Materie prime: il 2021 è l'alba di un nuovo superciclo?

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
22.9.2021
Tempo di lettura: 3'
Continua il rally delle materie prime, in particolare nei metalli industriali e nell'energia, sulla scia della ripresa economica. Che sia l'alba di un nuovo superciclo?
La ripresa del 2021 rima, per ora, con un vigoroso incremento nei prezzi delle materie prime. Lo dimostra la performance del Bloomberg Commodity Index (BCOM), composto da contratti futures su 23 materie prime attraverso 6 settori: una crescita del 23,99% dall'inizio dell'anno e del 36,01% rispetto a settembre 2020, che ha toccato il suo apice durante la seduta dello scorso 15 settembre chiudendo a 99,58 punti, secondo i dati di Marketwatch. Un fenomeno, quello del rally delle materie prime, che lascia negli investitori un dubbio: che questo rialzo sia l'alba di un nuovo superciclo?

Oro, metalli industriali, materie agricole, energia: facciamo un punto sulle commodity insieme agli esperti di WisdomTree

Un nuovo superciclo?


Per superciclo delle materie prime si intende un rialzo dei prezzi continuativo di diversi anni, spesso una decade, che si conclude con un assestamento su livelli nettamente superiori ai precedenti. Nella storia contemporanea se ne sono contati quattro: il primo raggiunse il suo picco nel 1850, il secondo si protrasse dal 1870 alla fine della prima guerra mondiale, il terzo caratterizzò gli anni Sessanta fino agli Ottanta e l'ultimo vide i prezzi al rialzo tra la fine degli anni Novanta e il 2010-2011, trainato dalla crescita dei paesi emergenti e arrestato già significativamente dalla crisi del 2008. Durante il 2020, le misure di confinamento dei governi volte a contrastare la diffusione del covid-19 hanno rallentato la produzione di materie prime, nonostante una forte domanda, risultando in una crisi delle filiere produttive come quella dei semiconduttori. Tuttavia, a suggerire una stabilizzazione dei prezzi al rialzo delle materie prime sono ora gli ambiziosi obiettivi di neutralità carbonica prefissati da Unione europea, Stati Uniti e Cina, che potrebbero favorire il fiorire di un nuovo mercato per alcuni materiali, ad esempio quelli utilizzati nell'industria dei veicoli elettrici come il cobalto e il litio.

Materie prime, il punto di vista di WisdomTree


Ma quale la situazione tra le principali commodity? Tra i metalli preziosi, “ad agosto l'oro è inizialmente caduto in risposta ai robusti dati sul mercato del lavoro statunitense, salvo recuperare dopo che la Federal reserve ha mantenuto un atteggiamento accomodante all'ultimo simposio di Jackson Hole”, spiegano gli esperti di WisdomTree. Da inizio settembre, tuttavia, l'oro ha visto un movimento a ribasso, dopo aver superato la quota soglia di 1,800 dollari l'oncia a inizio mese.

Dal punto di vista delle soft commodities, invece, “ad agosto le materie prime agricole come zucchero, grano e cotone hanno continuato a beneficiare di una stretta alla produzione nei paesi chiave. I prezzi del cacao, inoltre, hanno visto un forte aumento delle posizioni speculative, anche se l'ampia offerta potrebbe rappresentare un vento contrario per un ulteriore incremento”, aggiungono dalla società.

Mese invece piuttosto piatto, quello di agosto, per i metalli industriali ad eccezione dell'alluminio, “che si è dimostrato una nota positiva grazie al supporto di fondamentali in miglioramento”. Lo segnala la performance del future sul metallo, che durante la seduta del 13 settembre è stato scambiato per quasi 3 mila dollari, apice di un rally che ha portato l'alluminio a raddoppiare le proprie quotazioni dagli 1,5 mila dollari sui listini ad aprile 2020.

Crescono invece i prezzi nelle materie prime del settore energia, dopo che negli Stati Uniti “il passaggio dell'uragano Ida ha portato a ingenti danni” e rallentato la produzione di gas naturale nel golfo del Messico. “Prezzi in salita anche in Europa” dopo il calo di flussi provenienti dalla Russia e l'aumento della domanda per il combustibile (meno inquinante del carbone, nell'ottica della transizione energetica) causato dal nuovo massimo del costo dei permessi di carbonio nel sistema di scambio di emissioni dell'Ue (Ets).

 

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