Karl Lagerfeld, la collezione all'asta: iconici i guanti senza dita

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
17.1.2022
Tempo di lettura: 3'
Sono circa 1200 i lotti all'incanto del Karl Lagerfeld Estate, la collezione personale del designer tedesco ma naturalizzato francese. All'appello manca ancora l'ultima delle tre aste in programma da Sotheby's
Per Karl Lagerfeld, leggenda della storia della moda contemporanea scomparso nel febbraio 2019, gli oggetti vivevano in funzione della persona che li possedeva, e non viceversa. Per questa ragione, già vent'anni fa il designer aveva espresso una precisa volontà al vice presidente di Sotheby's Francia, Pierre Mothes: “non vorrei mai essere rinchiuso in un mausoleo, come un faraone” aveva chiosato Lagerfeld. “Non voglio essere il curatore della mia stessa collezione”.

Un punto di vista, quello dell'ex direttore di alcune tra le più importanti maison, Chanel e Fendi in primis, che non è sembrato essere condiviso dagli ammiratori, appassionati e collezionisti radunatisi presso le sale di Sotheby's a dicembre 2021, prima a Monaco (3-5 dicembre) e poi a Parigi (14-15 dicembre), oltre che online, per aggiudicarsi un oggetto appartenuto a Lagerfeld. Nonostante all'appello manchi ancora l'ultima sessione di un'asta in tre atti, che si concluderà a Colonia il prossimo marzo, la vendita della collezione di KL ha fino ad ora raccolto più di 16 milioni di euro. Il pezzo più iconico? I guanti di pelle senza dita di Chanel, cifra stilistica del designer e pezzo mai assente nella sua mise, il cui lotto più costoso è andato all'incanto per 47,880 mila euro. “Per Mr. Lagerfeld” ha ricordato Mothes al New York Times “indossarli era un gesto di cortesia ereditato dal secolo precedente, dove l'età non viene mai imposta agli altri. Era anche un modo per mantenere libere le dita mentre disegnava. E, allo stesso tempo, ogni persona in questo pianeta li riconosceva come parte del suo personaggio, insieme agli occhiali da sole e alle giacche sfiancate”.


Cinque paia di guanti di pelle senza dita Chanel, circa 2000, €47,880. Courtesy: Sotheby's.


 

La collezione Lagerfeld all'asta, da Koons alle borse Chanel


Non solo guanti, tuttavia, tra i 1200 i lotti radunati dalle cinque case di Lagerfeld offerti dalla casa d'aste. Tutte e cinque in Francia, dall'appartamento al diciannovesimo piano della torre Millefiori di Monaco a quelli al 17 quai Voltaire e all'8 rue des Saint-Pères a Parigi, dalla villa ottocentesca a Louveciennes accanto a Versailles fino allo studio al 15 rue des Saint-Pères. Collezionisti e appassionati si sono infatti aggiudicati (e potranno ancora farlo a Colonia) anche opere d'arte di Takashi Murakami e Jeff Koons, oggetti di design di Memphis e Szekely, tre Rolls Royce e una selezione di capi dal suo guardaroba personale firmati Dior, Saint Laurent e KL, ça va sans dire.

Tra i lotti più interessanti all'incanto, una borsa Chanel recante il pass dell'edizione 2010 della Fiera internazionale d'arte contemporanea parigina (Fiac), aggiudicata per 94,500 euro. Ma anche il tavolo Blanche (2007) del designer Martin Szekely, venduto per 264,600 euro, o il disegno autografo del 1985 Anna et Jacques au Louvre a 50,400 euro. Tra i capi di abbigliamento, una giacca in lana nera dell'inverno 2008 di Dior (35,280 euro) e una giacca in velluto nero dell'inverno 2016 di Yves Saint Laurent (17,640 euro); tra gli accessori, un set di valige di Goyard (20,160 euro); tra l'argenteria, un servizio di posate del 1950 di Jean Després (23,940 euro).


Borsa a mano in pelle di agnello nera e hardware in argento Chanel,
circa 2010, €94,500. Courtesy: Sotheby's.


 

Karl Lagerfeld, da Fendi a Chanel fino a Choupette


Nato ad Amburgo nel 1933, Karl Otto Lagerfeld “è stato l'ultimo mostro sacro della sua generazione, senza equivalenti” ha ricordato Mothes. Due anni dopo il trasferimento a Parigi, nel 1955 il designer comincia la sua carriera vincendo nella categoria capispalla di un concorso cui aveva partecipato anche Yves Saint Laurent, di cui diventa stretto amico. Dopo la vittoria viene notato da Pierre Balmain, per cui lavora come assistente per tre anni per poi spostarsi da Jean Patou. Nel 1964 inizia la carriera da freelance per diversi brand tra cui Chloé, Krizia e Valentino. Fino al 1967, quando viene assunto da Fendi per portare una ventata d'aria fresca alla linea di pellicce. Passa alla fama mondiale nel 1980, quando diventa direttore artistico di Chanel, riportando la maison a nuova vita: sua l'ideazione dell'iconico logo a doppio monogramma intrecciato riportante le “c” di Coco Chanel. Nel 2019, Lagerfeld si spegne in seguito a complicanze di un cancro al pancreas. La sua persona, influenza e carriera viene celebrata nel corso dell'evento Karl For Ever del giugno seguente, quando al Grain Palais di Parigi si riuniscono 2500 persone per rendergli omaggio, grazie a performance musicali e letture, oltre che a una retrospettiva di alcuni tra i suoi più importanti design e di circa 60 ritratti del designer.

Del Karl Lagerfeld Estate nessuna traccia del beneficiario. Voci di corridoio vogliono tra i principali eredi la sua amatissima gatta di razza birmana, Choupette, “che possiede una piccola fortuna, è un'ereditiera” come aveva affermato lo stesso designer in un'intervista a Le Figaro nel 2015.  Tuttavia, i nomi effettivi rimangono ancora confidenziali.


Giacca in lana nera collezione inverno 2008 Dior, €35,280. Courtesy: Sotheby's.



Martin Szekely, Tavolo Blanche (2007), €264,600. Courtesy: Sotheby's.



Servizio di posate del 1950 di Jacques Després, €23,940. Courtesy: Sotheby's.




Sotheby's Parigi prima della seconda asta. Credits: AP Photo/Thibault Camus

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