Nel complicato quadro economico generale, con l’arrivo della stagione autunnale, i consumatori si trovano ad affrontare tagli alle spese ed acquisti sempre più indirizzati verso una strategia omnicanale, con apprensioni economiche che incidono sulle ultime settimane dell’anno.
Con più di otto consumatori su dieci allarmati per la situazione economica e geopolitica, la stagione autunnale in corso si annuncia contraddistinta da prudenza e tagli di budget. L’inflazione rappresenta la prima preoccupazione per gli italiani, molto più della difficoltà a risparmiare. I timori per il costo della vita si stanno estendendo anche ai ceti meno abbienti e si viene così a creare una situazione particolarmente critica, perchè va a incidere direttamente sul benessere economico degli italiani, il cui reddito lordo nel corso del terzo trimestre è sceso dello 0,2% rispetto a quello del trimestre precedente, con una diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie. Parallelamente, la spesa per i consumi finali ha continuato a crescere registrando un + 0,4% nonostante il reddito disponibile in flessione.
Ma come hanno fatto a crescere i consumi, se il reddito disponibile è risultato in calo? Lo si intuisce andando a indagare la propensione al risparmio, che è scesa di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, attestandosi su un 6,0%. Sempre nel corso del terzo trimestre 2025, viene stimato all’8,2% il tasso di investimento delle famiglie consumatrici, ovvero 0,5 punti percentuali in meno rispetto al trimestre precedente. Si registra inoltre una flessione degli investimenti lordi del 2,8%.
Il vero problema per i consumatori è senza dubbio il caro-prezzi. Nonostante molte categorie mostrino propositi di spesa negative durante l’alta stagione, alcune si dimostrano più resilienti di altre, malgrado i consumatori adottino comportamenti restrittivi. Giardinaggio, giochi , manifatturiero ed elettronica sono i settori più a rischio di tagli da parte dei consumatori, che prevedono una spesa inferiore rispetto allo scorso anno.
Il rapido cambiamento nelle loro abitudini di spesa ha aiutato invece i settori dei servizi come i viaggi e il tempo libero a prosperare, anche se i settori che si concentrano sulla vendita di beni come l’edilizia sono in difficoltà. Nonostante l’online continui ad essere il canale preferito dai lombardi, quest’anno il trend degli acquisti nei negozi fisici sembra mantenersi.
Ad ogni buon conto, la distinzione tra online e negozi fisici è ormai meno evidente. I consumatori adottano strategie omnicanali, passando dai canali digitali a quelli fisici lungo il percorso di minor resistenza verso l’acquisto.

