Per il settore delle infrastrutture globali, l’inflazione sembra diventare più un’opportunità che un ostacolo e Brian Blongastainer, Global Investment Strategist di BNY Investments, ha evidenziato le ragioni strutturali di questo possibile fenomeno: a livello macroeconomico le dinamiche alla base di crescita, inflazione e correlazioni stanno cambiando con modalità che non si vedevano da decenni.
Inflazione, fenomeno sempre meno temporaneo
L’inflazione, in particolare, non si manifesta più come un fenomeno temporaneo ma sembra intenzionata a restare a lungo e questo può creare delle opportunità per quegli asset che hanno la possibilità di far crescere il proprio reddito di pari passo con l’aumento dei prezzi. Anche se le tensioni geopolitiche dovessero appianarsi, l’inflazione potrebbe rimanere persistente poiché è influenzata anche da dinamiche di lungo periodo radicate nell’economia globale (tra cui fattori demografici, spirale prezzi-salari, transizione green…). E questa persistenza potrebbe indurre le banche centrali a mantenere i tassi di interesse elevati più a lungo.
Infrastrutture: prezzi indicizzati e servizi essenziali
Reti elettriche, condutture, porti e, in generale, i servizi pubblici di cui le economie non possono fare a meno, hanno in comune il legame con servizi essenziali e beni di lunga durata. I titoli legati a questo genere di infrastrutture, fa notare l’esperto di BNY Investments, possiedono alcune caratteristiche che mancano a gran parte del mercato: potenziale di rendimento, apprezzamento del capitale e capacità di adeguare i prezzi in linea con l’inflazione. All’aumentare dei prezzi, infatti, il costo può essere trasferito al consumatore finale con vari meccanismi come rendimenti regolamentati (stabiliti da un’autorità pubblica indipendente come nel caso delle società che gestiscono reti del gas o elettriche) oppure ricavi contrattuali (derivanti da accordi formali a lungo termine con controparti pubbliche o private, ad esempio per l’affitto di spazi sulle torri di telecomunicazioni). In queste situazioni, quando l’inflazione accelera, il flusso di cassa delle società che gestiscono le infrastrutture non solo tende a reggere ma potrebbe addirittura trarne vantaggio.
Diversificazione e criteri selettivi
Come costruire un portafoglio in uno scenario di inflazione persistente, privilegiando titoli con flussi di cassa stabili e una minore sensibilità alle pressioni che colpiscono obbligazioni tradizionali e titoli growth? Per l’esperto di BNY Investments l’investimento in infrastrutture dovrebbe essere guidato da una logica di diversificazione e da un approccio molto selettivo.
Le infrastrutture non sono tutte uguali e non sono prive di rischi: gli aeroporti, ad esempio, sono stati penalizzati dagli sviluppi geopolitici quest’anno, mentre nell’ipotesi di tassi più elevati alcune imprese potrebbero non essere in grado di trasferire l’aumento dei costi o potrebbero fare ricorso a un indebitamento eccessivo.
Le prospettive di espansione del settore
Per il Global Investment Strategist di BNY Investments, il panorama di opportunità è in espansione con una previsione di crescita degli investimenti nelle infrastrutture a un tasso annuo composto dell’11,1% fino al 2028, sostenuta dalla politica fiscale negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Importanti stimoli alla crescita di questo comparto sono attesi anche dall’aumento della domanda di energia derivante dall’intelligenza artificiale (che potrebbe far crescere fino al 12% il consumo dell’energia elettrica totale negli Stati Uniti entro il 2028, in aumento rispetto al 4,4% del 2023) e dall’elettrificazione, da una rinnovata attenzione alla resilienza della catena di approvvigionamento e all’indipendenza energetica, nonché dalla necessità di modernizzare le infrastrutture obsolete.
I governi, sottolinea ancora lo specialista di BNY, a sostegno dell’ipotesi di espansione di questo comparto – per il quale viene stimato un fabbisogno globale di infrastrutture a quota 106.000 miliardi di dollari USA entro il 2040 – stanno aumentando gli stimoli, snellendo i processi di approvazione e lanciando veicoli di coinvestimento per attrarre capitali privati, mentre il reshoring e il nearshoring stanno alimentando la domanda di corridoi industriali, hub logistici, porti e infrastrutture energetiche.
Infine, oltre alle infrastrutture tradizionali e a tutto quello ad esse collegabile, come i servizi di manutenzione, un ulteriore spunto di riflessione dello strategist riguarda la valutazione di attività non tradizionali e di infrastrutture sociali (ad esempio case per anziani) per una più ampia differenziazione dei titoli.


