L'utilizzo delle polizze vita nella pianificazione successoria

Andrea Vasapolli
Andrea Vasapolli
2.9.2021
Tempo di lettura: 3'
In ottica di pianificazione e protezione patrimoniale uno strumento ampiamente diffuso è rappresentato dalle polizze vita. Attenzione perché ce ne sono di vari tipi: quali usare? La scelta richiede un'analisi delle varie tipologie e degli obiettivi del sottoscrittore
L'utilizzo dello strumento delle polizze vita nell'ambito della pianificazione e protezione patrimoniale è attualmente ampiamente diffuso in quanto lo stesso consente di prevedere un sostegno economico “al verificarsi di un evento attinente alla vita umana”, quali la morte dell'assicurato o la sua sopravvivenza a una certa data.

L'assicurazione è infatti definita come il contratto col quale l'assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l'assicurato, entro i limiti convenuti, del danno a esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana.

L'art. 1920 del codice civile prevede inoltre che è "valida l'assicurazione sulla vita a favore di un terzo".
Il contraente può designare il beneficiario:

  •  nel contratto di assicurazione;

  •  con dichiarazione scritta successiva comunicata all'assicuratore;

  •  per testamento.

Poiché il beneficiario designato diviene titolare di un diritto proprio alla prestazione assicurativa, il suo diritto è trasmissibile mortis causa; i contratti di assicurazione sulla vita con designazione di un beneficiario diverso dal contraente realizzano infatti una trasmissione della ricchezza mortis causa che può affiancarsi al testamento o all'utilizzo di altri strumenti nella pianificazione del passaggio generazionale.

È inoltre valida anche l'assicurazione stipulata sulla vita del terzo, ma occorre il suo consenso per la validità se si tratta di assicurazione per il caso morte, consenso che può essere contenuto direttamente nel contratto o in atto separato che richiami espressamente la polizza a cui si riferisce.

Accanto ai modelli tradizionali di polizze vita vi sono poi le polizze cosiddette unit linked o index linked che hanno finalità di investimento e sono volte alla gestione della ricchezza e alla ricerca di rendimenti. Tali polizze presentano anche vantaggi fiscali che migliorano il rendimento finanziario dei patrimoni così investiti.

La scelta del tipo di polizza da sottoscrivere tra quelle esistenti richiede un'analisi delle varie tipologie e degli obiettivi che si pone chi desidera sottoscriverle in quanto le stesse realizzano funzioni differenti tra di loro.

Spesso il desiderio del sottoscrittore, nell'ambito della protezione patrimoniale, è quello di sottrarre il patrimonio ai potenziali attacchi dei creditori, di toglierlo dalla disponibilità di soggetti non graditi e di proteggerlo dalla dispersione.

La polizza vita si rivela in tal caso uno strumento molto utile e idoneo a soddisfare tali finalità in quanto:

  • le somme dovute dall'assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare;

  •  è possibile designare un beneficiario ed eventualmente modificarlo o revocarlo nel corso del rapporto;

  •  in molti casi il contraente può riscattare la polizza prima del verificarsi dell'evento.

Per quanto riguarda l'utilizzo delle polizze vita come strumento di pianificazione patrimoniale è interessante sottolineare che le prestazioni erogate dalle compagnie di assicurazione agli eredi e ai beneficiari designati dalla polizza vita, in caso di morte dell'assicurato, non sono soggette a imposta di successione, in quanto si tratta di somme che spettano al beneficiario della polizza non per diritto di successione, bensì per effetto del contratto di assicurazione e, dunque, per diritto proprio dei beneficiari/eredi.

Quando si sottoscrive una polizza è però importante essere consapevoli delle caratteristiche dello strumento che si sta sottoscrivendo in quanto in taluni casi alle stesse non vengono riconosciuti il regime fiscale di vantaggio in sede successoria sopra delineato e il beneficio della impignorabilità e non sequestrabilità.

Risulta quindi molto importante farsi affiancare da un professionista esperto che sia in grado di supportare il futuro contraente nella scelta del modello di polizza più adatto ai suoi desiderata.

(Articolo scritto con Brigitta Valas, associate di Vasapolli & Associati)
Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo. WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Managing partner di Vasapolli & Associati, è specializzato in tutte le aree del diritto tributario e in particolare in tema di trust, pianificazioni patrimoniali e passaggio generazionale. È componente di diverse commissioni di studio in materia tributaria, autore di numerosi libri e di oltre 400 articoli pubblicati sulle principali riviste di diritto tributario, professionista accreditato dell’Associazione “Il trust in Italia” e full member della Step (Society of trust and estate practitioner).

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti