In Italia aumentano le famiglie con più di 500.000 euro da investire

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Donna con camicia bianca e collana, circondata da libri e riviste.

Con una crescita che sfiora il 4% rispetto all’anno precedente, a fine 2026 sarà aumentata la quota di chi ha più di mezzo milione da investire. Il dato emerge da una ricerca dell’Associazione italiana del private banking redatta in collaborazione con Prometeia, e pone un problema: oltre un quarto della ricchezza finanziaria familiare di tali consistenze è affidata a modelli di banca commerciale tradizionale. Antonella Massari, segretario generale di Aipb: “Si tratta di uno spazio di crescita che il settore può intercettare facendo leva sui propri elementi distintivi”. Eccoli

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Famiglie con più di 500.000 da investire: nel 2026 saranno quasi 13 mila le famiglie italiane che supereranno questa soglia di ricchezza finanziaria investibile, ampliando il bacino potenziale dell’industria del private banking. Complessivamente, la ricchezza detenuta dalle famiglie di fascia private raggiungerà 1.611 miliardi di euro, sfiorando una crescita del 4% (3,9%; +61,2 miliardi) rispetto al 2025. A sostenere l’espansione sarà soprattutto la capacità di accumulare nuovo risparmio (+3,0%), mentre il contributo dell’effetto mercato sarà pari allo 0,9%. Sono dati che emergono dal Rapporto sul private banking in Italia 2026, di Aipb (Associazione Italiana Private Banking) in collaborazione con Prometeia. Quella dei 500.000 euro di ricchezza da investire per le famiglie rappresenta convenzionalmente la soglia private in Italia.

Famiglie con più di 500.000 euro da investire, un potenziale non ancora sfruttato

Rivela Antonella Massari, segretario generale di Aipb: «La crescita registrata dal private banking negli ultimi anni dimostra la solidità di un modello di servizio che ha saputo conquistare la fiducia delle famiglie anche nelle fasi di maggiore volatilità dei mercati. Le prospettive di sviluppo restano significative. Il confronto tra il mercato potenziale e le masse oggi gestite evidenzia infatti come circa il 27% della ricchezza finanziaria delle famiglie con patrimoni superiori ai 500 mila euro sia ancora affidato a modelli di banca commerciale tradizionale. Si tratta di uno spazio di crescita che il settore può intercettare facendo leva sui proprielementi distintivi: competenze specialistiche, consulenza personalizzata, prossimità territoriale e una relazione fiduciaria costruita nel tempo».

Il confronto tra il mercato potenziale del private banking e le masse oggi amministrate dagli operatori del settore evidenzia infatti come esista ancora un ampio margine di sviluppo per l’industria. A fine 2026 le masse amministrate dal private e wealth management raggiungeranno 1.489 miliardi di euro, valore che comprende anche una quota marginale di clientela affluent prossima alla soglia private e di investitori istituzionali (non inclusi nel perimetro del mercato potenziale).

Gli elementi distintivi del private banking, due direttrici di crescita

L’evoluzione del mercato potenziale prevista per il 2026 si muove lungo due direttrici: l’ampliamento del numero di famiglie che entrano nel perimetro del private banking e la crescita degli stock di ricchezza finanziaria investibile. Da un lato, 12.718 nuovi nuclei supereranno la soglia dei 500 mila euro, portando il totale delle famiglie a 741.933. Dall’altro, la ricchezza potenziale aumenterà di 61,2 miliardi di euro, fino a raggiungere 1.611 miliardi a fine 2026.

La crescita del numero di famiglie riguarderà tutte le fasce patrimoniali, ma sarà concentrata soprattutto nella fascia di ingresso. I nuclei con un patrimonio finanziario investibile compreso tra 500 mila e 1 milione di euro passeranno da 543.653 a 553.618, contribuendo per il 78% ai nuovi ingressi complessivi. Anche le fasce superiori registreranno un incremento, seppure più contenuto dal punto di vista numerico: le famiglie tra 1 e 5 milioni saliranno da 145.494 a 147.806, quelle tra 5 e 10 milioni da 30.720 a 31.049, mentre i nuclei oltre i 10 milioni passeranno da 9.348 a 9.460.

Guardando alle masse, la dinamica appare invece più distribuita tra le diverse fasce patrimoniali. La fascia tra 500 mila e 1 milione di euro crescerà da 491,7 a 510,4 miliardi, generando circa 18,6 miliardi di nuova ricchezza potenziale, pari al 30% dell’incremento complessivo. La fascia tra 1 e 5 milioni salirà da 548,6 a 569,9 miliardi, contribuendo per circa 21,4 miliardi alla crescita complessiva. Le fasce più alte apporteranno, nel loro insieme, altri 21,2 miliardi: le masse tra 5 e 10 milioni passeranno da 246,9 a 256,8 miliardi, mentre quelle oltre i 10 milioni cresceranno da 262,8 a 274,0 miliardi.

Due chiavi: capacità di valorizzare e gestione delle esigenze più complesse

Il quadro che emerge è quindi duplice: la base del mercato potenziale si allarga, perché la maggior parte dei nuovi nuclei si concentra nella fascia 500 mila – 1 milione; allo stesso tempo, la crescita delle masse resta distribuita lungo tutto il perimetro, con un contributo rilevante anche dei patrimoni superiori a 5 milioni, che genereranno circa un terzo della nuova ricchezza potenziale. Lo sviluppo del private banking non dipende quindi solo dall’ingresso di nuove famiglie, ma anche dalla capacità di valorizzare patrimoni già significativi e bisogni patrimoniali sempre più complessi.

Chiosa Massari: «Il potenziale di crescita del private banking è sostenuto da due dinamiche complementari: l’ampliamento della platea di famiglie che possono accedere ai servizi private e l’evoluzione delle esigenze di consulenza di chi già dispone di patrimoni rilevanti. La longevità, il passaggio generazionale e la crescente complessità delle scelte patrimoniali richiedono oggi competenze che vanno ben oltre la semplice gestione degli investimenti. La domanda di consulenza è quindi destinata a crescere insieme alla consapevolezza di questi nuovi bisogni».

Domande frequenti su In Italia aumentano le famiglie con più di 500.000 euro da investire

Quante famiglie italiane si prevede supereranno la soglia di 500.000 euro da investire entro il 2026?

Entro il 2026, si stima che quasi 13.000 famiglie italiane supereranno la soglia di 500.000 euro di ricchezza finanziaria investibile. Questo dato indica un ampliamento del bacino potenziale per l'industria del private banking.

Quale sarà la ricchezza totale detenuta dalle famiglie di fascia private nel 2026?

Complessivamente, la ricchezza detenuta dalle famiglie di fascia private raggiungerà i 1.611 miliardi di euro nel 2026. Questo rappresenta una crescita di circa il 4% rispetto all'anno precedente.

Qual è la crescita prevista della ricchezza detenuta dalle famiglie di fascia privata tra il 2025 e il 2026?

La ricchezza detenuta dalle famiglie di fascia privata è prevista in crescita del 3,9% tra il 2025 e il 2026. Questo incremento si traduce in un aumento di 61,2 miliardi di euro.

Quale fattore principale sosterrà l'espansione della ricchezza investibile delle famiglie italiane?

L'espansione della ricchezza investibile delle famiglie italiane sarà sostenuta principalmente dalla loro capacità di accumulo. Questo suggerisce un ruolo chiave nella generazione di nuovo capitale da destinare agli investimenti.

Quali sono le direttrici di crescita menzionate per il private banking in relazione all'aumento delle famiglie con elevata ricchezza?

Le direttrici di crescita per il private banking includono la capacità di valorizzare il patrimonio esistente e la gestione delle esigenze più complesse dei clienti. Questi elementi sono fondamentali per sfruttare il potenziale offerto dall'aumento delle famiglie con elevata ricchezza.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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