“La magie noire”, e quale, se non questo dipinto di René Magritte non avrebbe potuto calarsi oggi nelle acque non tranquille del mercato dell’arte?

René Magritte, La magie noire, 1934. Stima 5-7 milioni di euro, la più elevata di Sotheby’s Parigi nel 2025
II 24 ottobre a Parigi Sotheby’s presenterà una delle opere più rappresentative di René Magritte, La magie noire del 1934, con una stima di 5-7 milioni di euro. Sarà il lotto di punta della sua annuale asta Surrealism and Its Legacy. La famiglia Spaak, che lo sta mettendo in vendita, lo acquistò direttamente dall’artista nel 1935, per 90 anni il quadro è rimasto in questa collezione. Claude Spaak fu fra i primi e più fedeli mecenati dell’artista belga. A presentarlo a Magritte fu il collega Édouard Léon Théodore Mesens (1903-1971) nel 1931.
“Trasformare la carne di una donna in cielo”, le parole di René Magritte
La tela La magie noire inaugura il ciclo di dieci tele in cui il corpo femminile si metamorfizza in cielo, pietra e spirito. «È un atto di magia nera», spiegava lo stesso Magritte in una lettera ad André Breton, «trasformare la carne di una donna in cielo». Questa prima versione della “metamorfosi” a detta degli specialisti si distingue per «purezza e forza poetica».
Ispirato alla moglie Georgette, il nudo si dissolve senza soluzione di continuità nel celeste pastello del cielo retrostante, il corpo sospeso tra carne e atmosfera. Al tempo stesso statuaria ed eterea, la figura diventa una Venere moderna – tangibile e trasparente insieme, con testa e torso che sembrano scolpiti d’aria. Come osservava Magritte: «La pietra è associata a un legame con la terra… Da un altro punto di vista, la dura esistenza della pietra […] e il sistema mentale e fisico di un essere umano non sono slegati».
Alla origine dell’ispirazione che diede vita al dipinto
Il seme originario di questa visione si può forse ricondurre alla mostra Le nu dans l’art vivant, allestita al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles pochi mesi prima che Magritte dipingesse La magie noire. La famiglia Spaak ebbe un ruolo chiave nell’organizzazione dell’esposizione, che riuniva cento opere sul tema del nudo, tutte dei principali artisti tra XIX e XX secolo. Lo stesso Magritte vi espose tre opere. Rimase particolarmente colpito dal trattamento classicizzante del nudo nelle sculture di Aristide Maillol. L’incontro lo condusse dunque direttamente a La magie noire, poi esposta in Minotaure, la mostra che celebrava a Bruxelles il primo anniversario dell’omonima rivista surrealista.
Claude Spaak, un grande mecenate
Il dipinto entrò nella collezione Spaak in un momento cruciale tanto per l’artista quanto per la famiglia. In qualità di direttore della Société Auxiliaire des Expositions du Palais des Beaux-Arts, Claude Spaak lavorava per sostenere finanziariamente il Palais promuovendo artisti e organizzando esposizioni. Preoccupato per la dipendenza di Magritte dalle commissioni commerciali, Spaak nel 1935 gli assegnò una rendita in cambio del diritto di prelazione sui suoi dipinti, convincendo anche altri a contribuire per sostenere l’artista.
Gli Spaak collezionarono ampiamente l’opera di Magritte, commissionando ritratti della loro famiglia e dei loro amici, nonché acquistando tele seminali durante gli anni in cui l’artista versava in difficoltà. Magritte ritrasse la moglie di Claude Spaak, Suzanne, e i loro figli – opere oggi conservate al Musée Magritte di Bruxelles. Nel 1936-37 arrivò persino a disegnare uno stemma personale per Claude, in omaggio alle sue ambizioni letterarie. Una nota su Suzanne Spaak: durante la seconda guerra mondiale si unì alla Resistenza francese, lavorando per salvare i bambini ebrei dalla deportazione. La Gestapo la arrestò, per poi giustiziarla nel 1944. Il coraggio di questa donna è stato celebrato nella biografia di Anne Nelson La Vie héroïque de Suzanne Spaak. Nel 1985 è stata riconosciuta come Giusta tra le Nazioni.
La “Magia nera” di Magritte sul mercato dell’arte
La magie noire è inscindibile da questa storia di amicizia, mecenatismo e resilienza. Nelle parole di Thomas Bompard, vicepresidente di Sotheby’s Francia e condirettore per l’arte moderna & contemporanea di Sotheby’s Parigi: «Ben poche immagini dell’arte moderna catturano l’essenza del surreale con la stessa forza di questo dipinto. Al tempo stesso immagine di strani accostamenti e di un inaspettato poetismo, La Magie Noire incarna la straordinaria capacità di Magritte di trasformare il familiare in perturbante. La sua poesia visiva, la provenienza eccezionale e la risonanza storica restano senza pari, segnando la genesi stessa di uno dei motivi più ricorrenti dell’artista. Incontrare quest’opera significa assistere all’istante in cui Magritte trasformò la magia in immagine».
Qual è il record di mercato di Magritte?
L’attuale record di mercato per un dipinto di René Magritte (e per un’opera surrealista) ammonta a 121.160.000 dollari (incluse le commissioni di vendita), ed è stato stabilito in un’asta del novembre 2024 da Christie’s New York. L’opera in questione è una delle versione de L’Empire des Lumièrs (una del 1954).
La magia nera arriva sul mercato in un momento di grande entusiasmo collezionistico intorno al Surrealismo. Tra il 2018 e il 2024, la quota di mercato del Surrealismo è quasi raddoppiata, passando dal 9,3% al 16,8% (ArtTactic). Si pensi solo alla collezione di Pauline Karpidas, che a settembre 2025 ha raggiunto 101 milioni di sterline (137 milioni di dollari) a Londra, classificandosi come la vendita più costosa di sempre di Sotheby’s in Europa per quanto riguarda una collezione di singolo proprietario. L’appuntamento parigino de La magia nera farà strada all’asta Exquisite Corpus durante le Marquee Sales di Sotheby’s a New York, a novembre. Aste che offriranno oltre 80 capolavori surrealisti, tra cui l’autoritratto di Frida Kahlo, stimato tra 40 e 60 milioni di dollari, pronto a stabilire un nuovo record d’asta per l’artista.

