Btp, a gennaio 21 miliardi dagli investitori stranieri

Livia Caivano
Livia Caivano
22.3.2019
Tempo di lettura: 3'
Continua il trend positivo della fine del 2018 e anche a gennaio tornano capitali dagli investitori. In totale sono 23,4 i miliardi che gli investitori hanno speso per i titoli di portafoglio italiani

Investimenti diretti in Italia per 2,3 miliardi

L'avanzo di conto corrente è stato pari a 46,4 miliardi di euro (il 2,6% del Pil)

Nel mese di gennaio, secondo quanto riportato dal report di Bankitalia sulla bilancia dei pagamenti, le passività sull'estero si sono ridotte di 11,9 miliardi. Gli investitori esteri hanno acquistato titoli di portafoglio italiani per 23,4 miliardi (di cui 21,8 in titoli pubblici, in prevalenza Btp) e investimenti diretti in Italia per 2,3 miliardi. A questi afflussi di capitali si sono però contrapposti deflussi per “altri investimenti” (37,7 miliardi), dovuti per la maggior parte alla riduzione della raccolta del settore bancario in pronti contro termine intermediata dalla controparte centrale.

Nel mese di gennaio 2019 le attività sull'estero sono diminuite di 4,6 miliardi. I residenti hanno venduto titoli di portafoglio emessi all'estero (per 4,9 miliardi, soprattutto strumenti di debito a lungo termine) e hanno ridotto le attività per “altri investimenti” (di 3,1 miliardi); hanno invece effettuato investimenti diretti all'estero per 3,4 miliardi.

Avanzo corrente


Nei dodici mesi del 2018 l'avanzo di conto corrente è stato pari a 46,4 miliardi di euro (il 2,6% del Pil), da 48,1 miliardi nel corrispondente periodo del 2018. Il peggioramento si deve principalmente alla contrazione del surplus delle merci (in calo a 49,3 miliardi, da 55,9), solo in parte compensata dal miglioramento nei saldi dei servizi (-1,5 miliardi, da -3,5) e dei redditi primari (14,2 miliardi, da 10,7).

Nei dodici mesi terminanti in gennaio 2019 il conto finanziario ha registrato acquisizioni nette di attività sull'estero per 40,8 miliardi. Ai saldi positivi degli investimenti di portafoglio (93,2 miliardi) e degli investimenti diretti (13,0 miliardi) si sono contrapposti quelli negativi degli “altri investimenti” (-65,6 miliardi) e dei derivati (-2,5 miliardi).

 

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