Polizza vita temporanea: quando e perché sottoscriverla

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Una risposta al bisogno di garantire ai propri cari una sicurezza economica, anche nello scenario più duro

La polizza vita temporanea caso morte (Tcm) è un contratto che permette di garantire un capitale ai superstiti, tutelandone il tenore di vita

Le Tcm possono essere utili per contribuire al pagamento di un mutuo o degli studi dei propri figli

Abbiamo raggiunto Luca Mainò, co-fondatore di Consultique, per chiarire in quali casi questo tipo di polizza può essere più interessante

Evocare la possibilità di un decesso prematuro non è facile; anche per questo, si potrebbe essere tentati di evitare qualsiasi analisi sulle possibili conseguenze finanziarie di un evento del genere. Un approfondimento in merito, tuttavia, è particolarmente importante quando dal proprio reddito dipendono il tenore di vita e le prospettive future dei figli o di un coniuge. Per rispondere a questo genere rischi può intervenire la polizza temporanea caso morte (Tcm).

Questo tipo di assicurazione, da non confondersi con le polizze vita da investimento, permettono ai beneficiari di ricevere una somma o una rendita in caso di morte prematura dell’assicurato (in taluni casi anche in altre circostanze, come un’invalidità permanente). Questo avviene se l’evento nefasto si verifica in un determinato periodo di tempo, durante il quale verranno corrisposti i premi all’assicurazione. Al termine della copertura assicurativa, se le condizioni che avrebbero fatto scattare la prestazione da parte della compagnia non si sono verificate, i premi corrisposti rimarranno comunque a quest’ultima.

Quando si prende in esame una Tcm, le variabili da considerare sono numerose. Innanzitutto, quando potrebbe essere più indicato sottoscriverne una? “La Tcm è molto utile quando ci sono soggetti da tutelare economicamente nel momento in cui dovesse venire meno il reddito del capofamiglia in caso di suo decesso”, ha dichiarato a We Wealth Luca Mainò, co-fondatore di Consultique, una società di consulenza finanziaria indipendente, “quanto più alto è il tenore di vita dei superstiti ed il numero di anni soggetti a tutela, tanto maggiore sarà il fabbisogno economico necessario e quindi il massimale da assicurare”.

Il fattore tempo può essere incluso nelle valutazioni, tenendo conto che l’eventualità più grave si verificherebbe nel caso di una dipartita in presenza di figli ancora molto giovani, che per molti anni non sarebbero economicamente autosufficienti. All’inizio della carriera lavorativa, inoltre, è più probabile che la famiglia possa dipendere maggiormente dal reddito piuttosto che sui risparmi accumulati. Anche per questo l’associazione Altroconsumo, intervenuta sul tema, suggerisce la sottoscrizione di una Tcm soprattutto a un “capofamiglia ancora giovane che non ha ancora maturato il diritto alla pensione per i superstiti o che sa che, comunque, tale importo non sarebbe sufficiente a garantire loro una certa tranquillità economica”. Dello stesso avviso anche il portale dell’educazione finanziaria del governo italiano, Quello che conta, concorde nel suggerire questa polizza a “un capofamiglia ancora giovane e che sia anche il maggior percettore di reddito all’interno del nucleo familiare”.

Del resto, il costo della polizza tende a crescere con l’età dell’assicurato, per il quale si presume un rischio di decesso crescente.

Come stabilire, dunque, quanto capitale è opportuno assicurare? A determinare la risposta è il “fabbisogno di capitale necessario” per il mantenimento del tenore di vita dei superstiti. Da tale fabbisogno, ha precisato Mainò, “vanno scontati eventuali redditi dei superstiti, come quelli da lavoro, la pensione indiretta e rendite di vario tipo”. Sul versante opposto del calcolo, si dovrà tenere conto di eventuali debiti in essere, tipicamente un mutuo sulla casa.

Avere già a disposizione una certa quantità di risparmi potrebbe incidere sulla decisione di sottoscrivere questo genere di polizza sulla vita. Secondo Mainò, anche questo è un aspetto da considerare nel momento in cui si determina il capitale da assicurare: “Dal capitale necessario si possono scontare anche capitali finanziari, che possono azzerare lo stesso fabbisogno”, ha affermato il co-fondatore di Consultique, “in sostanza il cliente può decidere di sopportare il rischio” e dunque rinunciare ad assicurarsi. “Nel caso in cui l’evento si verificasse, a quel punto verrà utilizzato il patrimonio finanziario e immobiliare”, ha aggiunto Mainò.

In sintesi, se il patrimonio accumulato, assieme ad eventuali altre forme di reddito, dovesse essere sufficiente a garantire la copertura di spese importanti quali gli studi dei figli e il mantenimento del tenore di vita, si potrebbero affrontare con minori ansie le conseguenze economiche di una scomparsa prematura.

Una volta stabilito se la Tcm è l’assicurazione adeguata alle esigenze della propria famiglia sarà bene controllare “costo, franchigie ed affidabilità della compagnia assicurativa e il servizio post-vendita”, ha precisato Mainò.

Un occhio di riguardo andrà rivolto alle clausole di esclusione, come sottolineato dal portale Quello che conta: la polizza potrebbe prevedere “esclusioni dalla copertura assicurativa quali ad esempio alcune malattie già esistenti o attività lavorative o sportive particolarmente rischiose”.

Anche sotto questo profilo la consulenza finanziaria indipendente può fornire un supporto nell’analisi di questi fattori, così come “sull’effettiva esigenza di trasferire un rischio ad una compagnia assicurativa”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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