Il caso di un importate Pollock aggiudicato in asta e mai pagato.
Nello spettacolare mondo delle aste accade di tutto. Dalle contese fino all’ultimo rilancio alle aggiudicazioni milionarie di opere rarissime. Nel mezzo ci sono i collezionisti, che da un angolo all’altro del globo, si ritrovano nella stessa stanza per acquistare lo stesso oggetto per la loro raccolta. Accade poi, più spesso di quanto si pensi in verità, che l’acquisto dell’opera vada oltre il semplice desiderio di possesso e si trasformi in investimento dando luogo a speculazione. Se poi l’acquirente un milionario e impavido collezionista-investitore si comprende bene quanto questo mercato, nella fascia alta, abbia perso le sue caratteristiche originarie per diventare altro. E questo è quanto accaduto recentemente a New York, cuore pulsante delle grandi aste internazionali, dove ci si può aspettare di tutto fino alle estreme conseguenze.
Il Pollock nell’asta internazionale di Phillips
Nell’asta serale del 19 novembre 2024 a New York il catalogo di arte moderna e contemporanea presentato da Phillips Auctioneers è uno dei più importanti dell’anno. Tra i 33 lotti disponibili, spicca un dipinto senza titolo di Jackson Pollock eseguito nel 1948 circa, della ambita serie in bianco e nero già incluso nella grande retrospettiva del 1998-1999 del Museum of Modern Art di New York (MoMa) e proveniente dalla collezione dell’icona del design Florence Knoll Basset e di suo marito che l’avevano acquistato direttamente dall’artista. Tra gli altri importanti lotti in catalogo una coppia di rari autoritratti doppi dei primi anni ’80 di Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol, oltre a pregevoli opere di Cy Twombly, Pablo Picasso e Joan Miró. L’asta, preceduta da una mostra pubblica in città nelle settimane precedenti, ha dato molta risonanza alle opere offerte.
L’aggiudicazione in asta dell’opera di Pollock e l’offerta irrevocabile di acquisto
L’opera più importante in catalogo viene battuta per più di 15 milioni di dollari (15.533.000 $ pari a 14.700.000 euro) diritti inclusi. L’aggiudicazione in questo caso è avvenuta mediante una offerta irrevocabile di acquisto avanzata prima dell’apertura dell’asta da David Mimran, produttore cinematografico e gande collezionista d’arte, figlio di dell’imprenditore francese Jean Claude Mimran. Nonostante la notorietà e la fama di appassionato collezionista dell’acquirente l’offerta di acquisto non è stata onorata nel senso che il prezzo non è stato pagato e l‘opera è rimasta non ritirata.
Le “garanzie” sono uno strumento a cui le case d’asta ricorrono per assicurare l’acquisto dell’opera e quindi sollecitare i possessori a conferire loro il mandato a vendere grandi capolavori (anche se recentemente si sta assistendo alla copertura con garanzia di vendita di interi cataloghi). In tal modo la casa d’aste garantisce la vendita e se ne accolla il rischio. Per attenuare il rischio può coinvolgere investitori terzi. In tal caso si ricorre alle offerte irrevocabili di acquisto con le quali il sottoscrittore si impegna ad acquistare l’opera a un prezzo che normalmente coincide con la stima minima del bene o di poco inferiore, quindi molto conveniente.
In caso invece di rilanci superiori in asta l’opera viene aggiudicata al migliore offerente ma il terzo garante ha diritto a una percentuale del prezzo di aggiudicazione. Per questo motivo, lo strumento si presta a speculazioni nel senso che se il lotto è importante e si è certi della vendita in asta l’investitore conseguirà un guadagno senza alcun esborso.
Non solo Pollock, le condizioni di vendita per gli acquisti in asta
E così è andata con il Pollock offerto da Phillips. Nessuno però si immaginava che non ci sarebbero state offerte superiori alla garanzia data da Mimran che si è quindi trovato con il cerino acceso in mano insieme alla casa d’asta. I motivi del mancato pagamento dell’opera sono stati rappresentati dal Mimran come dovuti a una temporanea illiquidità e per questo ha chiesto più tempo per onorare l’impegno. Dopo vari rinvii e proroghe però i fondi non sono arrivati.
Le condizioni di vendita dell’asta specificano che la proprietà del lotto acquistato non verrà trasferita finché Phillips non avrà ricevuto l’intero prezzo di acquisto per quel lotto in fondi disponibili oltre le spese e le tasse applicabili. Se l’acquirente, senza previo accordo, non effettua il pagamento del prezzo di acquisto entro sette giorni dall’asta la casa d’asta può esercitare varie azioni tra le quali annullare la vendita del lotto, addebitare interessi al 12% annuo, rivendere il lotto all’asta o con vendita privata senza cioè proporre il bene in un’asta pubblica ma proponendola in via riservata ai propri clienti o ancora agendo giudizialmente per l’esecuzione del contratto di acquisto.
La causa avviata dalla casa d’aste contro il collezionista
Ed è proprio a quest’ultimo rimedio che Phillips ha fatto ricorso esasperata dalle promesse del collezionista-investitore rimaste disattese. La casa d’aste ha nelle settimane scorse adito la Corte Suprema dello Stato di New York per conseguire l’esecuzione del contratto di acquisto e ottenere le spese collegate. Scontato l’esito della causa che avrà l’effetto anche di annullare la credibilità del collezionista se non vi pone rimedio prima. Cosa non da poco in un mercato, come quello dell’arte, in cui la credibilità è tutto.

