Banco Bpm può comprare Anima, via libera dal cda all’opa

3 MIN

Parte ufficialmente lunedì 17 marzo 2025 l’operazione di Piazza Meda sulla società in cui sono azionisti anche Poste Italiane e Fsi. Il consiglio di amministrazione di Anima ha acceso il semaforo verde sul prezzo rialzato

Indice

Banco Bpm – o meglio, la sua controllata Banco Bpm Vita Spa, può comprare Anima: al termine del percorso autorizzativo di rito, il consiglio di amministrazione dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha ritenuto congruo il prezzo rialzato di 7 euro cum dividendo (dai 6,20 euro iniziali). Avuto dunque l’ok da Antitrust, Ivass, Bankitalia, Consob (giovedì 13 marzo), il periodo di adesione avrà inizio alle 8:30 di lunedì 17 marzo 2025 e si concluderà – salvo proroghe – il 4 aprile 2025. L’esito dell’offerta pubblica di acquisto appare scontato. Alla riunione hanno partecipato tutti gli amministratori con l’eccezione dell’amministratore delegato e direttore generale Alessandro Melzi d’Eril, del vicepresidente Fabio Corsico e dei consiglieri Marco Tugnolo e Gianfranco Venuti, essendo portatori di un interesse nell’offerta.

Opa di Banco Bpm su Anima in porto anche con il solo 45%

Secondo quanto comunicato in precedenza da Piazza Meda, l’efficacia dell’opa di Banco Bpm su Anima sarà efficace anche al raggiungimento del solo 45% più una azione del capitale. O meglio: l’offerta pubblica di acquisto è ufficialmente condizionata al raggiungimento di una partecipazione di almeno il 66,67% del capitale dell’asset manager, ma la banca si riserva la facoltà di rinunciare a questa soglia, a patto che sia almeno pari al 45% più una azione.

Nel comunicato di annuncio della proposta di acquisto lo scorso 6 novembre 2024, Banco Bpm aveva chiaramente indicato come condizione soglia necessaria per comprare Anima la quota dei due terzi del capitale della sgr per approvare in assemblea straordinaria la fusione con il suo solo voto favorevole. Tuttavia la volontà di portare a casa il risultato, dalla forte valenza strategica per il gruppo guidato da Giuseppe Castagna, aveva fatto abbassare la soglia al 45%, contestualmente al rilancio del prezzo. Sebbene non sufficiente ad approvare una fusione, la quota consentirebbe comunque a Piazza Meda di perseguire i propri piani strategici.

Banco Bpm possiede già virtualmente il 45% di Anima, il 44,8% per essere precisi. Il risultato è stato raggiunto grazie agli impegni ad aderire all’opa ricevuti da Poste Italiane, Fsi e gli azionisti manager di Anima (azioni complessive pari al 22,8% del capitale), e al 22% del capitale della società di gestione del risparmio, già in pancia a Piazza Meda. Gli intermediari incaricati di raccogliere le adesioni sono Banca Akros (coordinatore), Monte dei Paschi di Siena (di cui Bpm possiede il 5% delle azioni), Bnp Paribas, Intermonte. Alla quota del 44,8% di Anima già posseduta, si potrebbero sommare un 7% di Caltagirone e un 20-25% di arbitraggisti con alcuni fondi “long-only”. 

Quali saranno le prossime mosse UniCredit?

La fusione (o il controllo) Banco Bpm – Anima è strettamente legata al risiko di UniCredit. La banca guidata da Andrea Orcel aveva infatti lasciato trapelare la possibilità di rinunciare all’offerta nel caso in cui l’opa sulla società di gestione del risparmio fosse andata in porto al prezzo rialzato di 7 euro e senza il beneficio patrimoniale del Danish Compromise (al momento mancante). Piazza Gae Aulenti ha anticipato al 27 marzo 2025 l’assemblea relativa all’offerta pubblica di scambio sul gruppo Bpm.

Ipotizzando che l’acquisizione di Anima giunga al termine entro il 30 giugno 2025, l’indice di patrimonializzazione di Bpm sarebbe superiore al 15% in ipotesi di ottenimento del Danish Compromise. In caso di non ottenimento dell’agevolazione, il Cet1 dell’istituto sarebbe nella forchetta 13-13,5%. 

I vantaggi industriali dell’opa

Con l’integrazione di Anima, Piazza Meda potrà differenziare i ricavi, puntando sull’asset management e la bancassurance. Inoltre, l’incidenza delle commissionisul margine di interesse e dei proventi da servizi aumenterà dall’attuale 37% a più del 45%, mentre l’apporto ai ricavi di gruppo delle fabbriche prodotto, salirà a 1,6 miliardi di euro (dagli 1,18 miliardi previsti). Come ha più volte affermato il ceo Giuseppe Castagna, BancoBpm vuole incentivare “un modello di crescita dei ricavi fortemente incentrato sulle fabbriche prodotto”.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth