È morto Salgado, addio al fotografo umanista

3 MIN
Sagome di due persone che remano in canoa su un fiume nebbioso all'alba, con altre barche in lontananza e la nebbia che ricopre l'acqua e gli alberi sullo sfondo.

L’Instituto Terra, da lui fondato con la moglie Leila, ha dato la notizia venerdì 23 maggio, rivelando anche la causa della morte. Gli studi da economista, gli anni da reporter nei luoghi più disgraziati e magnifici della Terra. Ambiente, lavoro e migrazioni i suoi temi focali

Indice

Si è spento uno degli obiettivi più importanti del XX e di questo primo quarto di secolo: il fotografo Sebastião Salgado è morto a Parigi il 23 maggio 2025 per leucemia. Nato l’8 febbraio 1944, ad Aimorés, Minas Gerais, Brasile, Sebastião Ribeiro Salgado Júnior verrà ricordato come un fotografo umanista e ritrattista, con una sensibilità particolare per i temi dell’ambiente, del lavoro, delle migrazioni. Workers per esempio, è reportage sociale frutto di sei anni di lavoro in 26 paesi (fra cui Brasile, Ruanda, India, Kuwait, Polonia, Bangladesh): indaga gli effetti del lavoro manuale sulla vita degli individui e delle comunità. Migrations è invece un lavoro sulle migrazioni, svolto per 15 anni in 43 paesi del mondo.


Ritratto in bianco e nero di un uomo anziano, calvo, con indosso una giacca, che guarda la fotocamera con un'espressione neutra. Il testo in basso recita "1944 - 2025".

L’interesse per l’ambiente invece matura con il nuovo millennio: a questo Salgado dedica Genesis, progetto elaborato fra il 2003 e il 2011. Il progetto è stato un viaggio fotografico attraverso i cinque continenti, documentante il mondo com’era e com’è, una celebrazione della terra come risorsa da conoscere e amare.

I ghiacciai parlano, hanno un’anima, una vita e una forza gigantesca che sposta masse rocciose. il Campo de Hielo, tra Argentina e Cile, tra i più grandi ghiacciai del mondo, si sta riversando verso l’oceano e qua

Sebastião Salgado

Salgado, da economista a fotografo di fama mondiale

Come spesso accade, il suo percorso di fotografo inizia da lontano. Sebastião Salgado studia infatti economia a San Paolo, si specializza a Parigi e si trasferisce a Londra per lavorarvi come economista per conto della International Coffee Organisation. Inizia a viaggiare: in Africa, scatta le sue prime fotografie.


Quattro persone, tra cui bambini, sono all'aperto avvolte in coperte, con un paesaggio desolato e montagne sullo sfondo. L'immagine è in bianco e nero, evocando un'atmosfera cupa e riflessiva.
Etiopian refugees. Courtesy Phillips

Non si tratta di hobby: la forza delle immagini che produce lo scardina dal suo primo lavoro, che lascia nel 1972. Si ritrasferisce a Parigi nel 1973, per dedicarsi soltanto alla fotografia, sempre accompagnato dall’amata moglie Lélia Wanick, autrice e produttrice cinematografica. In questi anni da freelance è vittima di un incidente che gli causerà problemi alla colonna vertebrale per tutta la vita: nel 1974, una mina lo colpisce mentre è in Mozambico per documentare la guerra per l’indipendenza.

Una persona con equipaggiamento protettivo viene spruzzata di schiuma nei pressi di un grande incendio in eruzione e di un fumo denso, probabilmente in un giacimento petrolifero o in un sito industriale, riecheggiando le scene drammatiche catturate da Salgado, con caotiche colonne di fumo che si alzano nel cielo.
Pozzi di petrolio in fiamme nel Kuwait, dopo la fine della Guerra del Golfo

Lavora per le agenzie Sygma, Gamma e nel 1979 entra a far parte dell’agenzia fotografica Magnum, che lascerà nel 1994, quando a rappresentarlo sarà solo la sua Amazonas Images. Il regista tedesco Wim Wenders nel 2014 ha dedicato alla vita di Salgado il documentario Il sale della terra, candidato agli Oscar l’anno successivo.


Una suggestiva foto aerea in bianco e nero mostra una fitta foresta sotto un cielo cupo. Piove a dirotto in lontananza, con un arcobaleno visibile e una suggestiva tromba marina che si estende dalle nuvole fino a terra.
Rainbow over the Tucuxim area. Parima Forest Reserve. Yanomami Indigenous Territory. Courtesy Sotheby's

L’ultimo grande lavoro del fotografo è Amazonia: un progetto durato sei anni, durante i quali Salgado ha fotografato la foresta amazzonica, i fiumi, le montagne e le persone che vi abitano; un connubio di potenza e fragilità insieme, tipica della natura di quei luoghi. In Italia Amazonia è stata presentata al MAXXI – Museo delle Arti del XXI secolo, fino al 13 febbraio 2022.

Dove vedere l’ultima mostra di Salgado in Italia

Fino al 21 settembre 2025 sarà possibile visitare al Mart di Rovereto, in Trentino, l’ultima mostra del fotografo appena scomparso, Ghiacciai. In 54 fotografie di grande e grandissimo formato, quasi del tutto inedite, con le quali il maestro brasiliano racconta l’ultimo capitolo della sua ricerca sui temi cruciali della vita sulla terra. Il progetto, curato dalla moglie Lélia Wanick, nasce da un’idea del Trento Film Festival con Contrasto in occasione dell’anno per la conservazione dei ghiacciai proclamato nel 2025 dalle Nazioni Unite.

Una spettacolare foto in bianco e nero di un iceberg frastagliato con un'apertura ad arco, che galleggia in acque scure sotto un cielo nuvoloso e granuloso. Il ghiaccio imponente mostra dettagli intricati e forti contrasti di luce e ombra.
Iceberg Between Paulet Island and the Shetland Islands, Antarctica. Courtesy Phillips

Come ha spiegato lo stesso Salgado in videoconferenza presentando la mostra, non c’è traccia dell’uomo tra questi ghiacciai morenti, dal Canada alla Patagonia, all’Himalaya, alla Georgia, alla Russia. Le uniche forme di vita presenti sono gli uccelli o le colonie di pinguini. «Nel fare queste fotografie ho incontrato poche persone, qualche scienziato, qualche turista. Ma le condizioni di vita nella maggior parte dei ghiacciai estremi rendono difficile la presenza umana a quattro-cinquemila metri di altezza. Quando ho incontrato persone non ho scattato, perché non erano immagini interessanti. Ma il segno lasciato dall’uomo l’ho visto».

Il mercato delle fotografie di Salgado

Nel momento in cui scriviamo, il prezzo medio di una foto di Salgado si aggira intorno ai 10.000 dollari (Artsy price database), con un tasso medio di rivalutazione pari al 4%. Il suo top lot è finora una foto del 1986: Serra Pelada, Gold mine, Brazil, venduta per 118.750 sterline (155.577 dollari) nell’ottobre 2018 da Sotheby’s durante l’asta The Midas Goldtouch, curiosamente non dedicata alla fotografia ma a una collezione privata di estremo lusso.

Centinaia di persone con indosso un cappello scalano ripide e accidentate pareti di terra, salendo su scale e camminando in file serrate, come se stessero lavorando intensamente in un immenso sito di scavi a cielo aperto.
Serra Pelada, Gold mine, Brazil, 1986. Courtesy Sotheby's

Domande frequenti su È morto Salgado, addio al fotografo umanista

Qual è il valore di mercato delle fotografie di Sebastião Salgado?

L'articolo menziona 'Il mercato delle fotografie di Salgado', suggerendo che le sue opere abbiano un valore di mercato significativo. Tuttavia, non vengono forniti dettagli specifici sui prezzi o sulle tendenze di mercato.

È possibile investire in fotografie di Salgado?

Dato che l'articolo tratta 'Il mercato delle fotografie di Salgado', è implicito che esista un mercato per le sue opere, il che potrebbe renderle un potenziale investimento. Non vengono però specificate le modalità di investimento.

Dove si può vedere l'ultima mostra di Salgado in Italia?

L'articolo indica la presenza di un'intestazione 'Dove vedere l’ultima mostra di Salgado in Italia'. Questo suggerisce che ci sia una mostra in corso o recente in Italia, ma il contenuto specifico della sua ubicazione non è fornito nel testo.

Qual è stata la carriera di Sebastião Salgado prima di diventare fotografo?

L'intestazione 'Salgado, da economista a fotografo di fama mondiale' rivela che Sebastião Salgado ha avuto una carriera precedente come economista. Questo percorso inaspettato ha poi portato alla sua celebrità nel mondo della fotografia.

Quali temi principali affrontava il lavoro di Sebastião Salgado?

Sebastião Salgado è ricordato come un fotografo umanista con una sensibilità particolare per l'ambiente, il lavoro e le migrazioni. Il suo reportage 'Workers', ad esempio, documenta il lavoro in 26 paesi.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.