“L’anno scorso abbiamo raggiunto un accordo per un contributo triennale. Io ci ho creduto”, dice l’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. E infatti, già in occasione della scorsa Manovra erano soprattutto le banche e le assicurazioni a pagare il conto delle nuove spese. Le lancette si sono spostate di un anno, ma il governo, con il nuovo Documento programmatico di bilancio, è tornato a battere cassa sulla stessa voce: la principale fonte specifica di nuove entrate della Manovra 2027 sarà un contributo pari allo 0,21% del Pil a carico del settore finanziario, in aggiunta a quanto già approvato l’anno scorso.
Manovra, quanto pagheranno banche e assicurazioni
Per fare un confronto, dal settore finanziario arriverebbe un nuovo gettito superiore all’intero ammontare delle spese aggiuntive che il governo prevede di destinare alla difesa nel 2027 (+0,19 punti di Pil). Tradotto in valori assoluti, significherebbe raccogliere altri 5 miliardi di euro, in aggiunta ai 4,6 miliardi di extragettito già indicati nel Documento programmatico dello scorso anno.
Il governo, insomma, ha messo nero su bianco che le risorse arriveranno ancora una volta, in primo luogo, dal settore finanziario. Resta da chiarire come il nuovo contributo sarà ripartito fra banche, assicurazioni e altri operatori.
Gli oneri aggiuntivi proseguiranno anche negli anni successivi: il documento programmatico, infatti, indica ulteriori prelievi fiscali pari allo 0,13% e allo 0,10% del Pil rispettivamente per il 2028 e il 2029. Tradotto in euro, per il 2028 si tratterebbe di ulteriori 3,2 miliardi, da sommare ai 2,5 miliardi di extragettito già previsti dalla precedente manovra, mentre nel 2029 verrebbe introdotto un nuovo contributo da circa 2,5 miliardi.
Quanto pesa il contributo della finanza nella manovra
Le misure a carico del settore finanziario valgono lo 0,21% del PIL nel 2027: la principale singola voce di nuove risorse individuata dal governo.
Il peso sulle coperture
Quota attribuibile al settore finanziario sul totale delle voci classificate come “Risorse” nella tabella del MEF.
Le misure della manovra
Impatto stimato in percentuale del PIL. Valori del Documento programmatico di bilancio 2027.
| Misura | 2027 | 2028 | 2029 |
|---|---|---|---|
| Impieghi | |||
| Misure fiscali | -0,09 | -0,21 | -0,16 |
| Famiglia e spesa sociale | -0,21 | -0,12 | -0,11 |
| Sanità | -0,10 | -0,08 | -0,07 |
| Sostegno alle imprese | -0,14 | -0,18 | -0,13 |
| Infrastrutture | -0,13 | -0,15 | -0,04 |
| Enti territoriali | -0,01 | -0,01 | -0,02 |
| Difesa | -0,19 | -0,20 | -0,03 |
| Fondo sentenze | -0,08 | 0,00 | 0,00 |
| Altre spese/interventi | -0,03 | -0,04 | -0,08 |
| Altre spese una tantum | 0,00 | 0,00 | -0,01 |
| Risorse | |||
| Settore finanziario | 0,21 | 0,13 | 0,10 |
| Revisione spesa ministeri | 0,05 | 0,08 | 0,08 |
| Misure in materia di giochi | 0,03 | 0,03 | 0,02 |
| Altre entrate/coperture | 0,05 | 0,14 | 0,23 |
| Entrate una tantum | 0,02 | 0,00 | 0,00 |
| Altre spese/coperture | 0,07 | 0,07 | 0,07 |
| Impatto complessivo | -0,54 | -0,56 | -0,15 |
Il conto complessivo arriva a 22,2 miliardi
In pratica, mentre l’anno scorso era stato raggiunto un accordo con il settore bancario per un contributo triennale da circa 10,5 miliardi, oggi sarebbe sul tavolo un nuovo prelievo di dimensioni analoghe. Un’elaborazione delle previsioni contenute nei due Documenti programmatici di bilancio, applicate al Pil nominale atteso dal governo, porta il gettito complessivo programmato per il periodo 2026-2029 a circa 22,2 miliardi di euro.
Nello specifico, il contributo previsto passerebbe da 4,56 a 9,60 miliardi per il 2027 e da 2,47 a 5,69 miliardi per il 2028. A queste somme si aggiungono i circa 4,4 miliardi già previsti nel 2026 e il nuovo gettito da 2,5 miliardi del 2029.
Il governo, che ha dunque già chiesto e ottenuto uno sforzo aggiuntivo al settore finanziario, ora si prepara a più che raddoppiare il gettito programmato per il solo 2027. L’aspetto peculiare è anche la centralità di questo contributo rispetto alle altre coperture individuate: per fare un confronto, nel 2027 i risparmi previsti dalla revisione della spesa dei ministeri valgono meno di un quarto rispetto a quanto il governo conta di raccogliere in più dal settore finanziario.
Messina: “Io ci ho creduto”
“Non c’è un solo settore che deve pagare in un momento di difficoltà, anche a fronte di accordi già presi. Noi l’anno scorso abbiamo raggiunto un accordo per un contributo triennale che sarebbe stato quello richiesto alle banche per i prossimi tre anni. Io ci ho creduto”, ha contrattaccato Messina al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione. “Noi avevamo proposto di farlo solo annuale, ma ci hanno detto di farlo triennale perché così si sarebbe data stabilità al bilancio pubblico e anche alle banche”.
Con le elezioni politiche del 2027 all’orizzonte e nuove tensioni energetiche da gestire anche attraverso interventi fiscali, il settore finanziario torna appare ancora il settore politicamente meno doloroso da sottoporre a nuovi sacrifici.


