Mps, Unicredit-Mef al rush finale. Sindacati: “Esclusi dal dibattito”

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Il duo Unicredit-Mef si prepara a chiudere i 40 giorni di due diligence e trattative sul capitolo Mps. In campo anche Mediocredito Centrale e Amco. Sindacati verso lo sciopero

Attesa una proroga della due diligence esclusiva di Unicredit che, secondo alcune letture, potrebbe essere di una o al massimo due settimane

Mps ha dato il via libera all’accesso a una partizione della data room a Mediocredito Centrale, con informazioni relative a una selezione di sportelli bancari

I sindacati: “È indispensabile in questa fase ancora progettuale far sentire forte e chiara la voce delle lavoratrici e dei lavoratori, finora esclusa dal dibattito”

Il duo Unicredit-Mef si prepara a scrivere le ultime battute sul capitolo Mps. Dopo l’annuncio dell’avvio delle trattative per l’acquisizione di una parte degli asset del gruppo senese, l’istituto di Piazza Gae Aulenti si avvia ora alla conclusione dei 40 giorni di due diligence, la cui proroga – stando a quanto risulta a Il Sole 24 Ore – sembrerebbe plausibile per entrambe le parti in gioco. Ma entro la prossima settimana potrebbero emergere alcune novità sulla fattibilità o meno del deal.
L’annuncio ha lasciato fin da subito ben sperare sull’esito positivo dell’operazione e l’ottimismo sulla possibilità di trovare una quadra continua a far da padrone al tavolo delle trattative. Tanto che, secondo alcune stime, i tempi della proroga potrebbero limitarsi a una o al massimo due settimane. In questo modo si potrebbe giungere a un accordo di massima anche entro la metà del mese, nel rispetto delle intenzioni di Unicredit e in vista dell’audizione del ceo Andrea Orcel alla Commissione banche.
Nel frattempo, altri due attori sono entrati ufficialmente nella partita Mps accanto a Unicredit e Mef. Come annunciato in una nota ufficiale lo scorso 31 agosto, Piazza Salimbeni ha dato il via libera all’accesso a una partizione della data room a Mediocredito Centrale, con “informazioni relative a una selezione di sportelli bancari”. Al contempo, è stata “predisposta una data room focalizzata sugli aspetti inerenti ai crediti deteriorati e crediti classificati come Stage 2”, cui invece ha avuto accesso Amco.

Nello specifico, Mediocredito Centrale punterebbe a circa 150 sportelli nel Mezzogiorno (corrispondenti a quasi il 10% della rete di Mps), distribuiti principalmente in Puglia e in Sicilia. Che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero toccare anche quota 300. Quanto ad Amco, si parla di una cessione di 4,2 miliardi di non performing exposure e 4 miliardi di stage 2. Da chiarire invece il tema delle controllate, con il Tesoro che tiene alta l’attenzione sul rischio-spezzatino. Unicredit, infatti, starebbe puntando gli occhi su Widiba, mentre fuori dal radar resterebbero il centro informatico, Mps capital services e il leasing & factoring.

Da non dimenticare infine il nodo lavoratori. In audizione dinanzi alle Commissioni finanze riunite di Camera e Senato a inizio agosto, il ministro dell’Economia Daniele Franco aveva avvisato come gli esuberi del personale avrebbero potuto essere “considerevolmente più elevati” rispetto ai 2.500 volontari fissati. Ma ad oggi si parla di 5-7mila unità in eccesso. Un tema che ha infiammato anche i sindacati, che nella giornata di mercoledì hanno proclamato uno sciopero per il prossimo 24 settembre. In una nota firmata da Fabi, First, Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, è stata ribadita la necessità “in questa fase ancora progettuale” di “far sentire forte e chiara la voce delle lavoratrici e dei lavoratori, finora esclusa dal dibattito”. Un dibattito, hanno aggiunto, che “chiama in causa i dipendenti solo per declinarne gli ipotetici esuberi, senza che sia chiaro l’orizzonte di questa imponente e indefinita operazione di aggregazione”. I sindacati chiedono chiarezza sul loro destino lavorativo, sulle loro mansioni, il luogo di lavoro e le aziende coinvolte nella vicenda.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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