Intervista a Nazzareno Gabrielli, Banca Etica
Un modello “solido e lungimirante”: è quello di del gruppo Banca Etica, che dall’analisi dei criteri ambientali, sociali e di governance (Esg) trae valore aggiunto in termini di rendimento di lungo periodo. I clienti hnwi sono al momento l’1% del totale, ma sono strategici e destinati a crescere in quantità e qualità, essendo il principale motore a livello globale degli investimenti etici e a impatto. Anche per questo motivo, la società ha alzato l’asticella con la consulenza evoluta. Ne abbiamo parlato con Nazzareno Gabrielli, direttore generale del gruppo Banca Etica.
Dr Gabrielli, da quando Banca Etica ha iniziato con le attività di gestione del risparmio?
Banca Etica raccoglie da sempre il risparmio per destinarlo al sostegno dell’economia reale, prestando la massima attenzione all’impatto non economico della propria attività finanziaria.
Nel 2000, quando l’acronimo Esg non esisteva e parlare di investimento etico e responsabile era pionieristico, è nata Etica Sgr. Operiamo con la convinzione che l’analisi dei criteri Esg offra un valore aggiunto in termini di rendimenti nel lungo periodo. Abbiamo sviluppato metodologie specifiche per misurare il rischio Esg, utilizzandolo come efficace strumento di mitigazione, specialmente durante le fasi di volatilità del mercato, e il nostro impegno si arricchisce attraverso strategie di engagement. Dopo quasi 30 anni di attività, dimostriamo con rigore e profitto che una finanza etica e alternativa non solo è possibile, ma rappresenta un modello solido e lungimirante. Oggi Banca Etica ed Etica Sgr gestiscono oltre 10 miliardi di attivo, annoverando tra i propri soci e clienti grandi ONG, investitori istituzionali, enti religiosi e patrimoni familiari.
Che percentuale della vostra clientela può definirsi hnwi?
Gli ‘high net worth individuals’ (HNWI) all’interno di Banca Etica rappresentano circa l’1% della clientela gestita dalla rete commerciale, ma sono un segmento strategico su cui intendiamo rafforzare in modo deciso la nostra presenza. L’ingresso di IMPact Sgr nel gruppo si inserisce pienamente in questa traiettoria, con l’obiettivo di consolidare il nostro posizionamento sui soggetti ad alta patrimonializzazione e istituzionali e accelerare lo sviluppo su un target a elevato valore aggiunto. A supporto di questo percorso, Banca Etica si è dotata da anni di un’unità dedicata alla gestione dei patrimoni complessi, della clientela istituzionale e degli enti religiosi, affiancata da una rete di consulenti finanziari (CFE) in continua espansione, intercettando un interesse crescente per la finanza etica.
Gli individui altamente patrimonializzati sono interessati a questo tipo di investimenti?
Certamente sì. Gli individui altamente patrimonializzati non solo sono interessati agli investimenti etici e ad impatto, ne sono diventati i principali motori a livello globale. Il paradigma è cambiato: non si tratta più solo di “non fare del male”, ma di generare attivamente un cambiamento positivo misurabile, senza rinunciare al rendimento finanziario. L’investimento ad impatto è passato da essere una “nicchia filantropica” a una scelta strategica di asset allocation.
Abbiamo dimostrato che la finanza etica è un asset di rendimento solido. E se, come ci aspettiamo (e sta già accadendo), il mercato chiederà sempre più trasparenza (SFDR, tassonomia UE), il gruppo Banca Etica ha il vantaggio competitivo di essere “nativo sostenibile”. Ora abbiamo alzato l’asticella con la consulenza evoluta: non cerchiamo solo “massa”, ma patrimoni che condividano il nostro progetto politico-sociale, e proponiamo loro un cambiamento sistemico. Il 51% dei possessori di fondi è di genere femminile (contro il 47% del totale Italia, fonte Assogestioni).
I CFE lavorano a partita Iva? In caso affermativo, ci sono solo dipendenti? Percepiscono solo fee on top?
Abbiamo 30 CFE, cioè Consulenti di Finanza Etica a partita iva che lavorano a provvigione sul territorio e 70 persone consulenti finanziarie, dipendenti della banca, che operano nelle 22 filiali italiane, più la filiale digitale con cui collegarsi. La maggior parte dei nostri prodotti non prevede commissioni di sottoscrizione. Non percepiscono fee on top ma management fee legate alla gestione dei volumi e alla cura della relazione con il cliente.
La sensibilità verso gli investimenti etici è aumentata negli ultimi due anni e mezzo?
Se a livello istituzionale e internazionale registriamo spinte di arretramento nell’attenzione verso le politiche Esg, i numeri della finanza green e di quella a impatto Esg raccontano una storia diversa, confermata dall’incremento significativo del collocamento di fondi di Etica Sgr da parte della banca nel 2025 (+8% sull’anno precedente) e dall’interesse crescente manifestato dai millennial e dalla gen Z.
Qualche esempio di fondo comune di investimento etico? Anche a livello di settori rappresentati.
Abbiamo due linee, quella storica ‘Valori Responsabili’ che seleziona imprese e Stati che adottano pratiche virtuose, approcciando globalmente temi e settori. Poi la linea ‘Futuri Responsabili’ che si focalizzano su un determinato tema di investimento. La selezione dei titoli avviene sulla base di un’accurata analisi di responsabilità sociale e ambientale degli emittenti. Il ‘Fondo Etica Bilanciato’ (articolo 9) investe mediamente il 60% in azioni e il 35-40% in titoli obbligazionari. La selezione non avviene solo su basi finanziarie, ma attraverso lo “screening” di Etica Sgr che esclude settori controversi (armi, tabacco, gioco d’azzardo, test su animali, ecc.) e premia le aziende con i migliori punteggi Esg.
Il Fondo Etica ‘Obiettivo Sociale’ (articolo 9) è una delle soluzioni più caratterizzanti di Etica Sgr, poiché, pur mantenendo un approccio Esg completo, pone un’enfasi particolare sulla dimensione “S” (Sociale) dell’investimento. Ciò che distingue i nostri fondi è la rendicontazione: Etica Sgr pubblica annualmente un report di impatto che spiega, dati alla mano, qual è l’impatto concreto determinato con i soldi degli investitori. Solo ciò che può essere misurato può essere gestito. Tutti i nostri fondi prevedono anche una parte (0,1% del patrimonio, facoltativo per il sottoscrittore) destinata al finanziamento di progetti di microfinanza, rafforzando la sua natura di investimento a impatto.
Quali sono i prodotti più amati?
Sicuramente: Fondo Etica Bilanciato; Fondo Etica Transizione Climatica; Fondo Etica Obiettivo Sociale.
In che cosa è specializzata in particolare IMPact SGR?
In strategie di investimenti a impatto positivo su finanza quotata, nel solco del raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’ONU e dell’Accordo di Parigi. IMPact SGR completa il disegno verso una filiera 100% di finanza etica.
Prevedete accordi con realtà attive nella misurazione dell’impatto?
Il gruppo Banca Etica ha una grande expertise interna, unica, nella misurazione dell’impatto, grazie al lavoro che il nostro ufficio modelli di impatto e valutazione sociale ambientale sviluppa da anni. Il nostro report di impatto ancora ci caratterizza fortemente e positivamente per trasparenza e innovazione in tutto il settore.

