Mediobanca, cosa sapere alla vigilia dell’assemblea su B. Generali

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Le adesioni all’Ops di Mps su Mediobanca salgono al 19% alla vigilia dell’assemblea che vede in gioco il via su Banca Generali. Sullo sfondo la partita del terzo polo bancario italiano

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Un nuovo balzo nelle adesioni all’offerta di Mps su Mediobanca, dal 13,5 al 19%, accompagna le ultime ore che precedono l’assemblea degli azionisti di giovedì mattina. Un salto, ancora una volta, che avviene mentre lo scambio azionario resta sfavorevole e con il netto intervento dei sostenitori “forti” dell’operazione di Siena. Come raccontato nei giorni scorsi, ad essersi mossa in largo anticipo rispetto alla scadenza dell’Ops, fissata per l’8 settembre, sarebbe stata Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio – primo azionista in Mediobanca con poco meno del 20% delle quote.

Mediobanca, l’integrazione con Generali e il fronte contrario

Il segnale arriva a ridosso dell’assemblea che deciderà il successo o il tramonto della mossa difensiva del Cda di Mediobanca, che proporrà agli azionisti l’integrazione con Banca Generali con l’idea di costruire una sorta di “Ubs italiana”. Operazione che mercoledì ha incassato il previsto via libera anche da parte della Banca centrale europea. Se l’Ops ottenesse l’ok, il mercato inizierebbe a incorporare nel prezzo una parte delle sinergie positive attese nel wealth management fra Mediobanca e Generali. Questo renderebbe relativamente meno conveniente l’adesione all’offerta senese, il cui concambio è già ora sfavorevole, con uno sconto che oscilla fra il 2 e il 3%. Un eventuale scatto in avanti di Piazzetta Cuccia costringerebbe quindi Siena a un rilancio più consistente.

Eppure le premesse, alla vigilia di questa assemblea, non sono delle più favorevoli per il Cda guidato da Alberto Nagel. L’appuntamento era già stato rinviato il 15 giugno perché gli azionisti incrociati di Mediobanca e Generali attendevano maggiore chiarezza sul valore creato per il gruppo assicurativo: chiarimento arrivato nei giorni scorsi, almeno sul nodo degli accordi distributivi. Ma questo non basta a ridurre il fronte contrario all’Ops su Banca Generali – e allo stesso tempo sostenitore dell’offerta di Mps.

Terzo polo bancario e il ruolo degli azionisti forti

La convocazione agostana, in pieno periodo vacanziero, non favorisce una partecipazione ampia, stimata intorno all’80% (mediante il sistema del rappresentante designato). Gran parte del voto appare orientato all’astensione – che vale come voto contrario – di soci forti come Delfin e Caltagirone, che insieme pesano circa il 30%. A loro potrebbero aggiungersi le casse previdenziali (5,5% del capitale), Edizione (2,2%), Amundi e Anima (1,7% complessivo) e la quota di Unicredit (1,9%), che per prassi viene ricondotta al fronte dell’astensione. In totale circa il 40% del capitale, una massa critica che rende difficile immaginare che l’Ops su Generali trovi sufficiente trazione.

L’allineamento di questi azionisti riflette in modo evidente la prospettiva di un terzo polo bancario che potrebbe coinvolgere Mps, Mediobanca e Banco Bpm – tornata in campo sul fronte M&A dopo il tramonto dell’offerta di Unicredit. Un progetto, quello del terzo polo italiano, che il governo sostiene apertamente, e che si è spinto verso un attivismo abbastanza evidente. Dal minacciato utilizzo del golden power per “proteggere” Bpm dall’assalto di Unicredit, alla cessione dello scorso novembre a Delfin, Caltagirone e Banco Bpm del 15% di Mps detenuto dal Tesoro, con modalità poi finite lo scorso giugno nel mirino della Procura di Milano. A questi elementi si aggiunge il contributo delle casse previdenziali le cui partecipazioni azionarie, come segnalato dal Financial Times, gravitano in modo molto pronunciato proprio sul titolo Mediobanca: le casse previdenziali oggi allineate al fronte “pro Mps” hanno spostato gran parte del portafoglio destinato alle azioni proprio su Mediobanca. Nel caso di Enasarco fatte 100 il portafoglio azionario, quasi 70 è occupato da azioni di Piazzetta Cuccia. Il che, secondo un’interpretazione fatta propria dall’ex presidente Inps, Tito Boeri, mostra come le politiche di investimento previdenziali possano orientarsi come più conviene non tanto ai sottoscrittori, quanto alla ridefinizione degli equilibri bancari italiani.

Domande frequenti su Mediobanca, cosa sapere alla vigilia dell’assemblea su B. Generali

Qual è l'attuale livello di adesioni all'offerta di MPS su Mediobanca e cosa indica questo dato?

Le adesioni all'offerta di MPS su Mediobanca sono salite al 19%, un aumento significativo che accompagna l'avvicinarsi dell'assemblea degli azionisti. Questo balzo suggerisce un crescente interesse o un'azione coordinata da parte di alcuni investitori.

Come si posiziona lo scambio azionario nell'ambito dell'offerta di MPS su Mediobanca?

Lo scambio azionario nell'ambito dell'offerta di MPS su Mediobanca rimane sfavorevole. Questo implica che, in termini di valore relativo delle azioni, l'offerta potrebbe non essere percepita come vantaggiosa da tutti gli azionisti.

Chi sono i 'sostenitori forti' dell'operazione di Siena e quale ruolo hanno avuto?

I 'sostenitori forti' dell'operazione di Siena sono intervenuti in modo netto, contribuendo al recente aumento delle adesioni all'offerta di MPS. L'articolo menziona specificamente Delfin, la finanziaria di un importante attore, come una delle entità che si è mossa in anticipo.

Qual è la scadenza dell'Offerta Pubblica di Scambio (Ops) di MPS su Mediobanca?

La scadenza dell'Offerta Pubblica di Scambio (Ops) di MPS su Mediobanca è fissata per l'8 settembre. Questo termine è cruciale per determinare l'esito finale dell'operazione.

Quali sono i temi principali che verranno discussi all'assemblea degli azionisti di Mediobanca?

L'assemblea degli azionisti di Mediobanca affronterà temi cruciali come l'integrazione con Generali, il fronte contrario a tale integrazione e il ruolo degli azionisti forti nel contesto di un potenziale terzo polo bancario.

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di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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