Anche la famiglia JP Morgan fra le provenienze degli orologi dell’asta Decade One (2015–2025)
Pezzo dopo pezzo, il dipartimento orologi di Phillips in Association with Bacs & Russo sta svelando il monumentale catalogo d’asta cui spetterà la celebrazione del decennale della divisione, Decade One (2015–2025) presso l’Hôtel Président di Ginevra l’8 e 9 novembre 2025.

Stavolta tocca a un coniugio simbolico di potere e finanza che ha pochi eguali: due orologi che furono prodotti per John Pierpont Morgan Jr (1867-1943), figlio dell’omonimo iniziatore della celebre dinastia bancaria, John Pierpont Morgan (1837–1913), titano della finanza e vorace collezionista.

Di libri, opere d’arte e diverse centinaia di orologi, molti dei quali donati al Metropolitan Museum of Art. Suo figlio ne ereditò non solo la banca, ma anche il gusto per l’arte orologiera. Commissionò – per dire – alcuni complicati orologi da tasca inglesi nonché l’acquisto di un orologio autenticamente leggendario: il Mystery Clock di Cartier, nel 1913.
Alla scoperta dell’“orologio misterioso” di Cartier
I Mistery Clocks di Cartier figurano tra le creazioni più ingegnose del XX secolo. Affascinano chi guarda per le loro lancette fluttuanti, capaci di sfidare le logiche della meccanica. Ideati dall’orologiaio Maurice Coüet, erano ispirati al mago e orologiaio Jean-Eugène Robert-Houdin. Le lancette si muovevano “fluttuando” grazie al sapiente utilizzo di dischi di cristallo nascosti. Il Model A risale al 1912 e ha stabilito lo standard del modello per oltre un secolo di orologi misteriosi Cartier.

L’esemplare nell’asta Decade One di Phillips è il primo Mystery Clock che Cartier abbia mai realizzato, acquistato nel 1913 proprio da J.P. Morgan Jr. Al di là della sua provenienza, possiede un’importanza storica intrinseca, essendo il capostipite di un’intera tipologia di arte orologiera. La famiglia lo ha conservato in uno stato che può definirsi “eccezionale”.

Vanta una base in nefrite, cornice in smalto bianco e dettagli in diamanti con taglio rosa. Questo segnatempo proveniente dagli archivi Pierpont Morgan non è più apparso in pubblico dal 1993. Correda il lotto l’opportuna documentazione Cartier. La sua “ricomparsa” rappresenta un fatto esaltante per i collezionisti di tutto il mondo.

Fra gli orologi JP Morgan Jr, molti pezzi di Charles Frodsham & Co.
Charles Frodsham & Co., una delle più prestigiose manifatture inglesi, annoverava J.P. Morgan Jr. tra i suoi maggiori clienti e mecenati. Tra il 1898 e il 1934, John Pierpont Morgan junior ordinò circa 45 orologi. Spesso si trattava di (graditi) doni ai nuovi soci della banca. Erano emblemi di appartenenza a una delle più potenti istituzioni finanziarie della storia (JP Morgan salvò gli Usa dalla bancarotta in più occasioni). Il cronografo rattrapante con tourbillon e ripetizione minuti di cui qui si parla risale al 1922. Tal Elliot C. Bacon lo ricevette in dono al momento del suo ingresso come socio in J.P. Morgan & Co., come riscontrabile dall’incisione sul fondello.

Erano regali preziosissimi: orologi di tale calibro figuravano tra i più complessi e costosi segnatempo inglesi dell’epoca. Il loro prezzo di vendita si aggirava tra le 200 e le 350 sterline. Bacon, laureato a Harvard e ufficiale durante la prima guerra mondiale, fu uno dei più giovani soci della banca, prima che morisse prematuramente nel 1924. Scrivono gli specialisti di Phillips: «Con la sua provenienza storica e l’eccezionale complessità tecnica, questo orologio da tasca Frodsham incarna al meglio sia la visione collezionistica di Morgan, sia la tradizione dell’alta orologeria inglese».

Chi la spunterà?
La geografia del collezionismo orologiero è nettamente cambiata negli ultimi dieci anni, parallelamente alla creazione delle nuove ricchezze, in Asia e non solo. Chi si porterà dunque a casa gli orologi di JP Morgan prossimamente in asta? Un ricco arabo, indiano, cinese? Un americano patriottico o qualche raffinato collezionista europeo? Non di rado poi sono i musei ad acquisire in asta pezzi degni di essere esposti nei loro spazi. Gli appassionati non devono che attendere, per scoprirlo.


