Banca Generali, Opa da 98 milioni su Intermonte: ecco la strategia

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Intermonte si prepara al delisting da Piazza Affari, rafforzando l’offerta e le competenze di Banca Generali su Pmi e finanza strutturata

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Banca Generali ha annunciato un accordo di acquisto che porterà sotto le insegne del Leone Intermonte Sim, realtà specializzata in ricerca e analisi e attività di investment banking focalizzata sulle piccole e medie imprese italiane. L’offerta pubblica di acquisto punta rilevare il 100% delle azioni di Intermonte, cui seguirà il delisting del titolo quotato sull’Euronext Growth di Borsa Italiana.

L’offerta prevede una valorizzazione importante per Intermonte, con un prezzo unitario fissato a 3,04 euro per ciascuna azione, comprensivo di eventuali dividendi: questo corrispettivo vale un premio del 21,9% rispetto al prezzo alla chiusura di venerdì (2,49 euro) e un 18,9% aggiuntivo rispetto alla media dei prezzi degli ultimi 12 mesi. Un premio che è bastato a convincere gli “azionisti rilevanti” di Intermonte, rappresentativi di circa il 52% delle azioni in circolazione. “Sono stati anche siglati accordi, condizionati al buon esito dell’offerta, con il Chief Executive Officer e il Chief Executive Officer Investment Banking”, ha fatto sapere la società in una nota, “nella prospettiva della continuità manageriale e per facilitare l’integrazione della società nell’offerente”.

L’esborso massimo previsto dall’operazione è previsto poco al di sopra dei 98 milioni di euro. Intermonte aveva chiuso il 2023 con un utile netto di 2,5 milioni di euro e un Rote rettificato dell’8,7%. Nel primo semestre di quest’anno l’utile era, però, in forte recupero. Non sarebbero però le considerazioni puramente finanziarie a guidare la mossa di Banca Generali.

Banca Generali, gli obiettivi dell’Opa su Intermonte

La Banca guidata da Gian Maria Mossa ha presentato una pluralità di ragioni strategiche alla base dell’acquisto di Intermonte.

  • Valorizzare la ricerca nel mercato italiano delle Pmi: Intermonte è fra i leader negli analisti in questo settore, punto di forza che Banca Generali potrebbe sfruttare per rafforzare la sua offerta di servizi finanziari alle piccole e medie imprese.
  • Competenze nella sala di negoziazione, equity ed Etf: Le competenze di Intermonte nella gestione delle negoziazioni azionarie e degli Etf potrebbe fare gioco per Banca Generali per ampliare la gamma di prodotti offerti.
  • Sviluppo delle competenze sui derivati e certificati: anche in questo ambito la banca guidata Mossa punta a fare leva sulle competenze di Intermonte nella strutturazione di certificati derivati con sottostanti titoli italiani ed europei per arricchire l’offerta di prodotti finanziari avanzati di Banca Generali.
  • Rafforzare l’offerta per imprenditori e Pmi: un “segmento fondamentale per il private banking, e principale motore di generazione di nuova ricchezza nel Paese, sempre più soggetto a un tema di passaggio generazionale”, scrive nella sua comunicazione Banca Generali.
  • “Differenziarsi ulteriormente nel mercato delle reti” è, quindi, il punto di arrivo finale nella disamina delle ragioni strategiche alla base di questa Opa.

Intermonte manterrà la propria autonomia operativa, con una continuità nel management. Tuttavia vengono prospettate anche sinergie di ricavo e di costo, in seguito all’acquisizione, che puntano a generare un ritorno stimato sull’investimento superiore al costo del capitale.
Intermonte, dunque, continuerà a seguire le attuali direttrici di business, ma potrà beneficiare della forza distributiva di Banca Generali.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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