Temi infiniti, come infinito è il tempo: accade per le aste di orologi di Phillips Watches, che nella prossima edizione “Geneva Watch Auction: XXIII” (9 e 10 maggio 2026 a Ginevra) ospiterà una speciale sezione dedicata all’evoluzione della tecnica orologiera nella precisione della misurazione tempo. Nella storia dell’orologeria infatti, la ricerca della precisione è stata una delle sfide più durature e decisive.
Alla ricerca della precisione: la prossima asta orologi di Phillips
Prima che l’orologio da polso diventasse un oggetto quotidiano, misurare il tempo con esattezza era una necessità scientifica, nautica e geopolitica. Era indispensabile alla navigazione, all’astronomia e al controllo dei mari. Da queste esigenze nacque, nel XVIII secolo, il problema seminale della longitudine. Ciò spinse la Corona britannica a offrire una ricompensa a chi fosse riuscito a realizzare un cronometro capace di determinare con precisione la posizione di una nave in mare. E, con i suoi 11 orologi, la collezione inclusa nella Geneva Watch Auction: XXIII di Phillips ripercorre proprio i quasi 140 anni di questa evoluzione, dal 1797 al 1935. Cronometri da marina, orologi da tasca, tourbillon e strumenti di alta cronometria che hanno cercato soluzioni diverse alla stessa domanda: come misurare il tempo nel modo più preciso possibile?
Robert Pennington e Richard Pendleton (XVIII)
Il racconto prende avvio alla fine del Settecento con un cronometro da marina a forza costante di Robert Pennington e Richard Pendleton, basato sul lavoro di Thomas Mudge. Contemporaneo di John Harrison e inventore dello scappamento ad ancora libera, Mudge sviluppò un proprio sistema per concorrere al Premio della Longitudine. Sebbene non ottenne il riconoscimento ufficiale, il figlio tentò di preservarne e diffonderne l’eredità, fondando un laboratorio dedicato alla produzione di fedeli riproduzioni dei suoi cronometri. Ne furono completati appena 26 esemplari, rendendo quello in collezione uno dei pochissimi superstiti in condizioni inalterate.
XIX secolo
Con l’inizio dell’Ottocento, la cronometria si diffuse oltre l’Inghilterra. A Dresda, Johann Christian Friedrich Gutkaes realizzò intorno al 1840 un cronometro da tasca con scappamento a detent Earnshaw, trasmissione a conoide e catena e spirale cilindrica. Figura centrale per la nascita dell’orologeria di Glashütte, Gutkaes influenzò anche Ferdinand Adolph Lange, suo apprendista e genero, futuro fondatore di A. Lange & Söhne.

LOT 185 | Johann Christian Friedrich GUTKAES
Pocket Chronometer
Estimate: CHF 10.000–20.000
In Svizzera, Louis Richard ebbe un ruolo fondamentale nella formazione dell’industria dei cronometri da marina. Ossessionato dalla precisione, si dotò di strumenti astronomici, camera di ghiaccio e forno per testare le prestazioni degli orologi in condizioni estreme.

LOT 108 | Louis RICHARD
Tourbillon Chronometer
Estimate CHF 100.000 - 200.000
Due esemplari della collezione illustrano la complessità del suo lavoro: un cronometro con tourbillon del 1860 circa, dotato di meccanismo a forza costante e scappamento a triplo detent, considerato probabilmente unico; e un modello successivo, del 1870 circa, con costruzione a tre ponti, anticipatrice del linguaggio estetico poi associato a Girard-Perregaux.

LOT 129 | Louis RICHARD
Chronometer with three-bridge construction
Estimate: CHF 30.000–60.000
Nel corso del XIX secolo, la ricerca della precisione raggiunse una nuova maturità. Victor Kullberg, tra i più importanti costruttori di cronometri del suo tempo, è rappresentato da un rarissimo cronometro da tasca con tourbillon del 1890 circa, uno dei soli tre noti e l’unico con scappamento a detent. Fornitore di diverse marine militari europee e americana, Kullberg seppe unire la tradizione inglese a soluzioni tecniche innovative.

LOT 130 | Victor KULLBERG
Pocket Chronometer
Estimate: CHF 40.000 – 80.000
Il XX secolo
All’inizio del Novecento, la precisione divenne materia di verifica ufficiale attraverso le prove d’osservatorio. Paul Ditisheim, grande orologiaio scientifico, studiò gli effetti di temperatura, pressione e magnetismo sulla marcia degli orologi. Il suo cronometro con tourbillon del 1903, uno degli otto tourbillon da lui realizzati, ottenne un punteggio record all’Osservatorio di Kew, il principale osservatorio geofisico inglese.

LOT 138 | Paul DITISHEIM
Tourbillon Chronometer
Estimate: CHF 60.000 – 120.000
Sempre in ambito inglese, due orologi di Charles Frodsham testimoniano la raffinatezza raggiunta dalla cronometria britannica: uno combina tourbillon e cronografo rattrapante, l’altro è una grande complicazione con ripetizione minuti, cronografo rattrapante e tourbillon, commissionata nell’ambito di una serie voluta da J.P. Morgan Jr.

LOT 136 | Charles FRODSHAM
Grand Complication Pocket Watch
Estimate: CHF 70.000 – 140.000
La collezione si chiude nel periodo tra le due guerre, quando la cronometria affrontò un mondo in trasformazione. Un raro cronometro da marina Vacheron & Constantin del 1926 circa mostra come la tradizione si adattasse all’era della navigazione elettrificata, con un movimento particolarmente sottile e soluzioni tecniche non convenzionali.

LOT 222 | VACHERON & CONSTANTIN
Marine Chronometer
Estimate: CHF 20.000 – 40.000
Un cronometro da tasca Breguet del 1930 circa, con tourbillon fornito da James Pellaton, rappresenta invece l’eccellenza dei regolatori di alta qualità del periodo.

LOT 91 | BREGUET
Tourbillon Pocket Chronometer
Estimate: CHF 70.000 – 140.000
Infine, l’orologio di scuola realizzato nel 1935 da Karl Geitz sotto la guida di Alfred Helwig a Glashütte porta la cronometria artigianale a uno dei suoi vertici. Dotato di tourbillon volante, scappamento a detent, indicatore della riserva di carica e bilanciere bimetallico, ottenne nel 1937 il primo premio nella “classe speciale” alle prove della Deutsche Seewarte. Insieme, questi 11 segnatempo raccontano non una singola invenzione, ma un processo continuo di perfezionamento, in cui ogni generazione ha ridefinito il concetto stesso di precisione.

LOT 14 | Karl GEITZ school watch
Estimate: CHF 80.000 – 160.000

