Wall Street ha toccato un nuovo record intraday in apertura di seduta venerdì 5 luglio, gli investitori attendono con ansia una definitiva svolta nella comunicazione della Federal Reserve, in vista della riunione di settembre. Dopo la pubblicazione, in giornata, dei dati sull’occupazione e sulle retribuzioni, le probabilità che i mercati attribuiscono a un primo taglio dei tassi Fed a settembre sono salite al 79% – cui seguirebbe un altro taglio entro l’anno. Si tratta di aspettative non allineate a quelle espresse dai membri del Comitato Fomc, la cui attesa mediana corrisponde a un solo taglio dei tassi nel 2024.
I segnali dal mercato del lavoro
I posti di lavoro sono aumentati leggermente più del previsto a giugno, hanno mostrato gli ultimi Non-farm payroll (206mila unità contro 200mila): a fare da contraltare a quella che potrebbe sembrare l’ennesima prova di resistenza per l’economia americana, però, è l’aumento inatteso del tasso di disoccupazione dal 4 al 4,1%. I nuovi posti di lavoro nel settore privato sono stati inferiori alle attese, mentre ad aver trainato sopra le stime il dato complessivo sono stati i nuovi occupati nel settore pubblico. Inoltre, il dato sui posti di lavoro creati a maggio è stato fortemente rivisto al ribasso, da 272 a 218mila unità. Tirando le somme, i nuovi dati sull’occupazione sostengono l’idea di un graduale raffreddamento del mercato del lavoro e dell’economia. Il peggioramento del mercato del lavoro, ha ribadito Powell all’Ecb Forum di Sintra lo scorso martedì, è uno dei fattori che potrebbe giustificare un taglio dei tassi.
La reazione di mercato: Borse slancio record, su oro e Buoni del Tesoro Usa
La reazione di mercato testimonia come, secondo gli investitori, le nuove informazioni acquisite venerdì possano aumentare leggermente le probabilità di un taglio dei tassi già a settembre. L’oro, la cui attrattiva tende ad aumentare quando i tassi e i rendimenti obbligazionari calano, ha fatto un balzo giornaliero pari all’1%, con un massimo di giornata che (alle ore 18 italiane di venerdì) si attesta a quota 2.396,70 dollari l’oncia. Nell’ultima settimana il rialzo del metallo giallo ammonta al 2,52%, con un progresso del 15,6% da inizio anno. L’argento, altra stella fra le commodity in questo 2024, ha guadagnato il 2,2% a 31,515 dollari.
Il rendimento del Buono del Tesoro Usa decennale, infatti, ha mostrato un calo al 4,284% mentre il rendimento del Buono a 1 anno ha toccato i minimi da fine marzo con un rendimento sceso al 4,996% (-6 punti base). La prossima settimana i mercati potranno mettere alla prova la propria diagnosi sul rientro dell’inflazione e sulle future mosse della Fed con le testimonianze al Congresso che il presidente Jerome Powell renderà martedì e mercoledì pomeriggio. E, soprattutto, si aspetta al varco il nuovo dato sull’inflazione al consumo statunitense: “Le attese per l’indice CPI di giugno sono +0,1% mese su mese, rispetto allo 0% di maggio”, ha scritto in una nota Martina Daga, macroeconomista di AcomeA SGR, “un dato che quindi dovrebbe essere positivo e che dovrebbe continuare a sostenere i consumi privati. In generale, il report è consistente con il softening dei dati sul mercato del lavoro che stiamo vedendo nelle ultime settimane, ma punta ancora a un mercato in salute”.
Mentre la prospettiva dei tagli continua ad alimentare i mercati nella veste più prevedibile (rally di azioni, treasury e oro), il Bitcoin continua a perdere slancio, riportandosi sui livelli di fine febbraio arrivando a scendere sotto i 54mila dollari nella giornata di venerdì. In passato si era osservata una certa sincronia fra l’umore del Bitcoin e le azioni tech americane.
Il Nasdaq, tuttavia, procede spedito su nuovi record, portandosi a quota 18.327,70 punti, con un rialzo dello 0,77% attorno alle ore 18 italiane.

