Boom del mattone: case al +10%. Tira aria di bolla?

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
3.8.2021
Tempo di lettura: 3'
Negli Stati Uniti - come nel resto del mondo - dopo la pandemia è arrivata la febbre del mattone, con i prezzi degli immobili che sono cresciuti del 9,4%. Bolla? Per gli analisti non siamo difronte a un nuovo 2008

La crescita annuale dei prezzi delle case nell’economie avanzate ha raggiunto il 9,4% - il ritmo più alto degli ultimi 30 anni. A maggio l’indice S&P CoreLogic Case-Shiller, che traccia il mercato immobiliare statunitense, ha segnato il +16,6%

Come riporta Oxford Economics oggi gli immobili - anche alla luce del fatto che il trend rialzista del real estate nell'ultimo decennio, è stato uno dei più forti che si siano mai registrati dal 1900 – sarebbero sopravalutati del 10%

Per gli analisti non si tratta di bolla dalle possibili ripercussioni nefaste, come nel 2008. A fattori inflazionistici di natura temporanea si accompagna anche una maggiore solidità del sistema finanziario

Dalla Cina agli Stati Uniti, passando per l'Europa la pandemia ha causato in quasi tutte le principali economie un aumento vorticoso nel prezzo del mattone. Si tratta del più ampio rally da due decenni a questa parte. Secondo un'analisi del Financial Times, tra i 40 paesi coperti dai dati dell'OCSE, solo tre hanno sperimentato un calo dei prezzi delle case in termini reali nei primi tre mesi di quest'anno - la percentuale più piccola da quando la serie di dati è iniziata nel 2000. Il che ha sollevato le preoccupazioni degli economisti sulle potenziali minacce alla stabilità finanziaria.
La crescita annuale dei prezzi delle case nell'economie avanzate ha raggiunto il 9,4% - il ritmo più alto degli ultimi 30 anni - nel primo trimestre del 2021, mentre le economie si sono riprese dalle gravi recessioni provocate dal coronavirus dell'anno scorso. I dati nazionali suggeriscono che l'ampia tendenza è continuata nel secondo trimestre. Tra le altre una forte crescita dei prezzi persistite nel Regno Unito, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Canada e Turchia, tra gli altri. Negli Stati Uniti, in aprile i prezzi delle case sono aumentati al loro tasso annuale più veloce in quasi 30 anni in aprile. A maggio l'indice S&P CoreLogic Case-Shiller, che traccia il mercato immobiliare statunitense, ha segnato il +16,6%. In alcune città l'aumento è stato ancora più sensibile: Phoenix, dove c'è stato il maggiore rincaro, segna il +26%.
Secondo Claudio Borio, capo del dipartimento monetario ed economico della Banca dei Regolamenti Internazionali, intervistato dal Ft, nel breve termine la crescita dei prezzi delle case può essere "una buona cosa per l'economia perché le persone che già possiedono case si sentono più ricche e possono spendere di più grazie alla valutazione dei loro beni". Tuttavia, se persiste, tale tendenza, in particolare se accompagnato da una forte espansione del credito, potrebbe trasformarsi in un boom insostenibile. Come riporta Oxford Economics infatti oggi gli immobili - anche alla luce del fatto che il trend rialzista del real estate nell'ultimo decennio, è stato uno dei più forti che si siano mai registrati dal 1900 – sarebbero sopravalutati del 10%. Tuttavia secondo gli analisti è presto per parlare di bolla: tassi d'interesse storicamente bassi, risparmi accumulati durante le chiusure e il desiderio di più spazio - causa smart-working - sono tutti fattori che stanno alimentando questa tendenza.

Lo spettro di ciò che è successo nel 2008 sarebbe dunque destinato a rimanere poco più di fantasma. Adam Sleter di Oxford Economics fa notare che alcuni fattori inflazionistici sono di natura temporanea, come gli incentivi fiscali del governo e le interruzioni delle catene di approvvigionamento globale causata dai ritardi nei porti. Il rischio poi di un contagio all'intero sistema economico è poi molto ridotto. Come ricorda Quartz, la crescita del credito è più bassa rispetto a prima della crisi finanziaria globale, gli standard di prestito sono più alti di quanto non fossero durante la bolla dei mutui subprime, il sistema bancario è stato fortificato e il governo americano non sta spingendo a comprare casa persone che non possono permettersela. Infine, l'ingegneria finanziaria che una volta trasformava i prestiti immobiliari di bassa qualità in titoli con rating AAA è stata messa in cortocircuito.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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