Arte e cultura in villa, Octavio Floreal a Mazzè

Giorgia Ligasacchi
Giorgia Ligasacchi
13.6.2022
Tempo di lettura: 4'
La storica Villa Occhetti ospiterà INDAGINE VI ’22, mostra a cielo aperto firmata da Octavio Floreal, in un dialogo rispettoso e armonico con i suoi preziosi spazi e il parco

Sabato 25 giugno, presso il parco della preziosa Villa Occhetti, storica residenza situata a Mazzè nel Canavese (Via Pescatore), inaugura INDAGINE VI ‘22, mostra scultorea a cielo aperto firmata dall’artista contemporaneo Octavio Floreal, a cura dell’Associazione Culturale ANABASI e con il supporto del team arte di Pavesio e Associati with Negri-Clementi. L’installazione – patrocinata della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e del Comune di Mazzè – è visitabile tutti i fine settimana o su appuntamento fino a domenica 4 settembre 2022.

L’artista. Octavio Floreal è nato 56 anni fa a Las Palmas de Gran Canaria, porto di scambio culturale tra tre diversi continenti e un luogo affascinante che ha profondamente segnato la sua personale visione del mondo e ricerca artistica. Dopo la laurea in Belle Arti all’Università La Laguna di Tenerife e il diploma in Arti Grafiche alla Reale Accademia di Belle Arti di Anversa, l’artista spagnolo è protagonista di diverse personali e collettive. Nel 2002 si trasferisce a Roma ed entra in contatto con l’ambiente artistico tricolore, dove organizza la sua prima mostra in Italia (2005), Il Nuovo Mondo, alla Galleria L’Union Arte Contemporanea, co-prodotta dalla Fondazione VOLUME!.

Octavio Floreal

INDAGINE 14II’22, 2022
Ferro e legno
cm 259x177x85
Installation view mostra INDAGINE VI ’22

Photo Courtesy Max Tomasinelli 


Poliedrico e versatile, Octavio Floreal è un artista dalla personalità forte e decisa che non ha mai voluto confinare o limitare la propria produzione artistica a un unico genere, al contrario ha sempre spaziato e sperimentato con linguaggi e medium molto diversi. Inizia a fare arte con l’idea un po’ bohémien e romantica che l’arte aiuti a capire “l’oceano delle incognite esistenziali” e non a caso il lavoro di Floreal è contaminato dalle proprie esperienze di vita, è la sostanza che nutre il suo percorso e che suscita nello spettatore pensieri universali e condivisi. “Sono frammenti di significati che poi ricompongo, trasportando questi aspetti dalla realtà fino all’esperienza visuale, utilizzando gli elementi che – a una prima vista – assecondano la comprensione collettiva, ma allo stesso tempo entrano nel gioco dell’invisibile dei nostri sentimenti e quindi dell’incomprensibile”, spiega l’artista.

Octavio Floreal
INDAGINE e VILLA OCCHETTI, QUARTO e QUINTO MOVIMENTO, 2022
Installation view mostra INDAGINE VI ’22

Photo Courtesy Max Tomasinelli 

Spazio, tempo, vuoto, limiti, superfici bidimensionali e tridimensionali, sono gli elementi fondanti e primigeni della sua stessa esperienza e del suo universo creativo. Il concetto di spazialità, in particolare, è la vera ossessione di Floreal che traduce come combinazione di struttura (linea) e senso (colore). Dapprima sperimentando con la pittura, è con la scultura che riesce a giungere a soluzioni consapevolmente innovative, avventurandosi in composizioni ermetiche, quasi mitologiche, e questo grazie all’utilizzo del ferro, che combina con la pittura.

Octavio Floreal
INDAGINE 16IV’22
e INDAGINE III’22, 2022
Installation view mostra INDAGINE VI ’22

Photo Courtesy Max Tomasinelli 

L’Opera. L’Opera di Octavio Floreal si struttura in 4 filoni o colonne portanti – Segundo Origen, Il Nuovo Mondo, Sentio Ergo Sum e Indagine – che presentano lavori mutevoli nel tempo attraverso cui l’artista cerca in primo luogo di approfondire temi universali, che da sempre caratterizzano e affliggono la storia dell’umanità. Dalla ricerca della vera essenza dell’essere umano alla mitologia, e in un secondo momento di esaminare sé stesso nel profondo e di ritrovare il suo bisogno artistico ed espressivo individuale.

Octavio Floreal

INDAGINE e VILLA OCCHETTI, PRIMO MOVIMENTO, 2022
Ferro
Installation view mostra INDAGINE VI ’22

Photo Courtesy Max Tomasinelli 


INDAGINE, focus della mostra a Villa Occhetti, è l’ultimo blocco che compone la sua Opera e la riassume tutta. L’etimologia della parola “indagine” dal latino indago-ginis – definizione di attività teorica e pratica indirizzata alla conoscenza o alla scoperta di qualcosa e sinonimo di analisi, esame, esplorazione, osservazione, ricerca e studio – è esplicativa dell’obiettivo che l’artista si pone. Floreal, con questo nuovo corpus, riflette la difficoltà del comprendere un artista attraverso un singolo lavoro e la necessità oltre che l’utilità di osservare la produzione di un artista nella sua interezza, partendo del generale per arrivare al particolare.

Octavio Floreal

(dettaglio) INDAGINE 27IV’22, 2022 Ferro e legno,
cm 310x140x85
Installation view mostra INDAGINE VI ’22

Photo Courtesy Stefano Roggero 

Per riconoscere il valore e il significato è imprescindibile porsi al di fuori dal tempo e al di là del suo percorso di vita, in una dimensione contemplativa che permetta di coglierne le sfumature. Tutti gli elementi di cui si serve fanno parte di momenti creativi avvenuti in differenti periodi del suo percorso, alcuni appartengono al linguaggio di Floreal da sempre, altri, invece, si sono aggiunti successivamente. Questi tasselli, che spesso citano i capolavori della storia dell’arte, disposti vicini tra loro a creare la scultura in bianco e nero, simboleggiano il segno nero di una penna su un foglio bianco, sottolineando il senso di scrittura e narrazione delle opere.

Octavio Floreal

(dettaglio) INDAGINE 16IV’22
e INDAGINE III’22, 2022
Installation view mostra INDAGINE VI ’22

Photo Courtesy Max Tomasinelli 

L’artista si fa, dunque, scrittore e narratore della propria arte, utilizzando il ferro in un’unica linea, proprio come quando si scrivono le parole, senza interruzione fisica o logica. “Ogni figura nasce da una sola linea continua, che ricorda la scrittura. Così come un testo va letto nella sua interezza per essere compreso, ugualmente si può cogliere il pensiero di un artista solo attraverso la conoscenza della sua intera produzione”, sottolinea la curatrice Vittoria Massucco. Le proporzioni tra tutte le unità scompaiono e le dimensioni degli oggetti sono uguali indipendentemente da cosa essi rappresentino.

Una mano è grande quanto una persona, così come un letto è grande come un fiore. Tale ribaltamento si deve alla volontà dell’artista di non rappresentare la realtà ma i concetti e le icone, che non hanno alcuna corresponsione con essa. Tutti questi elementi concorrono a definire quella che lui chiama la “mitologia dell’artista”. 

La Mostra. La personale INDAGINE VI ’22 – il cui titolo fa riferimento al mese e all’anno di inaugurazione della mostra – presenta il frutto di questa lunga ricerca, iniziata nel 1993, e che negli anni si è evoluta da piccoli disegni in matita su carta alle grandi sculture e installazioni in ferro e legno. L’esposizione che Floreal presenta a Mazzè si pone in un dialogo rispettoso e armonico con gli spazi di Villa Occhetti e con il suo parco, stabilendo un rapporto di continuità con la stessa, e un ponte tra passato e futuro.

Il percorso espositivo inizia dall’ampio prato antistante la Villa, dove la sferica e mobile INDAGINE 15V ‘22 si contrappone alle due sculture dialoganti INDAGINE 16IV ’22 e INDAGINE III ’22, in cui i simboli in ferro prendono vita da supporti lignei deformati, che l’artista ha ricavato da tronchi di alberi della Villa stessa, trasformandoli in un punto di congiunzione fisica tra il parco e l’esibizione. La mostra prosegue poi negli spazi dell’orangerie con l’installazione site specific INDAGINE e VILLA OCCHETTI, PRIMO MOVIMENTO.

 

Octavio Floreal
INDAGINE e VILLA OCCHETTI, SECONDO MOVIMENTO, 2022
Ferro
cm 300x100x10
Installation view mostra INDAGINE VI ’22

Photo Courtesy Max Tomasinelli 

Qui i simboli dell’artista si espandono come attraversati da una volontà propria lungo la parete antica. In opposizione a questa, sull’altro lato, si trova INDAGINE II ’22 dove le figure sono rinchiuse all’interno della canonica cornice. Frontalmente si incontra l’opera monumentale INDAGINE 6IX ’22, in cui il grande supporto bianco del quadro viene animato da sciami brulicanti delle icone di Floreal in formato minuscolo, mentre una curiosa apertura nella parete invita lo spettatore a confrontarsi con il lavoro INDAGINE e VILLA OCCHETTI, TERSO MOVIMENTO, illuminato al fondo di un corridoio buio e angusto. 

Spostandoci poi nell’edificio a fianco, ex casa del custode, una stretta scala conduce il visitatore a due stanze altrettanto scure, dove le installazioni a muro INDAGINE II ‘21, INDAGINE, VILLA OCCHETTI, QUARTO MOVIMENTO, INDAGINE e VILLA OCCHETTI, QUINTO MOVIMENTO vengono proiettate e dilatate da fonti luminose in un gioco avvolgente e sorprendente, in cui le dimensioni della realtà e della sua proiezione si confondono.

 

Octavio Floreal
INDAGINE e VILLA OCCHETTI, TERZO MOVIMENTO, 2022
Ferro e luce
Installation view mostra INDAGINE VI ’22

Photo Courtesy Max Tomasinelli 

Il percorso espositivo ritorna all’aperto, dove il visitatore è accompagnato in una passeggiata finale lungo il Viale dei Ciliegi da INDAGINE e VILLA OCCHETTI, SEGUNDO MOVIMENTO dalla verticalità grandiosa, situata in relazione con il passato storico dell’ex campo da tennis della Villa, culminando poi sulla terrazza panoramica da cui è possibile ammirare tutto il paese e il territorio circostante. Qui la mostra trova la sua conclusione con l’ultima scultura della serie, caratterizzata dallo stesso supporto ligneo delle prime opere. 

La Villa. Villa Occhetti è una residenza ottocentesca costruita dai signori Tecchia, nota famiglia del canavese e poi acquistata nel 1836 dal Cavaliere Giovanni Battista Basco, ricco borghese di Torino, che la ristrutturò e ne ampliò gli spazi. Alla sua morte passò in eredità alla figlia Virginia che, con il supporto progettuale del Cavalier Capello, completò i lavori del parco, dove ancora oggi si contano cospicue e rare specie di piante.

Nel corso del tempo, i grandi saloni della Villa, affrescati dai pittori Luigi Morgari e Giorgio Ceragioli, sono stati testimoni del passaggio di ospiti illustri, tra i quali si annoverano Camillo Benso Conte di Cavour e Francesco De Sanctis, noto letterato che intrattenne una fitta relazione epistolare con Virginia. Seguirono le visite nel 1914 del suo allievo Benedetto Croce che, in onore del maestro, curò la raccolta Lettere a Virginia, in cui la Villa è spesso citata e descritta. Oggi la tenuta si estende dal piano basso del paese fino alla punta della collina, detta Bicocca, da cui si gode di uno splendido panorama sulla Dora e sulle colline di Masino e della Serra di Ivrea.

Le famiglie Occhetti e Quaglino, proprietarie dal 1942, continuano a conservare lo storico complesso residenziale nella sua integrità e a valorizzarlo attraverso iniziative culturali che spaziano dal cinema e spettacoli all’aperto, alla presentazione di libri e rassegne fino all’arte contemporanea, in dialogo continuo con il territorio che lo ospita.

 

Octavio Floreal INDAGINE II’22, 2022 Ferro
cm 150x130x12

Photo Courtesy Max Tomasinelli 

Conclusioni. La mostra INDAGINE VI ‘22 è un esempio concreto di progetto artistico site specific pensato e sviluppato per continuare a dare vita e dinamicità a un luogo speciale ma lontano dai tradizionali itinerari culturali e turistici. “L’evento artistico ambisce a creare una conversazione che unisca gli spazi storici e umani, la natura esotica del parco e la contemporaneità dei simboli archetipici di Octavio Floreal. Il tentativo di avvicinare l’arte contemporanea a territori inconsueti e limitrofi è un atto di cambiamento rispetto a un sistema che sovente allontana un pubblico decentrato rispetto all’ambito artistico e culturale”, precisa la curatrice.

È, quindi, una bella opportunità sia per visitare una residenza privata, portatrice di ricordi e testimonianze storiche che – per l’occasione – apre le porte della Villa e del suo parco al pubblico, sia per scoprire da vicino l’universo creativo di un artista contemporaneo che ci invita a compiere un viaggio nel tempo dove la materia svanisce e si converte in idea attraverso la luce, con tutta la sua carica magica e magnetica.

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Giorgia Ligasacchi, nata e vissuta a Milano, è specializzata in mercato dell’arte e art advisory. Dopo collaborazioni con istituzioni museali e compagnie assicurative, oggi fornisce alla clientela di Pavesio e Associati with Negri-Clementi Studio Legale servizi di consulenza e assistenza specialistica nel settore fine art, orientandoli nei mercati dell’arte antica, moderna e contemporanea e offrendo soluzioni ad hoc per la creazione, la gestione, la valorizzazione, la protezione e il mantenimento del patrimonio artistico.

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