Con il decreto legislativo 212/2025, l’Italia recepisce la nuova direttiva europea sul credito ai consumatori (Ccd2), introducendo per la prima volta un quadro organico di servizi di consulenza indipendente sul debito.
Una riforma che punta a prevenire il sovraindebitamento delle famiglie e a migliorare la trasparenza nei rapporti con banche e intermediari.
Direttiva Ccd2: cosa cambia per il credito ai consumatori
La direttiva, che entrerà in vigore il 20 novembre 2026, amplia il perimetro dei contratti di credito soggetti a regole europee, rafforza gli obblighi informativi verso i consumatori e introduce il diritto, per chi richiede un finanziamento, a chiedere un riesame umano in caso di valutazioni creditizie basate su sistemi automatizzati.
Tra le novità più rilevanti compare la creazione di un vero e proprio servizio pubblico di consulenza sul debito: assistenza gratuita o a costi contenuti, fornita da operatori indipendenti, destinata ai consumatori che incontrano – o rischiano di incontrare – difficoltà nel rimborso dei prestiti.
Consulenza sul debito: chi può fornirla e a quali condizioni
Il decreto stabilisce che il servizio sia in prima battuta erogato da fondazioni e associazioni antiusura. Un prossimo decreto ministeriale potrà estendere l’attività anche a:
- enti del terzo settore,
- operatori specializzati nel microcredito,
- associazioni dei consumatori,
- organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento.
L’obiettivo è garantire interventi personalizzati, imparziali e indipendenti rispetto ai creditori: dall’analisi delle finanze familiari alla pianificazione del budget, dalla negoziazione con banche e finanziarie al supporto psicologico e sociale, quando necessario.
La nuova normativa stabilisce che i servizi di consulenza sul debito debbano essere gratuiti o limitati ai costi operativi.
Sovraindebitamento: come cambia la gestione del debito con la Ccd2
Il legislatore europeo punta a contrastare il sovraindebitamento in una fase sempre più complessa per le famiglie: tassi crescenti, credito al consumo diffuso e ricorso frequente a prestiti revolving. Il nuovo sistema di consulenza indipendente si affianca a misure già esistenti nel nostro ordinamento, come:
- assistenza obbligatoria dei finanziatori nei casi di difficoltà nel mutuo;
- attività di recupero crediti ex art. 115 Tulps;
- agenti finanziari per ristrutturazione e recupero crediti;
- organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento.
La Ccd2, però, introduce una visione più anticipatoria: intercettare il problema prima che la crisi esploda, orientando i cittadini verso percorsi di ristrutturazione sostenibili e preservando la dignità del debitore.
Ccd2 e decreti attuativi: cosa manca e cosa aspettarsi
Per gli operatori, la sfida sarà capire come collocarsi all’interno della futura mappa regolatoria. I decreti ministeriali chiariranno quali soggetti potranno fornire legalmente servizi di debt advice e con quali vincoli economici.
Il recepimento della Ccd2 segna comunque una tappa cruciale: per la prima volta il legislatore non si concentra solo sulla trasparenza del credito, ma apre un capitolo dedicato al supporto preventivo e sociale dei consumatori in aggiunta all’attività svolta a favore invece degli enti finanziatori ad appannaggio degli agenti in attività finanziaria. Vedremo l’evoluzione del sistema.

