Assogestioni, gli italiani continuano a comparare azioni

Teresa Scarale
Teresa Scarale
25.3.2021
Tempo di lettura: 2'
Dalla mappa mensile del risparmio gestito dell'associazione di categoria, emerge che l'Italia continua a sottoscrivere fondi. E nel mese di febbraio il patrimonio degli italiani in gestione agli asset manager raggiunge un nuovo massimo
La cassaforte dell'asset management italiano chude il mese di febbraio con 2,1 miliardi di euro di sottoscrizioni nette. Vi concorrono i flussi di denaro pervenuti alle gestioni collettive (+2,2 miliardi). Un dato che porta la raccolta del sistema da inizio anno a 14,6 miliardi di euro. Gli asset investiti in fondi aperti e chiusi salgono a 1.211 miliardi, segnando un nuovo massimo storico. Rappresentano ormai la quota maggiore delle masse gestite. Il patrimonio complessivo in gestione è pari a 2.416 miliardi, anche grazie all'andamento dei mercati che ha inciso sui mandati istituzionali.
La raccolta dei fondi aperti è stata di due miliardi. Gli investitori hanno mostrato interesse verso i prodotti di lungo termine (+3,4 miliardi). Ma soprattutto, a febbraio i sottoscrittori hanno privilegiato i fondi azionari (+3,7 miliardi), e poi i bilanciati (+1,2 miliardi).

Ed ecco come sono andati i primi cinque gruppi per asset under management (aum, ammontare delle masse gestite). Generali registra un valore negativo pari a 2,6 miliardi, ma, come specificano dalla società, «in merito ai dati pubblicati da Assogestioni sull'industria del risparmio gestito in Italia nel mese di febbraio 2021, si precisa che il risultato di raccolta registrato dal Gruppo Generali è dovuto principalmente a deflussi sui fondi monetari all'interno dei mandati assicurativi in gestione».
Il gruppo Intesa Sanpaolo è in territorio positivo con 393 milioni, grazie ai fondi aperti di Eurizon (+952 milioni) e alle gestioni di portafoglio retail di Fideuram (+635 milioni) che compensano i valori negativi (riscatti + effetto mercato) delle gestioni di portafoglio retail e istituzionali di Eurizon (-37 e -362 milioni), i fondi aperti di Fideuram (-472 milioni) e i -266 milioni di Pramerica.

Amundi segna un +893 milioni grazie alle gestioni di portafoglio istituzionali e ai fondi aperti, che compensano il risultato negativo delle gestioni retail. Anima scende di 221 milioni (solo le gestioni retail presentano un +54 milioni). Poste Italiane infine sale di 241 milioni, con aumenti sia nei fondi aperti che nelle gestioni di portafoglio istituzionali.
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caporedattore

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