Investire nei vinili, un “Tfr" per Millennial

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Alberto Battaglia
30.6.2021
Tempo di lettura: 3'
Alcune edizioni limitate in vinile di grandi artisti si rivelano, con grande frequenza, ottimi affari: le regole per valutare l'acquisto

Il mercato del vinile continua a crescere, trainato dagli acquisti dei giovani

Il Record Store Day è l'occasione ideale per andare a caccia di edizioni altamente collezionabili

Nel 2020 i ricavi delle vendite di musica su supporti fisici sono diminuite del 4,7%, a 4,2 miliardi di dollari a livello globale. Ma sono i CD ad aver perso appeal. Al contrario, le vendite di dischi in vinile, secondo l'ultimo IFPI Global Music Report, sono accelerate ulteriormente, con un aumento dei ricavi del 23,5% (nel 2019 l'aumento era stato del 6,1%). Quali, fra i tanti vinili che oggi si trovano in vendita, si possono rivelare anche un buon investimento?

Diciamolo subito: un disco in vinile costa mediamente di più rispetto alla versione in compact disc della stessa uscita e, nella gran parte dei casi, non offre rilevanti prospettive di rivalutazione nel tempo. In linea generale, dunque, l'acquisto di questo supporto andrebbe preferito se affascinano le sue caratteristiche estetiche e sonore - non per mettere a frutto il proprio denaro. Le opportunità di investimento, però, ci sono: basta cercare quelle giuste. Nello stilare una piccola guida su come individuarle ci serviremo dei dati di Discogs, il più grande marketplace per la vendita di dischi online. Le valutazioni di questo e-commerce specializzato offrono alcune delle rappresentazioni statisticamente più accurate sul valore dei dischi sul mercato.
La regola che determina i prezzi dei vinili, come per tutte le cose, è sempre quella della domanda e dell'offerta. Di conseguenza, individuare una nuova uscita discografica in particolari edizioni limitate è di solito un buon punto di partenza quando si intende acquistare in vinile per mantenere e, con buona probabilità, aumentare il valore della propria collezione.
Il Record Store Day (Rsd), l'appuntamento annuale nato nel 2008 e dedicato ai negozi di dischi indipendenti, offre alcune delle migliori occasioni d'acquisto di vinili per investire sul mercato del nuovo, afferma un recente articolo di Discogs. In occasione di ciascun Rsd, vengono introdotte sul mercato edizioni speciali e a tiratura limitata: in molti casi si tratta di dischi già molto noti. In questi casi ci sono i migliori presupposti per una rivalutazione futura. Un esempio fra i più eclatanti: l'album “1989” di Taylor Swift, prodotto in 2500 copie per il Rsd 2018 ha oggi un valore mediano su Discogs di 490 dollari ed è attualmente il settimo disco più costoso fra le edizioni speciali del Record Store Day. Al terzo posto della medesima classifica troviamo “Sweet Thrash” di Paul McCartney, una release stampata in 100 copie (e in punta di piedi) nel 2015. Oggi ha un valore mediano sui 1000 dollari.
Molti dei dischi che si trovano ai primi posti della classifica delle uscite Rsd più costose corrispondono a edizioni ultra-limitate che difficilmente capitano sotto mano nei negozi. Citiamo qualche esempio più accessibile. Nel 2020 alcune delle migliori occasioni “alla portata di tutti” sono state l'album “A diamond in the mind” dei Duran Duran (che oggi vale fino a 150 dollari) o “Let It Bleed” dei Rolling Stones in vinile multicolore (fino a 300 dollari). Rispetto al prezzo di listino di un disco in vinile, compreso di solito fra i 20 e 35 euro, si tratta pur sempre di ottimi “ritorni”.

Limitarsi ad acquistare dischi molto noti, tuttavia, non costituisce affatto una garanzia ai fini dell'investimento. I collezionisti, di solito, tendono a convergere su edizioni “variate” a tiratura limitata, oppure verso le stampe che si sono rivelate particolarmente felici come resa sonora. Escludendo il più complesso approccio legato alle qualità intrinseche della stampa, poco adatte ai non cultori della materia, le regole da seguire per “fare centro” sono relativamente semplici.

La prima, secondo Discogs, è “cercare le edizioni limitate di grandi artisti o di culto”. Edizioni limitate, d'accordo, in quale misura? “Una tiratura di 15.000 copie di qualcosa come la versione mono di “The Piper at the Gates of Dawn” dei Pink Floyd di solito indica che potrai ancora acquistarne una anni dopo a un prezzo ragionevole. Al contrario, il Record Store Day 2012 ha distribuito solo 2.000 copie del picture disc Starman di David Bowie”, che oggi vale, in condizioni pari al nuovo, circa 300 dollari.

Se ci si è persi il Record Store Day (nel 2021 si è tenuto il 12 giugno), si può pensare di mettersi alla ricerca di buone occasioni sull'usato. “Per una versione Rsd di qualsiasi anno, cerca sempre gli articoli che non sono stati aperti e sono immacolati”, suggerisce Discogs, e “scegli come target artisti grandi o di culto che manterranno una base di collezionisti”. L'ultima nota è dolente, soprattutto per chi ama ascoltare i vinili e non solo esporli nella sua discoteca: il valore dell'investimento sarà massimo se i dischi ancora sigillati o in condizioni assai prossime al nuovo.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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