Azioni: “America first” anche nei portafogli? Come investire adesso

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Un grafico a barre che ricorda la bandiera americana con stelle e strisce, intersecato da un grafico a linee a zigzag. Tutto questo si svolge su uno sfondo di numeri finanziari sfocati e grafici a candele, evocando una raffica di attività del mercato azionario e dinamiche di azioni.

Secondo Marco Vailati di Cassa Lombarda, la corsa delle azioni americane continuerà. Probabilmente non alla velocità della prima settimana post-elezioni. La conditio sine qua non resta tuttavia la crescita degli utili. I numeri a cui prestare attenzione

Indice

  • Secondo Bank of America, il rapporto tra prezzo e patrimonio netto dell’S&P 500 viaggiava oltre le 5,2 volte a inizio dicembre
  • Vailati: “Possibile recupero delle small cap, sia per la nuova traiettoria dei tassi di interesse sia in quanto beneficiarie del principio dell’American First”

Nessuno ha la sfera di cristallo per stabilire, fin da ora, quanto durerà esattamente la corsa di Wall Street. Ma sul fatto che continuerà a correre – anche più del resto del mondo, inclusa l’Europa – c’è chi non ha dubbi. “Probabilmente non alla velocità assennata della prima settimana post-elezioni, probabilmente non in modo continuato, ma correrà”, dichiara Marco Vailati, responsabile ricerca e investimenti di Cassa Lombarda. “Ovviamente, la conditio sine qua non è l’aumento degli utili: se si incrementeranno, e credo che lo faranno, è naturale che i prezzi di Borsa continuino a salire”. Prezzi di Borsa alimentati intanto proprio dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

Trump bis: l’enfasi sull’America First

“Il programma elettorale del tycoon ha una forte connotazione pro business”, prosegue infatti Vailati. “In questo senso, agevola lo sviluppo dell’attività imprenditoriale e, attraverso la riduzione del carico fiscale, anche la redditività di queste iniziative. Per cui ci sono tutti i presupposti per un miglioramento della crescita economica. Senza dimenticare l’enfasi sull’America First e sul desiderio di riportare in patria certe produzioni. Un motivo in più per guardare agli Usa come investimento azionario”, dice l’esperto, ricordando tra l’altro come la situazione economica a stelle e strisce sia attualmente più rosea rispetto ad altre aree geografiche. “Se facciamo un confronto relativo worldwide, abbiamo un’economia americana che cresce anche oltre il potenziale, mentre in altre zone del mondo – come l’Europa – la crescita è molto più asfittica”, dichiara Vailati.

Azioni: come investire su Wall Street

Di conseguenza, l’esperto non nutre timori rispetto al fatto che due anni di performance “sontuose” di Wall Street alle spalle possano “tradursi in un 2025 di sofferenze”. Al contrario, sostiene che una quota di azioni americane non possa mancare nei portafogli del nuovo anno. A livello settoriale, l’attenzione corre alle aziende a piccola capitalizzazione che, dopo un prolungato periodo di sottoperformance, potrebbero beneficiare di una serie di fattori. Innanzitutto, sono più focalizzate sull’area domestica di quanto non lo siano le grandi multinazionali, il che le colloca in una posizione di forza se si guarda alla posizione protezionistica del partito repubblicano. Poi, sono più legate al finanziamento bancario, ragion per cui potrebbero risultare favorite dalla nuova traiettoria dei tassi di interesse. “Tuttavia, non dimentichiamo quanto citavo all’inizio: quello che conta sono gli utili”, avverte Vailati. “Se le big cap continueranno a macinare utili più delle small cap, non si potrà trascurare questo aspetto”.

Il confronto tra big e small cap

Ciò che si attende l’esperto è, in generale, una distribuzione più uniforme dell’apprezzamento “con un’alternanza di periodi, di mode e di reazioni” all’evoluzione monetaria. “Small cap e settori più ciclici non dovrebbero sottoperformare di molto le big tech, che però continueranno a essere trainate da un discorso secolare di trasformazione strutturale di cui non si può fare a meno. Quindi, nel complesso, penso e spero di vedere una crescita più uniforme senza grossi distingui settoriali. E con una presenza americana che non potrà mancare nei portafogli”, afferma Vailati. Al contrario, continua, l’eurozona si presenta “molto più debole” ma “con possibilità di ripresa specifiche” che possono andare dall’inversione della situazione politica tedesca all’auspicabile conclusione della situazione bellica in Ucraina. “Potrebbero essere punti di svolta importanti per quel boost che manca nel confronto con l’America. Quindi direi che anche l’investimento nell’azionario dell’eurozona, magari con un po’ più di tattica, non possa essere trascurato”, conclude Vailati.

Articolo tratto dal n° di gennaio 2025 di We Wealth.
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di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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