and the City (terzo posto), in realtà un mezzo flop. L’uccello del paradiso imbalsamato – oggi specie oggi assolutamente protetta – si è fermato a poco più della metà della stima minima pre-asta (40.000-70.000). Con 24.500 dollari, qualcuno se lo è portato a casa. 

La vita avventurosa del Black Sheep Sweater di Lady D.

Il Black Sheep Sweater era un capo di abbigliamento cui la principessa doveva essere molto affezionata: Sotheby’s ha rivelato che la maglia originale fu in realtà sostituita nello stesso anno della sua prima apparizione pubblica con un pezzo identico, a causa del danneggiamento di una manica. Fu il segretario principale della futura Principessa del Galles, Oliver Everett, a rispedirlo a Muir e Osborne, che ne realizzarono uno nuovo, sfoggiato durante un’altra partita di polo nel 1983, quando ormai la giovane Diana era già principessa. E la vecchia maglia? Si pensava fosse stata riparata e venduta per star dietro alla forte domanda del mercato. Fino al marzo 2023, quando è stata la stessa Joanna Osborne a ritrovarlo in soffitta: era in una scatola, insieme con un vecchio copriletto di cotone. Dopo un’analisi minuziosa, è stato chiaro che si trattava proprio del maglioncino originale indossato da Diana nel 1981, quando ancora era la fidanzata d’Inghilterra. Tenero e ribelle, proprio come lei.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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