Confessarsi con Maurizio Cattelan. Non è una boutade, ma quanto l’artista padovano richiede a chi intenda assicurarsi una edizione in miniatura di una delle sue opere simbolo, La Nona Ora, 1999, raffigurante Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite su un tappeto rosso proprio nell’orario in cui spirò Gesù Cristo sulla Croce. Il progetto pasquale, che prende il nome The Confessional, è partito il 2 aprile 2026, giorno del 21esimo anniversario della morte di Karol Wojtyła, e si concluderà il 23 dello stesso mese. Fino al 22 aprile, chiunque sia tormentato da non meglio specificati sensi di colpa potrà chiamare la linea dedicata +1 601 666 7466. È un numero verde statunitense: i non americani potranno usufruire del canale Whatsapp +44 74 6240 6938 lasciando messaggi vocali o scritti.

I 666 multipli de “La Nona Ora”
Mixando logiche commerciali e partecipative, The Confessional dà vita a un ibrido artistico. A rispondere sarà lo stesso Maurizio Cattelan (1960), in veste di confessore, al motto di «in un mondo di peccato, l’assoluzione non è mai stata così vicina». A suo insindacabile giudizio, l’artistar concederà ai peccatori più meritevoli di partecipare all’evento di confessioni live in streaming il 23 aprile. Il migliore, vincerà una statuetta riprodotta per l’occasione nel “diabolico” numero di 666 esemplari. Tutti coloro che avranno preso parte alle “confessioni” avranno poi la possibilità di essere sorteggiati in anticipo (early access) per acquistare a 2.310 euro il piccolo multiplo dell’opera. Le miniature della statua di cera originale, in resina dipinta a mano, misurano circa 30 cm di lunghezza e 12 cm di altezza.

L’operazione è fatta in collaborazione con la piattaforma londinese specializzata in edizioni d’artista Avant Arte, il cui ceo Mazdak Sanii ha commentato: «Poche opere si sono consacrate nell’immaginario collettivo come La Nona Ora. È stato un onore lavorare con Maurizio per “resuscitarla” questa Pasqua – il suo secondo avvento in una edizione di 666 esemplari sembrava quasi predestinato». In passato Avant Arte aveva già collaborato con Cattelan, rilasciando multipli di We are the Revolution (autoritratto dell’artista, sempre in forma di piccola scultura).

Nicolas Ballario in veste di prete penitente e Maurizio Cattelan in veste di confessore
L’irriverenza di Maurizio Cattelan nei confronti del sacro è uno dei suoi tratti peculiari (e irresistibili). Da sempre. A inizio millennio, La Nona Ora suscitò reazioni contrastanti: alcuni la considerarono blasfema; altri, simbolo supremo della mortalità umana; altri ancora, soprattutto nel sistema dell’arte, semplicemente una delle tipiche trovate di Cattelan. Ad ogni modo, l’opera passò poi in asta da Christie’s a New York nel 2001, per 886.000 dollari. Nel 2001 fece anche parte della 49ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, “Platea dell’umanità”, curata dallo storico dell’arte svizzero Harald Szeemann (1933 – 2005).

Le ultime opere blue chip di Maurizio Cattelan
Il genio provocatorio di Cattelan ha elettrizzato il sistema dell’arte contemporanea fin dagli anni ’90. Si ricordino in questa sede solo due delle sue ultime opere blue chip. La scultura del water in oro massiccio 18 carati perfettamente funzionante, America (2016), un cui esemplare è stato acquistato per 12,1 milioni di dollari da Ripley’s Believe It or Not! in un’asta che Sotheby’s ha organizzato a fine 2025. O ancor di più Comedian (2019), la banana attaccata al muro con il nastro adesivo, presentata per la prima volta ad Art Basel Miami Beach e poi venduta da Sotheby’s per 6,2 milioni di dollari.
“Il senso di colpa è uno dei materiali più puri che un artista possa usare”
Come lo stesso Cattelan scrive (in inglese) nel suo “Instagram a post singolo”: “Essere un artista non è un lavoro, è un malfunzionamento. L’arte è un modo per sopravvivere, non un modo per vivere. Se sapessi cosa sto facendo, avrei smesso molto tempo fa. A volte l’idea migliore è quella che ti vergogni troppo di dire ad alta voce. Il fallimento è il mio colore preferito. Non faccio arte per comunicare, la faccio per scappare. Se vuoi dire qualcosa di serio, indossa un naso da clown. Non credo nell’ispirazione, credo nel tempismo giusto e in scuse migliori. Non crei un capolavoro, sopravvivi a uno di essi. La bellezza è l’alibi perfetto. Il mio obiettivo è svanire completamente, lasciando dietro di me solo un punto interrogativo. Finché non scegli, tutto è possibile. Essere originali è sopravvalutato, essere precisi è terrificante.
Il senso di colpa è uno dei materiali più puri che un artista possa usare. A volte vorrei poter depositare il copyright sul silenzio. Se credessi nei messaggi, lavorerei nella pubblicità. Non creo significato, offro trappole per catturarlo. La verità non è un ingrediente, è il retrogusto. Ogni opera d’arte è una scappatoia. Capisci che sta funzionando quando inizi a pentirtene. Se cercassi il comfort, comprerei dei mobili. Le migliori opere d’arte sono errori che nessuno ha osato correggere. Un’opera valida non chiede attenzione, la ruba. Una banana su un muro è comunque più onesta della maggior parte delle persone che ho incontrato. Più lucidi un’idea, meno taglia. Se puoi farne a meno, non era arte. Arte concettuale? Tutta l’arte è concettuale se ci pensi abbastanza a lungo.
Tratto le mostre come funerali: silenziose, imbarazzanti e piene di fiori. Il successo è solo un fallimento che si è dimenticato di fermarsi. Ogni mostra dovrebbe sembrare la scena di un crimine. Una buona opera d’arte dovrebbe rendere il museo un po’ nervoso. Ogni oggetto è ostaggio della propria interpretazione. Nel dubbio, scolpiscilo nel marmo. Non mi sono mai fidato delle cose che hanno un’etichetta. Il gesto più radicale è non fare nulla e lasciare che la gente ne parli. Meno spiego, più scrivono”.

