Nautica, in 10 anni l’Italia balza di quasi 5 volte
Che l’Italia sia un paese di navigatori non è un modo di dire: la nautica italiana vale il 13% delle nostre esportazioni. Nel 2015, il settore pesava solo il 3% del surplus della bilancia commerciale. L’Italia è la prima industria nautica esportatrice a livello mondiale: il 90% della produzione tricolore è destinata all’export. Nel segmento superyacht, l’Italia mantiene la leadership con il 54% degli ordini per unità e il 34% del valore, trainata dal segmento 30-60 metri: «La cantieristica nautica italiana continua a distinguersi come player globale di riferimento, combinando leadership industriale e capacità di export principalmente sui grandi yacht», è il commento di Tommaso Nastasi, partner e value creation service leader di Deloitte Italia.
La società di consulenza ha collaborato con Confindustria Nautica al report “The State of the Art of the Global Yachting Market 2025 Edition”, Giunto alla terza edizione, lo studio è stato presentato presso la sede di Borsa Italiana, aMilano, in apertura della conferenza stampa di presentazione del 65° Salone Nautico di Genova, mercoledì 17 settembre 2025.
«Nonostante il rallentamento e stabilizzazione del mercato, si sottolinea che il comparto rileva dei fondamentali più solidi rispetto agli anni precedenti, rimanendo ben posizionato per intercettare la domanda futura di imbarcazioni di alto valore, sostenuta dalla crescita della ricchezza privata e da un posizionamento competitivo unico a livello mondiale», prosegue Nastasi.
Come evidenzia Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica, il report «permette di aggiornare il posizionamento dell’Italia all’interno del quadro globale dell’industria nautica», in un contesto di generale apprezzamento (da parte degli operatori) dei saloni nautici e degli eventi di settore «come fattore strategico per l’espansione del proprio business».

Andamento generale della cantieristica nautica mondiale
Il 2023 è stato un anno da record per la cantieristica nautica mondiale: il mercato globale ha toccato quota 34,8 miliardi di euro, superando la crescita del pil globale (+2%), coerentemente con l’espansione della popolazione ultra high net worth (individui con oltre 30 milioni di dollari spendibili pro capite). Il numero evidenzia una crescita del 7,3% rispetto al 2022. Per il 2024 si profila una stabilizzazione della crescita: le stime globali ne prevedono infatti una contrazione del 5% a causa della diminuzione della vendita delle imbarcazioni di piccola taglia.
In controtendenza il segmento premium e dei grandi yacht, con una crescita attesa del +5-10% a seconda delle fasce di mercato. Sulle performance del settore potrebbero incidere le nuove tensioni commerciali, con i dazi Usa destinati a colpire soprattutto le imbarcazioni di piccola e media dimensione. Per l’industria italiana nel 2024 è invece ancora attesa una crescita, supportata dal mix produttivo principalmente focalizzato, in termini di valore della produzione, sul segmento dei grandi yacht.
Nord America ed Europa hanno consolidato la loro posizione di leadership, rappresentando il 72% del mercato finale.
Il successo dei superyacht
Nel 2023, il global order book dei superyacht ha toccato quota 696. Si tratta del livello più alto dal 2009: dal 2019 al 2023 il segmento ha messo a segno una crescita del fatturato del +6,5%, superando il “lusso esperienziale” (+3,8%). La redditività del comparto ha dunque raggiunto il 15%, sfiorando la media del lusso esperienziale (17%), ma con un più forte incremento di marginalità dal 2018 (+9%).
Le attuali prospettive del settore
I principali operatori italiani stimano per il 2024 una crescita più contenuta rispetto all’anno precedente, e un rallentamento nel 2025. Si prevede invece che la ripresa arriverà nel 2026/2027. L’attesa è che il mercato degli yacht e superyacht (>80ft) continui a trainare l’andamento complessivo del comparto. Tra i fattori critici per il futuro, si segnalano l’incertezza dei dazi e congiuntamente l’avvento di nuove generazioni di consumatori, sempre più attente alla sostenibilità del prodotto e del ciclo produttivo, alla digitalizzazione e a un personalizzato.
Come sottolinea Ernesto Lanzillo, Deloitte Private leader Italia: «I dazi rappresentano uno dei principali fattori di incertezza che caratterizzano le aspettative di performance di vendite e marginalità per il 2025. Per un comparto industriale come quello della nautica, che ha un peso rilevantissimo sul surplus di bilancia commerciale del Paese, risulta ancor più importante un esame critico delle strategie doganali sin qui adottate. Bisogna essere sicuri di aver beneficiato di tutti i vantaggi regolamentari disponibili oltre ad analizzare opportunità in nuovi mercati di sbocco delle esportazioni, meno esposti alle turbolenze tariffarie, o di delocalizzazione produttiva tramite alleanze con operatori internazionali. Torna di grande rilevanza, quindi, il ruolo delle fiere di settore, non solo per accrescere la visibilità dei prodotti, ma anche per instaurare connessioni strategiche tra operatori internazionali».
Le immagini a corredo dell’articolo, fotogrsfie di Guillaume Plisson, sono cortesia di Sanlorenzo.

