Paris+ par Art Basel 2022 e le gallerie italiane

Margherita Strada
27.10.2022
Tempo di lettura: 4'
Si è conclusa con grande successo la prima edizione parigina della fiera d’arte più importante al mondo. Per la capitale francese, un salto ulteriore verso la vetta del mercato globale dell’arte. Le gallerie italiane si sono distinte: ne parlano i protagonisti

Dopo tanto clamore e attesa il 23 ottobre si è conclusa la prima edizione di Paris+ par Art Basel nella capitale francese a pochi giorni dalla conclusione di Frieze, evento fieristico londinese per eccellenza, attraendo un pubblico di 40'000 visitatori. Art Basel e la sua casa madre, l’MCH Group, dopo aver vinto il concorso pubblico indetto dalla Réunion des musées nationaux nel 2021, ha sostituito così - dopo 48 anni - la storica FIAC della RX France. La fiera ha inaugurato la sua prima edizione parigina nel Grand Palais Éphémère - costruito dallo studio dell’architetto Jean-Michel Wilmotte - sullo Champ-de-Mars, sede che ospiterà la fiera fino al 2024, quando si trasferirà definitivamente al Grand Palais, attualmente in ristrutturazione. 

La nuova manifestazione parigina si aggiunge così alle sorelle maggiori di Basilea, Miami Beach e Hong Kong, vantando la presenza di 156 gallerie da 30 paesi, inclusi 61 espositori francesi. Il direttore dell’evento, Clément Delépine, non ha apportato dei cambiamenti radicali rispetto alla FIAC, ma sicuramente, rispetto a quest’ultima, la grande differenza tra i due eventi fieristici è stata l’offerta internazionale che Paris+ par Art Basel ha portato al mercato parigino. Ci sono state anche delle novità, tra cui l’aumento del numero delle gallerie emergenti, collocate nel cuore del Grand Palais Éphémère: una grande possibilità per gli artisti giovani non ancora affermati. Sempre per sottolineare il sostegno verso gli artisti emergenti è stato istituito un premio per un artista emergente, a cui verrà finanziata la realizzazione di un’opera che sarà esposta presso Lafayette Anticipations. 

La fiera si è caratterizzata per la presenza di due sezioni differenti: la Galleries, ovvero la main exhibition sector, che occupava il padiglione centrale ospitando le gallerie specializzate in arte moderna e contemporanea e la Galeries Émergentes, dedicata a gallerie giovani ed emergenti. La fiera è stata accompagnata da un fitto calendario di eventi collaterali e grandi mostre istituzionali, tra cui quelle presso il Centre Pompidou, con le personali di Alice Neel e Patti Smith e una mostra dedicata ai disegni dell'italiano Giuseppe Penone, la Fondation Louis Vuitton con una mostra di Joan Mitchell in dialogo con Monet, il Musée de l'Orangerie con la personale di Mickalene Thomas e il Musée d'Orsay con una mostra di Rosa Bonheur. 

Durante questa prima edizione sono state presenti le principali gallerie internazionali fra cui: Hauser & Wirth, Pace Gallery, Gagosian, David Zwirner, Marian Goodman, Lisson, LGDR, Thaddaeus Ropac, Almine Rech, affiancate dalle parigine Kamel Mennour, Perrotin, Chantal Crousel, Nathalie Obadia, Marcelle Alix, Air de Paris. 


Le gallerie italiane hanno brillato a Paris+ par Art Basel

Tra le italiane Alfonso Artiaco, Cardi Gallery, Galleria Continua, Raffaella Cortese, Massimo De Carlo, kaufmann repetto, Francesca e Massimo Minini, Franco Noero, Tornabuoni Arte e Veda. Abbiamo deciso di approfondire le proposte delle gallerie italiane focalizzate sull’arte contemporanea intervistando alcune delle gallerie italiane presenti.

La galleria Raffaella Cortese presentava un ambiente edificato da corpi idrici, dalla natura, dalla sfera domestica, da oggetti quotidiani, insieme ad azioni intime. Sono questi i temi portati in mostra espressi da Francesco Arena, Silvia Bächli, Monica Bonvicini, Edi Hila, Roni Horn, Kimsooja, Kiki Smith e Francesco Vimercati, che hanno realizzato le opere in mostra, sempre in relazione alle potenzialità espressive delle parole, del linguaggio e dei materiali. Ne abbiamo parlato con Nicla Calegari.


A tu per tu con Nicla Calegari, Galleria Raffaella Cortese


Cosa ne pensate di questa prima edizione di Paris+ par Art Basel?

"La qualità della fiera è molto alta e tutti i galleristi si sono molto impegnati nel presentare dei progetti molto validi. Alto anche il livello dei visitatori con un grande afflusso di parigini, americani e asiatici".

Ci racconta la scelta curatoriale per la selezione degli artisti?

"Da molti anni il 70% degli artisti della galleria è composto prettamente da artiste donne, ma per questa fiera abbiamo immaginato più presenze, fra cui un capolavoro di Roni Horn, “Still Water” del 1999, il trittico legato alle acque, in cui è presente il Tamigi, con le sue mutevolezze, proprio a voler esprime l’idea di mutevolezza dell’identità, delle diversità, delle diverse facce, rappresentate dall’acqua, elemento che per l’artista ha sempre rispecchiato queste caratteristiche. Tra le opere esposte una particolarissima Kiki Smith del 1994, “Virgin Mary”, La vergine Maria che sta dichiarando il verbo, in cui l’artista si domanda come sarebbe cambiata la storia e la nostra tradizione se fosse stata una donna e non un Dio uomo a professare il verbo e segnare la nostra tradizione. Vicino a questo fiume di parole concettuale compare un’opera di ultima produzione di Monica Bonvicini “Plush”, un’opera dalla nuova serie dell’artista, molto attenta alla poetica femminile, in cui sceglie alcune citazioni di scrittrici donne, in questo caso Sylvia Plath. Bellezza dello specchio oggetto di design in cui ci si immerge in letture profonde. Grande scoperta Edi Hila, artista e pittore albanese che lavora con la galleria da poco, che è presente in mostra con una serie di lavori recenti che ripercorrono parte della sua storia famigliare a seguito delle esportazioni nei campi forzati in Albania".



Roni Horn, “Still Water (the river Thames, for example)”, 1999, 3 litografie compensate su carta. Immagini N, L, C , 77,5 × 105,5 cm; 83,5 × 111,5 × 4,5 cm ciascuna incorniciata. Courtesy @Galleria Raffaella Cortese



Monica Bonvicini, “Plush”, 2022, pittura su specchio, 150 × 100 × 3,6 cm. Courtesy @Galleria Raffaella Cortese



Kiki Smith, “Virgin Mary”, 1994, occhi prostetici, pennello e pennino a inchiostro su papier-mâché e carta 90 × 52 × 29 cm. Courtesy @Galleria Raffaella Cortese



Edi Hila, “Table”, 2020, olio su tela 107 × 146 cm. Courtesy @Galleria Raffaella Cortese

kaufmann repetto

Nello stand di kaufmann repetto erano presenti: Andrea Bowers, Katherine Bradford, Latifa Echakhch, Simone Fattal, Anthea Hamilton, Judith Hopf, Dianna Molzan, Adrian Paci, Nicolas Party, Lily van der Stokker, Pae White, ne abbiamo parlato con Francesca Kaufmann.

Cosa ne pensate di questa prima edizione di Paris+ par Art Basel?

"Ho trovato questa edizione piena di energia e ricca di visitatori". 

Ci racconta la scelta curatoriale per la selezione degli artisti?

"Come sempre abbiamo realizzato un progetto strutturato con uno studio curatoriale in cui è molto presente la natura, rappresentata dai lavori di Andrea Bowers, con “Chandeliers of Interconnectedness” (The world is so beautiful even as it burns; Quote used by permission of Terry Tempest Williams) del 2022, Judith Hopf, con “Endless Trees #1” del 2021. Come sempre c’è una prevalenza di artiste donne, con lo scopo di riflettere il programma della galleria che è di grande presenza femminile". 

Quale artista sta avendo più successo?

"Il pubblico ha apprezzato molto Simone Fattal, artista di origine siriana, presente in fiera con la scultura di bronzo “The Master” del 2021, ma anche Latifa Echakhch con “Night Time (As Seen by Sim Ouch)” del 2022 ha attirato molta attenzione perché rappresenta la Svizzera alla Biennale di Venezia. Inoltre, è stato molto apprezzato Nicolas Party con il trittico “Portrait with Ruins” del 2022, suo primo lavoro su rame realizzato per il Poldi Pezzoli di Milano". 



kaufmann repetto, Paris+, par Art Basel 2022. Courtesy of kaufmann repetto Milano / New York



kaufmann repetto, Paris+, par Art Basel 2022. Courtesy of kaufmann repetto Milano / New York

Le gallerie Massimo e Francesca Minini

Massimo e Francesca Minini condividono lo stand presentando un dialogo tra artisti dal decennale sodalizio con la storica galleria di Brescia (che l’anno prossimo compirà cinquant’anni) e recenti collaborazioni con artisti emergenti e mid-career. Due grandi dipinti di Anish Kapoor – protagonista di una doppia mostra personale recentemente conclusasi a Venezia, nelle location di Palazzo Manfrin e Gallerie dell’Accademia – si accompagnano ad opere storiche di Carla Accardi – inclusa da Cecilia Alemani nella 59a Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia -, una recente opera di Sheila Hicks, sculture di Elena Damiani e Haris Epaminonda, oltre che opere di Flavio Favelli e Landon Metz in dialogo con lo spazio. Abbiamo intervistato Maria Bassi, collaboratrice delle due gallerie.


Cosa ne pensate di questa prima edizione di Paris+ par Art Basel?

"Siamo molto contenti della nuova direzione che ha garantito l’affluenza di un vasto pubblico proveniente da tutta Europa, ma anche dall’America (del Sud soprattutto) e dall’Asia. Questa prima edizione è stata per noi di successo, un grande grazie e congratulazioni ai Direttori Vincenzo De Bellis, Marc Spiegler e Clément Delépine. Ci auguriamo di poter continuare questa positiva collaborazione con Paris plus, certi che il ritorno alla storica sede del Grand Palais possa sancirne definitivamente il successo a livello globale".


Ci racconta la scelta curatoriale per la selezione degli artisti?

"Gli artisti presentati sanciscono il legame tra le due gallerie, quella di Massimo Minini a Brescia e quella di Francesca Minini a Milano. La scelta curatoriale è incentrata sulla presenza di due grandi dipinti di Anish Kapoor, artista di fama internazionale con cui lavoriamo dagli anni ’90. Massimo Minini ha voluto puntare su mostrare un aspetto meno noto ma altrettanto importante della ricerca artistica di Anish Kapoor, principalmente noto per le sue opere scultoree e installative, sostenendo le scelte già presentate dall’artista e dal curatore Taco Dibbits in occasione della doppia mostra di Venezia. A questi dipinti si accompagna un’importante opera realizzata da Carla Accardi nel 1965 e capolavori di Sheila Hicks, Elena Damiani, Haris Epaminonda, Flavio Favelli e Landon Metz".



Massimo e Francesca Minini, Paris+ par Art Basel 2022. Courtesy Galleria Massimo Minini e Francesca Minini, Ph. Sebastiano Pellion di Persano



Massimo e Francesca Minini, Paris+ par Art Basel 2022. Courtesy Galleria Massimo Minini e Francesca Minini, Ph. Sebastiano Pellion di Persano


In occasione di Art Basel Paris + non poteva certo mancare Galleria Continua, galleria italiana internazionale, che ha presentato opere d'arte di Daniel Buren, Anish Kapoor, Antony Gormley, Michelangelo Pistoletto e Adel Abdessemed a cui la galleria parallelamente ha dedicato il solo show “Out, Out, Brief Candle” nella sua sede parigina, con opere di produzione recente che riflettono i pensieri dell’artista su temi attuali come la guerra in Ucraina o alle vittime del mare, a cui dedica il video “Jam proximus ardet la dernière”, girato dal vivo nel 2021, che riprende in primo piano l’artista a bordo di una nave infuocata.  



Foto di Elisabetta Roncati. Galleria Continua, Paris+ par Art Basel 2022



Foto di Margherita Strada. Adel Abdessemed, “Jam proximus ardet la dernière”, video, 2021

Opinione personale dell’autore
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Margherita Strada si è formata come storica dell’arte contemporanea presso l’Università Cattolica Del Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato nell’arte contemporanea in Italia e all’estero. Nel 2015 inizia la sua collaborazione con Cortesi Gallery nella sede di Lugano come Gallery assistant e successivamente nel 2017 diventa Exhibition coordinator, PR e Social Media Manager nella sede di Milano. Presso Cortesi Gallery segue e produce diverse mostre e progetti editoriali. Nel 2019 inizia la sua collaborazione come curatrice interna e coordinatrice editoriale presso BUILDING Gallery di Moshe Tabibnia. Per BUILDING segue e produce diverse mostre. Nel 2020 lavora per la società Testa per Testa, fondata da Gemma De Angelis Testa, per promuovere e produrre mostre dedicate ad Armando Testa, padre della pubblicità italiana e artista internazionale. Nel 2020 è Assistant Collector Manger della Collezione di Gemma De Angelis Testa. Nel 2022 è partner/associata di Vera Canevazzi Art Consulting come Art Consultant e PR e Social Media Manager.

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