Gli effetti dell’incertezza hanno influito sull’acquisto di opere d’arte contemporanea nelle aste internazionali e in generale sul comportamento d’acquisto dei collezionisti in particolare nella fascia alta del mercato. Nel 2024 e all’inizio del 2025, l’aggravarsi delle tensioni geopolitiche, le guerre commerciali e la volatilità economica sono stati i fatturi che hanno creato incertezza sul futuro che, a sua volta, ha pesato sui piani degli acquirenti e dei venditori nel mercato dell’arte. Ciò si è tradotto in acquisti più selettivi nella fascia alta del mercato e in una crescita delle transazioni sulle opere della fascia di ingresso nel mercato.
L’arte contemporanea in asta paga l’incertezza nella fascia alta
Il fatturato totale delle vendite di arte contemporanea nelle aste internazionali del periodo luglio 2024-giugno 2025 si è ridotto di un quarto rispetto all’anno precedente, attestandosi a soli 1,44 miliardi di dollari (1,22 miliardi di euro) contro i 1,88 miliardi di dollari del 2023-2024. In sintesi, il numero delle opere vendute al di sopra della soglia del milione di dollari (860 mila euro) è diminuito con un’ulteriore contrazione del 29% rispetto al 2023/2024 che già aveva registrato un calo del 22%, e la stessa tendenza ha interessato anche le opere d’arte superiori a 500.000 dollari (430 mila euro), come evidenziano i dati pubblicati sull’ultimo report di Artprice dedicato all’arte contemporanea.
Il rallentamento nel segmento premium sta pesando fortemente in particolare su Stati Uniti, che hanno totalizzato 572,6 milioni di dollari (poco più di 490 milioni euro), pari al 40% delle entrate complessive, e sulla Cina, con un totale di 310,8 milioni di dollari (266 milioni di euro), pari al 21,5%. Infatti, questi due Paesi, che di solito guidano le vendite oltre i 100.000 dollari, hanno registrato una sottoperformance cumulativa di 454,5 milioni di dollari (390 milioni di euro). La contrazione del segmento di fascia alta in queste sole regioni sta determinando la curva discendente del fatturato complessivo delle aste d’arte.
I fattori che stanno cambiando il mercato dell’arte contemporanea
L’incertezza dell’ambiente rende i potenziali venditori meno inclini a consegnare le loro opere e il numero di capolavori offerti nelle sale d’asta si è quindi sostanzialmente ridotto. Inoltre, le principali case d’asta hanno riscontrato che le opere di prestigio ora si vendono meglio a porte chiuse, nell’ambito riservato delle vendite private in cui le case d’asta agiscono da mediatore tra il venditore e acquirenti selezionati tra i propri clienti senza il clamore dell’incanto pubblico. Il mercato dell’arte non è stato immune dal fatto che le pressioni macroeconomiche e l’inflazione hanno promosso una maggiore attenzione ai prezzi tra i consumatori, modificando i modelli di acquisto. Con il rallentamento del mercato negli ultimi due anni è cresciuta la sensibilità al rischio dei collezionisti e la sua influenza nelle decisioni di acquisto.
In crescita le vendite di opere sotto i 5mila dollari (4.300 euro)
È infatti nella fascia di entrata rappresentata dalle vendite di opere di valore inferiore a 5.000 dollari che si è registrato un ulteriore aumento del 9% del numero di transazioni, in continuità con l’anno scorso. Questa tendenza ha preso avvio con la digitalizzazione delle aste avviata durante la crisi sanitaria causata dal Covid-19 che ha aperto le porte a nuovi giovani collezionisti con budget più contenuti ma molto attivi sulle aste online. Il numero delle aste dedicate a questo segmento è così aumentato del 49,5% dalla ripresa del 2020/2021.
Questa dinamica sta ora spingendo il mercato dell’arte contemporanea verso un numero record di transazioni. Nel 2024/2025, le opere d’arte vendute a meno di 5.000 dollari hanno rappresentato l’85% dei risultati totali delle aste di arte contemporanea in tutto il mondo, ovvero quasi 125.000 lotti in dodici mesi. Si parla di “democratizzazione” dell’arte, ma poiché il grosso del mercato è fatto dalle opere di fascia alta possiamo dire che si sono ridimensionati gli acquisti dei collezionisti alto-spendenti, in cerca di minori rischi e maggiore selezione, e sono cresciuti quelli di una nuova categoria di collezionisti, giovani e digitali, rivolti alle opere dai valori contenuti.
In copertina: Jean-Michel Basquiat, Untitled (1981), dettaglio. Photo courtesy Sotheby’s

