Private debt, crescono gli investimenti ma calano i volumi

Livia Caivano
Livia Caivano
17.10.2019
Tempo di lettura: 3'
Aifi presenta i dati del primo semestre del fundraising dei fondi di debito in Italia. “L'industria deve fare un balzo in avanti, come gli altri paesi: abbiamo le risorse, il mercato è pronto, bisogna raggiungere la meta" ha commentato Antonio Solinas, dcm Financial Advisory leader di Deloitte

Nel primo semestre del 2019 sono stati raccolti sul mercato 273 milioni di euro in crescita del 94% rispetto ai 141 del primo semestre 2018

Il numero di sottoscrizioni è stato pari a 74 (+21%) distribuite su 63 target (+21%)

Il 59% dell'ammontare è stato investito da soggetti domestici che hanno realizzato il 71% del numero di operazioni

Investiti 200 milioni di euro, -55% rispetto al primo semestre del 2018

Il fundraising dei fondi di private debt cresce nel primo semestre ma è soprattutto di origine domestica. Secondo i dati presentati da Aifi in collaborazione con Deloitte, “Anche il numero degli investimenti effettuati è in crescita, pur se si tratta di operazioni di taglia più piccola rispetto al precedente anno”, precisa lo stesso Innocenzo Cipolletta, presidente dell'associazione. Il risultato è che il valore complessivo degli investimenti è sceso nei primi sei mesi del 2019.

I numeri del private debt italiano


Secondo i dati nel primo semestre sono stati raccolti sul mercato 273 milioni di euro, una cifra in crescita del 94% rispetto ai 141 dello stesso periodo del 2018. Dal lancio del mercato italiano nel 2013 a oggi, il fundraising complessivo è cresciuto fino ad arrivare a 2,3 miliardi di euro. Il 48% del capitale è arrivato dalle banche, il 28% da fondi di fondi istituzionali e il 15% da fondi pensione e casse di previdenza.

“La presenza di operatori di mercato che si specializzano in una strategia di investimento e finanziamento focalizzata su strumenti di debito e credito è oggi in forte ascesa”, ha commentato Daniele Candiani, partner Debt Advisory e Corporate Finance di Deloitte. “Questo dimostra come il mercato ha finalmente riconosciuto in questi asset un valido supporto a una strategia finanziaria di crescita diversificata”.
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I capitali


Nei primi sei mesi del 2019 sono stati investiti 200 milioni di euro, il 55% in meno rispetto al 2018. 74 sono state le sottoscrizioni, in crescita del 21%, distribuite su 63 target. Il 59% dei capitali è stato investito da soggetti domestici che hanno realizzato il 71% del numero di operazioni. Il 54% delle operazioni sono state sottoscrizioni di obbligazioni, mentre il 45% finanziamento e l'1% ha riguardato strumenti ibridi. Per quanto riguarda le caratteristiche delle operazioni, la durata media è di 5 anni e 4 mesi mentre sulle dimensioni delle sottoscrizioni, il 90% dei casi ha riguardato operazioni con un taglio medio inferiore ai 10 milioni di euro. Il tasso d'interesse medio è stato pari al 5,5%.

Antonio Solinas, dcm Financial Advisory leader di Deloitte non ha dubbi: “L'industria deve fare un balzo in avanti, come gli altri paesi: abbiamo le risorse, il mercato è pronto, bisogna raggiungere la meta. Diamoci un countdown e l'anno prossimo ne vedremo i risultati”.

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