Private equity Italia: si prevede l'arcobaleno

Teresa Scarale
Teresa Scarale
1.8.2019
Tempo di lettura: 3'
Per il secondo semestre 2019, il Deloitte Private Equity Confidence Index per l'Italia mostra un netto miglioramento rispetto al semestre precedente. Si prevedono un maggior numero di transazioni, anche grazie ad aziende familiari disposte a cedere il controllo della propria impresa in cambio di un successo finanziario duraturo. E il ruolo delle banche inizia a perdere di importanza

Le società italiane continuano a credere che la presenza di un fondo di private equity nella governance societaria rappresenti uno strumento per beneficiare di supporti finanziari necessari

Banca, posso fare a meno di te. In leggera diminuzione la percentuale di investitori in Pe che ricorre banche commerciali per avere finanziamenti

Il 15,8% degli operatori ha in programma di svolgere attività di portfolio management nel secondo semestre. Si tratta di un dato in aumento rispetto al semestre precedente. In più, il 60,5% si dedicherà alla ricerca di nuovi investimenti

Il private equity in Italia, un settore florido


Il Deloitte Private Equity Confidence Index Italia (indice costruito ponderando le risposte raccolte nel relativo sondaggio) segna 94 per il secondo semestre 2019. Si tratta di un dato positivo: il valore dello scorso semestre si attestava a 80. Il numero di deal previsti è invece in calo: 60 contro i 78 del periodo precedente, per un controvalore pari a circa 7,6 miliardi di euro.

Nel primo semestre 2019, il settore che ha visto gli operatori Pe maggiormente coinvolti è stato quello dei prodotti e servizi industriali. Segue quello degli altri servizi e dal Tmt. Però, nonostante il controvalore complessivo delle operazioni di Pe risulti in riduzione (-28%), si osserva un numero di transazioni in crescita.

Un cambiamento di cultura?


Il numero di operazioni nel mercato italiano del private equity resta elevato anche grazie alla presenza di aziende familiari disposte a cedere il controllo della propria impresa in cambio di maggiore successo finanziario nel lungo periodo, come confermato dal recente report di Deloitte “Global Family Business Survey 2019”. Ciò conferma come le società italiane continuano a credere che la presenza di un fondo di private equity nella governance societaria rappresenti uno strumento valido per beneficiare di supporti finanziari necessari allo sviluppo di ambiziosi progetti di crescita. "La cessione ad un fondo di private equity risulta una delle opzioni migliori per le aziende che si trovano a dover affrontare il problema rappresentato dal passaggio generazionale della leadership aziendale". E' l'osservazione di Elio Milantoni, partner di Deloitte Financial Advisory Services e M&A leader.

In leggera diminuzione la percentuale di investitori in Pe che ricorre banche commerciali per avere finanziamenti (da 80% a 72,2%). In aumento invece i finanziamenti tramite banca di investimento (+9,2 punti percentuali).

Piace il settore agroalimentare


Il 60,5% degli intervistati conferma l'interesse verso operazioni di Lbo/replacement  e capital expansion (per il 18,4%) con aziende attive nei settori food & wine e del manifatturiero.

In aumento l'attività di investimento attesa, in linea rispetto al semestre precedente. Il 18,4% degli intervistati prevede un focus maggiore verso l'attività di fundraising. Il 15,8% degli operatori ha in programma inoltre di svolgere attività di portfolio management nel prossimo semestre. Si tratta di un dato in aumento rispetto al semestre precedente (+1,8 punti percentuali). La maggioranza dei rispondenti (60,5%) invece si dedicherà alla ricerca di nuovi investimenti.
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Courtesy Deloitte
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Courtesy Deloitte
caporedattore

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