Più consumi di lusso all’aumentare della ricchezza? Dipende

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Una piccola isola tropicale a forma di mezzaluna, con sabbia bianca e gruppi di palme verdi, circondata dall'acqua cristallina dell'oceano: una destinazione ideale per vacanze di lusso, dove la pace incontra il paradiso.

Quanti sono gli individui più ricchi del pianeta? Come si muove il loro patrimonio e la domanda di beni di lusso? Secondo Ubs, la ricchezza mondiale è cresciuta di quasi il 5% nel 2024, segnando il secondo anno consecutivo di crescita dopo il -3% nel 2022. Quali i diversi effetti sul consumo degli asset posizionali?

Indice

Consumi di lusso e ricchezza, una relazione non scontata

I clienti della fascia altissima del lusso, ovvero lo 0,1% dei consumatori hanno generato nel 2024 quasi un quarto (23%) della spesa totale per beni di lusso personali (dati Boston Consulting Group 2025). Nel 2013 era stato il 12%.

Al contrario, i clienti aspirazionali (96% dei consumatori e il 61% della spesa, in calo dal 74% nel 2013), hanno mostrato una crescita stagnante in termini nominali nell’ultimo decennio, con un calo del 35% nel 2024. Lo si evince dalle pagine dell’Art Basel and Ubs Survey of Global Collecting 2025. Vi si legge: «Ciò che un tempo rappresentava la porta d’ingresso al lusso, ora si sta chiudendo, poiché il sogno diventa sempre più difficile da permettersi». Il fatto è che, come si leggerà più avanti, di pari passo con l’ingente aumento delle ricchezze mondiali, aumenta la diseguaglianza nella loro distribuzione.

Come cambiano i consumi di beni di lusso al variare della ricchezza?

Una maggiore disuguaglianza economica si accosta spesso a un rafforzamento della domanda nei mercati del lusso e dell’arte. In alcuni casi, società più diseguali possono generare maggiore competizione per lo status e ansia sociale. Questo può portare a una “consumazione vistosa” (conspicuous consumption) più marcata tra le fasce di ricchezza inferiori, nel tentativo di “tenere il passo”. Ciò comporta una serie di conseguenze potenzialmente negative, tra cui l’aumento dell’indebitamento dei consumatori.


All’aumentare della disuguaglianza, può anche verificarsi una rinuncia al lusso estremo, invece che un tentativo di emulazione, se la percezione della mobilità sociale appare meno probabile. In casi estremi, l’aumento dell’ineguaglianza potrebbe minacciare lo sviluppo a lungo termine del mercato dell’arte, il quale potrebbe restringersi ulteriormente ai soli pezzi estremamente costosi, un segmento che, come accaduto negli ultimi anni, è altamente vulnerabile ai rischi e ai limiti di crescita globali.

A seconda della cultura del paese, l’ineguaglianza può fungere da stimolo o da deterrente al consumo. È interessante notare per esempio che negli Stati Uniti un aumento della disuguaglianza porta a una maggiore domanda di beni di lusso, mentre in Europa accade il contrario.

Da dove nascono i consumi di beni di lusso, andamento della ricchezza mondiale negli ultimi 10 anni

Pochissime persone – l’1,6% della popolazione mondiale – detengono una quota crescente (al momento, il 48%), della ricchezza globale: nel 2010 ne possedevano meno del 40%. Secondo Ubs (2025), la ricchezza mondiale è cresciuta di quasi il 5% nel 2024, segnando il secondo anno consecutivo di crescita dopo il –3% nel 2022 (una delle sole tre contrazioni negli ultimi vent’anni: le altre due si erano verificate nel 2015 e nel 2008).

Non tutte le zone sono cresciute allo stesso modo. Europa e Medio Oriente hanno guidato la crescita nel 2023. Tuttavia nel 2024 la forte performance dei mercati finanziari negli Stati Uniti ne ha determinato una maggiore espansione della ricchezza (+11%, a fronte di una crescita mondiale del 2% rispetto all’anno precedente). Ponderando per la popolazione, la crescita della ricchezza negli Stati Uniti nel 2024 è stata del 12%, contro circa il 3% di Cina e Sud-Est asiatico. Europa occidentale e America centrale e meridionale hanno invece registrato variazioni annuali negative (–1% e –4% rispettivamente).

Dopo il picco del 2021, la crescita del patrimonio dei più ricchi ha rallentato. Nel 2022 infatti, la popolazione globale di milionari è diminuita: –5% gli individui, –6% la ricchezza (il valore delle attività finanziarie nei portafogli dei più ricchi è sceso), anche se entrambi i livelli sono rimasti superiori a qualsiasi anno precedente al picco del 2021. La traiettoria positiva è ripresa per i più ricchi nel 2023 e nel 2024. All’inizio del 2025, si contavano 60 milioni di “milionari in dollari” nel mondo (+685.000 unità rispetto all’anno precedente), con una ricchezza stimata in 226,5 mila miliardi di dollari (+7% su base annua). In generale, dal 2015 al 2024, il numero dei milionari è aumentato di oltre l’80% e la loro ricchezza è raddoppiata.

Dove si trova il maggior numero di milionari e miliardari?

Gli Stati Uniti rappresentano il 40% della popolazione mondiale di milionari nel 2024, stabile rispetto al 2023 e davanti alla Cina (inclusa la Cina continentale e Hong Kong) con il 12%. Francia, Giappone e Germania rappresentano un ulteriore 14%, ossia circa due terzi dei milionari del mondo si trovavano in queste cinque regioni.

Nel 2024, il numero di milionari negli Stati Uniti è cresciuto solo dell’1% su base annua, il che equivale a un’aggiunta media di quasi 1.000 nuovi milionari al giorno. La Cina ha invece aggiunto in media 386 unità al giorno nello stesso periodo. In Giappone si sono persi quasi 100 milionari al giorno, anche se ciò si deve in parte a questioni valutarie, poiché la ricchezza è misurata in dollari Usa, mentre lo yen è in deprezzamento. Anche l’ineguaglianza nella distribuzione della ricchezza globale è aumentata.

Non necessariamente milionari: quanti sono i “benestanti”?

La quota di ricchezza del livello immediatamente inferiore ai milionari (da 100.000 a 1 milione di dollari) è rimasta relativamente stabile. La popolazione di questo segmento è tuttavia cresciuta.
Il numero di adulti con ricchezza personale superiore a 100.000 dollari è raddoppiato come quota della popolazione mondiale, passando da circa 9% nel 2000 a 18% nel 2024.

I non benestanti

Parallelamente, il livello più basso (sotto i 10.000 dollari) ha registrato il calo maggiore nella quota di popolazione, scendendo del 16% in cinque anni, al 41% nel 2024. Sebbene ciò possa suggerire una certa mobilità verso l’alto, la maggior parte del movimento è avvenuta solo verso la fascia immediatamente superiore (10.000–100.000 dollari), senza un’espansione significativa del potere d’acquisto, poiché l’inflazione ha eroso parte dei guadagni.

Domande frequenti su Più consumi di lusso all’aumentare della ricchezza? Dipende

Qual è stata la quota di spesa per beni di lusso personali generata dai clienti della fascia altissima nel 2024?

I clienti della fascia altissima del lusso, rappresentanti lo 0,1% dei consumatori, hanno generato il 23% della spesa totale per beni di lusso personali nel 2024. Questo dato è in aumento rispetto al 12% registrato nel 2013, evidenziando una concentrazione della spesa di lusso.

Come è cambiata la spesa dei clienti 'aspirazionali' nel settore del lusso negli ultimi dieci anni?

I clienti 'aspirazionali', che rappresentano il 96% dei consumatori, hanno mostrato una crescita stagnante in termini nominali nella spesa per beni di lusso nell'ultimo decennio. La loro quota di spesa è diminuita dal 74% nel 2013 al 61%.

Quale gruppo di consumatori ha contribuito maggiormente alla crescita della spesa per beni di lusso?

La crescita della spesa per beni di lusso è stata trainata principalmente dai clienti della fascia altissima, lo 0,1% dei consumatori. Il loro contributo è quasi raddoppiato tra il 2013 e il 2024.

Qual è la principale tendenza che emerge dall'analisi dei consumi di lusso?

La principale tendenza è una crescente polarizzazione della spesa per beni di lusso. I consumi si concentrano sempre più nella fascia altissima, mentre la crescita dei consumi 'aspirazionali' ristagna.

Quali dati supportano l'affermazione che la relazione tra ricchezza e consumi di lusso non è scontata?

Il calo della quota di spesa dei clienti 'aspirazionali', nonostante rappresentino la maggioranza dei consumatori, suggerisce che l'aumento della ricchezza non si traduce automaticamente in maggiori consumi di lusso per tutti i segmenti di clientela.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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